The Killing of a Sacred Deer

2017, Drammatico

The Killing of a Sacred Deer: la famiglia "perfetta" di Nicole Kidman e Yorgos Lanthimos a Cannes 2017

Assente Colin Farrell, è la diva australiana a farsi portavoce della visione unica del cineasta greco a cui confessa di aver inviato numerosi messaggi per convincerlo a ingaggiarla nel suo film.

Disturbante come spesso risultano le pellicole della New Wave greca emersa negli ultimi anni, Yorgos Lanthimos presenta in competizione al Festival di Cannes la sua ultima fatica, The Killing of a Sacred Deer, pellicola dal respiro internazionale che racconta la storia di due medici, Steven e Anna (Colin Farrell e Nicole Kidman), e dei loro figli adolescenti. Steven decide di prendersi cura di un giovane uomo che ha appena perso il padre, ma quando lo porta in famiglia quest'ultimo diventa una minaccia per la collettività costringendo il suo mentore a un sacrificio impensabile.

The Killing of a Sacred Deer: il cast a Cannes 2017

The Killing of a Sacred Deer ha turbato la critica scatenando reazioni contrastanti, ma il regista si affretta a definire la sua opera "una commedia dark": "Mettendo insieme il materiale alla base del mio film posso definirlo brutale, ma quando ho consegnato il copione a Nicole Kidman le ho spiegato che era una commedia facendole comprendere il tono del film. Sul set abbiamo cercato di divertirci il più possibile, creando un'esperienza diversa." A sorpresa la diva confessa di essere stata lei a contattare Lanthimos offrendosi per lavorare a un suo progetto: "Il suo mondo è così speciale, così gli ho chiesto di poter partecipare a uno dei suoi film. E' così raro trovare un regista che riesca a fare le cose che sa fare lui. E' un visionario, possiede uno sguardo unico e ogni attore vorrebbe lavorare con un autore come lui". Lanthimos aggiunge: "Posso confermare la sua versione. Nicole è nel film perché mi ha mandato un messaggio offrendosi per lavorare con me e io ho detto subito di sì. E' stato tutto velocissimo, ma sentivo che avrebbe funzionato".

Vita familiare vs vita lavorativa

The killing of a Sacred Deer: un bel primo piano di Nicole Kidman

The Killing of a Sacred Deer, a detta del suo autore, è una dark comedy incentrata su una famiglia il cui individualismo è estremizzato. Riflettendo sui suoi personaggi, Lanthimos afferma: "Non so se la mia sia una famiglia perfetta, ma all'inizio del film sembra molto unita. Le rivelazioni successive mostreranno come nessuna famiglia sia perfetta, le relazioni umane sono molto complesse da analizzare e la pressione della società mette a nudo queste tendenze. Quello che ho cercato di fare nel mio film è stare il più possibile lontano dai simboli, volevo essere il più diretto possibile".

The Killing of a Sacred Deer: Nicole Kidman e il regista Yorgos Lanthimos alla conferenza stampa

Parlando di famiglie, la vita privata di Nicole Kidman è sempre stata al centro dell'attenzione dei media. Oggi che ha trovato un equilibrio, l'attrice tiene a sottolineare la separazione tra carriera e vita familiare e confessa: "I miei figli non guardano i miei film, la mia famiglia è separata dalla mia vita creativa. So che le mie figlie hanno visto Paddington, dove faccio la cattiva, e si sono divertite molto, ma per il momento tento di tenere separati questi due ambiti. Sono sposata con un musicista quindi sono fortunata, entrambi sappiamo cosa significa lottare per avere una carriera artistica, ma abbiamo anche una solida vita familiare di cui siamo gelosi. Però pensando al mio amore per il cinema ricordo quando da ragazzina, in Australia, ho saltato la scuola per andare a vedere Arancia meccanica. E' stato incredibile. Da allora sono diventata una grande fan del cinema, amo e amerò sempre l'esperienza della sala buia. Anche oggi che faccio questo mestiere da tanti anni ho la stessa passione per la recitazione e il cinema, perciò voglio abbandonare la mia comfort zone per cercare nuovi ruoli".

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Quattro volte Nicole Kidman

The Killing of a Sacred Deer: Colin Farrell nella prima foto del film

Ad affiancare Nicole Kidman e Colin Farrell in The Killing of a Sacred Deer sono un gruppo di attori giovani alle prime armi. Yorgos Lanthimos ribadisce: "Cerco di lavorare nello stesso modo con attori professionisti e non professionisti, di dare le stesse indicazioni sul set". Parlando del metodo di direzione degli attori del regista greco, Nicole Kidman interviene: "Per un attore è molto gratificante lavorare con Yorgos, ha un metodo di lavoro fresco. Abbiamo provato a lungo chiusi nella casa del film o anche in un vero ospedale. Quando scelgo un regista è sempre un rischio e io adoro prendere dei rischi, voglio essere stupita. Molti attori sono maniaci del controllo, io invece credo che sia importante lasciarsi andare, permettere al regista di plasmarti. Non ho bisogno di lavorare, lo faccio perché è la mia passione, è il modo in cui esprimo me stessa e voglio dare il massimo".

The Killing of a Sacred Deer: Colin Farrell e Nicole Kidman in una scena

The Killing of a Sacred Deer è solo una delle quattro opere presentate a Cannes che vedono Nicole Kidman nel cast. Superlavoro? L'attrice si schernisce ammettendo che è "solo una coincidenza. In questa fase della mia vita cerco di sperimentare e supportare i registi che stimo o a cui solo legata. Persone come Jane Campion, che mi ha scoperto e con cui sono amica fin da quando avevo 14 anni. Alle giovani attrici posso solo consigliare di cercare di capire chi siano realmente. E' il modo migliore per andare avanti, ed è importante scegliere bene i propri mentori, persone che ti proteggano e ti consiglino". Riflettendo sul tema del sacrificio, tema al centro della pellicola che concorre alla Palma d'Oro, Yorgos Lanthimos puntualizza: "Non credo di avere una teoria mia sul concetto di sacrificio, ma volevo esplorare questo tema perché ad esso sono connessi altri temi come la giustizia, le scelte che le persone fanno, la natura umana e i comportamenti dei singoli. Il sacrifico viene dopo tutto questo, è un concetto religioso, appartiene all'umanità intera". A chi gli chiede quando tornerà a girare in Grecia, il regista risponde: "Vorrei farlo presto. Sto aspettando l'opportunità giusta. Ultimamente ho realizzato opere con una struttura produttiva più complessa, ma quell'immediatezza, quella dimensione ridotta mi manca perché permette molta più libertà".

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