The Following: commento all'episodio 2x10, Teacher's Pet

Al grido di "Nessuna redenzione senza sangue", Joe Carroll scatena i suoi discepoli in un massacro senza freni: Ryan Hardy e il suo team tentano di arginare l'ondata di violenza, mentre fra Ryan e Carrie Cooke ha inizio una relazione sentimentale.

The Following: commento all'episodio 2x10,...

Il plot

The Following: Valorie Curry in una scena dell'episodio Teacher's Pet
Claire Matthews (Natalie Zea) è tenuta nascosta grazie al programma di protezione testimoni, ma vorrebbe rimettersi in contatto con Ryan Hardy (Kevin Bacon). Quest'ultimo, che nel frattempo sta cominciando una relazione con la giornalista Carrie Cooke (Sprague Grayden), si rivolge al dottor Arthur Strauss (Gregg Henry) per indagare sul passato di Joe Carroll (James Purefoy). Carroll, intanto, sta rinsaldando la propria presa psicologica sui membri della setta di Corbin, ai quali chiede un tributo di sangue: seguendo il motto "Nessuna redenzione senza sangue", infatti, i suoi discepoli devono dimostrarsi pronti a uccidere in nome di una volontà superiore. Al quartier generale della setta, però, Mandy (Tiffany Boone) mostra alcune perplessità sull'operato di Carroll, mentre affiorano anche le sue tensioni con Emma Hill (Valorie Curry). Due nuovi adepti di Carroll, Mallory (Emily Kinney) e Patrick (Theo Stockman), si recano in un ristorante, pronti a scatenare una strage, ma il fulmineo intervento di Ryan e degli agenti dell'FBI riesce a evitare il peggio.

Cosa ci è piaciuto di questo episodio
La prima parte dell'episodio Teacher's Pet riserva numerose intuizioni interessanti, che se sfruttate a dovere - e soprattutto più spesso - potrebbero rendere The Following una serie di gran lunga superiore rispetto a quanto si è rivelata finora, ovvero un vivace ma rozzo thriller con contorni da guilty pleasure condito in salsa splatter. La sequenza del dialogo fra Ryan e il dottor Strauss, per quanto poco influente ai fini della trama, ci offre un intrigante confronto fra il protagonista della serie e il mentore del suo arcinemico, il quale imputa a Ryan di essere talmente ossessionato da Carroll da voler quasi, inconsapevolmente, seguirne le orme (e il dualismo all'interno dell'animo di Ryan, la sua inquietante prossimità alla follia di Joe, potrebbe essere in effetti uno degli assi portanti della vis drammatica di The Following). Di notevole suggestione anche i flashback ambientati nel 1982, che ci mostrano un giovanissimo Carroll (Pico Alexander) messo di fronte per la prima volta alla propria perversa natura criminale.

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Cosa non ci è piaciuto di questo episodio

The Following: James Purefoy nell'episodio Teacher's Pet
Una serie thriller a base di omicidi e altri atti efferati dovrebbe garantire come minimo dei villain all'altezza dei misfatti messi in scena: peccato che, con il trascorrere di questa seconda stagione, i "cattivi" di The Following appaiano inesorabilmente sempre più bislacchi. Joe Carroll è ormai in preda a un narcisismo sfrenato, al punto da esortare la sua seguace / amante Emma a rivolgergli invocazioni osannatorie post-coitum (sul serio, Mister Carroll?), mentre i suoi nuovi discepoli affetti da fanatismo pseudo-religioso, con tanto di pittoresche tuniche rosse e penosi coretti da stadio, sembrano pronti più a una sguaiata manifestazione teo-con che non a una guerra per mettere a ferro e fuoco l'America. Insomma, che fine hanno fatto la povera Lily Gray (Connie Nielsen) e i suoi psicotici figli adottivi?

Note a margine
E giusto a proposito di personaggi bislacchi, o che quantomeno non brillano per acutezza d'ingegno, uno dei temi cardine di questo episodio è la "crisi mistica" della giovane Mandy, la quale all'improvviso sembra rendersi conto - con la sua espressione, involontariamente comica, sospesa fra la perplessità e il disgusto - che forse, tutto sommato, il suo adorato Joe Carroll non ha proprio tutte le rotelle al posto giusto. Una presa di coscienza dalla tempestività invidiabile.

What's next?
Triangolo in arrivo? Con la rediviva Claire Matthews risorta dalle ceneri (non le proprie ceneri, ma quelle di una pessima sceneggiatura) e l'ignaro Ryan impegnato a "distrarsi", fra una sparatoria e l'altra, in compagnia dell'improbabile reporter d'assalto Carrie Cooke, non è difficile prevedere grosse complicazioni sentimentali da qui a breve. Sull'altro fronte, l'inevitabile "voltafaccia" di Mandy non dovrebbe impensierire più di tanto il mefistofelico Joe Carroll, né arginare il dilagare di una violenza sadica e incontrollata...

Stefano Lo Verme
Redattore
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