The Following: commento all'episodio 2x03, Trust Me

Mentre Joe Carroll, sventato il pericolo di essere smascherato, conquista definitivamente la fedeltà di Mandy, Ryan Hardy indaga sulla possibilità che l'uomo sia sopravvissuto all'incendio, ma nel frattempo si rende conto di avere un nuovo, temibile nemico...

Il plot
Judy (Carrie Preston) torna a casa e scopre l'omicidio commesso da Joe Carroll (James Purefoy); spaventata, la donna tenta di rivoltarsi contro Carroll, ma quest'ultimo la neutralizza, mentre la figlia adolescente di Judy, Mandy (Tiffany Boone), succube del carisma dello scrittore, uccide di suo pugno la madre e decide di fuggire insieme a Carroll. Grazie all'intervento di Carlos (J.D. Williams), Emma Hill (Valorie Curry) riesce a rintracciare i gemelli Mark e Luke (Sam Underwood), che subito dopo averla accolta nella propria setta uccidono a sangue freddo Carlos. Ryan Hardy (Kevin Bacon) rivela a Mike Weston (Shawn Ashmore) che Carroll potrebbe essere ancora vivo, e che il cadavere trovato dopo l'incendio potrebbe appartenere in realtà al fratello dell'uomo. Nel frattempo, Ryan ha un'improvvisa intuizione e si rende conto che Lily Gray (Connie Nielsen) forse ha qualcosa da nascondere; ma la donna, accortasi dei suoi sospetti, abbandona precipitosamente la galleria d'arte in cui lavora e sfugge al tentativo di cattura di Ryan.

Cosa ci è piaciuto di questo episodio
C'erano solo due sviluppi possibili per il personaggio di Lily Gray: un nuovo interesse amoroso per Ryan (come lo scorso episodio lasciava presagire) o, al contrario, una villain a sorpresa (ma neanche troppa, a dir la verità) con la quale fare i conti nel corso di questa seconda stagione. Gli autori di The Following, saggiamente, hanno puntato sulla seconda opzione, con una variante piuttosto intrigante: al termine dell'episodio Trust Me scopriamo infatti che Lily è la dolce mammina dei due gemelli più sadici della Tv americana. A questo punto è lecito prevedere qualche sviluppo potenzialmente interessante in direzione di un rapporto madre / figli deliziosamente ambiguo e perverso, sulla scia di un altro guilty pleasure televisivo quale Bates Motel.

Cosa non ci è piaciuto di questo episodio

The Following 2x03b
Dopo due episodi notevolissimi per la costruzione del ritmo e della suspense, Trust Me segna una prima battuta d'arresto per la seconda stagione di The Following: ci troviamo infatti di fronte a un episodio irrimediabilmente fiacco, per certi versi di transizione, in cui la tensione viene a mancare quasi del tutto, o al massimo cede il posto ad un'insistita sgradevolezza (la sequenza del brutale assassinio di Judy). Le spaventose forzature del più labile concetto di verosimiglianza, già assai frequenti nella precedente stagione, fanno di nuovo capolino nella trama della serie, con espedienti da soap-opera come fratelli comodamente ripescati dal passato per giustificare morti solo apparenti, improbabili scambi di cadaveri e altre amenità del genere.

Note a margine
Non avevamo neppure fatto in tempo ad esprimere il nostro apprezzamento per la presenza, nel cast della seconda stagione, di un'attrice come Carrie Preston, che gli autori hanno pensato bene di eliminare in maniera sbrigativa il suo personaggio, rimasto tutto sommato alquanto inutile. E a proposito di personaggi poco sfruttati (o invisibili), continua a restare limitata a pochissime, ininfluenti scene la presenza di Max (Jessica Stroup), la giovane nipote di Ryan, mentre cominciamo a chiederci che fine abbia fatto Barry (Keith Carradine), lo sponsor del detective, che dopo una fugace comparsata in Resurrection sembra sparito del tutto dalla serie...

What's next?
La convivenza fra Emma, la crudele francesina Gisele (Camille De Pazzis), i gemelli Mark e Luke e da adesso anche la "mammina cara" Lily promette scintille già a partire dal prossimo episodio, con una nuova, malefica mini-setta in cui, fra attrazioni incrociate, rivalità più o meno latenti e l'ingombrante presenza di un'atipica figura materna, può succedere davvero di tutto (dai melodrammi familiari al trash più spinto, insomma...).

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Stefano Lo Verme
Redattore
3.0 3.0
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