The Flash, finale stagione 2: Il lungo déjà vu

Il velocista più celebre dei fumetti chiude la seconda annata della sua serie TV all'insegna della ripetitività, con un finale interessante ma al contempo molto frustrante.

The Flash, finale stagione 2: Il lungo déjà vu
The Flash

2014 - .... – Azione
3.4 3.4

Flash ha riacquisito la sua velocità, ed è pronto per lo scontro finale con Zoom, il quale ha anche ucciso il padre del nostro eroe. Il malvagio velocista svela infine il suo piano: vuole sfidare Barry a una gara di velocità, e usare i poteri del suo avversario per alimentare un macchinario che, una volta attivato in pieno, porterà alla distruzione totale del Multiverso, lasciando solo Terra-1 come mondo superstite dominato da Zoom. Barry dovrà quindi correre il più velocemente possibile per salvare tutti gli universi immaginabili...

The Flash: Grant Gustin e Teddy Sears nella puntata The Race of His Life

Sbagliando si impara?

Il finale della prima stagione di The Flash aveva letteralmente spalancato le porte a infinite possibilità narrative, con l'introduzione del concetto del Multiverso, esplorato poi già a partire dalla premiere della seconda annata con il debutto televisivo di Jay Garrick, il Flash della Golden Age fumettistica e supereroe proveniente da Terra-2. Il viaggio interdimensionale era esattamente il tipo di follia ideale per la prosecuzione di una serie che, a differenza del genitore Arrow, si era contraddistinta per l'atmosfera giocosa ed allegra, all'insegna dell'avventura e del divertimento. Poi è arrivato Zoom, con il suo look grigio e la voce inquietante di Tony Todd, e si è capito che anche The Flash sembrava intenzionato ad andare in una direzione più dark. E oltre al danno, la beffa: scoprire che "Jay" in realtà era Zoom sotto mentite spoglie, vale a dire un riciclaggio del colpo di scena principale della stagione precedente, dove Harrison Wells era un travestimento di Eobard Thawne/Reverse-Flash (da notare che, col senno di poi, il nome di battaglia di quest'ultimo sarebbe stato più adatto per Hunter Zolomon/Zoom).

The Flash: gli attori Grant Gustin e Tom Cavanagh nell'episodio The Race of His Life

Fino a quello che, senza ombra di dubbio, conferma lo schema ripetitivo di questo secondo ciclo di avventure di Barry Allen: il finale di stagione che ripropone lo scontro finale tra due velocisti e il ritorno al passato a causa della morte di Nora Allen. Con una piccola, cruciale modifica: questa volta, Barry decide di impedire l'omicidio della madre, azzerando - in teoria - tutto quello che abbiamo visto negli ultimi due anni. In teoria, perché sarà necessario aspettare la premiere della terza stagione, che presumibilmente darà il via ad una storyline basata su Flashpoint. E se da un lato questo ci incuriosisce, considerando il potenziale drammatico del fumetto in questione (già portato sullo schermo nel film animato Justice League: The Flashpoint Paradox), è anche alquanto frustrante assistere ad un retcon di proporzioni cosmiche che in apparenza nullifica l'evoluzione caratteriale di Barry (ricordiamo che appena due episodi fa, nella puntata diretta da Kevin Smith, Flash era riuscito a riottenere i suoi poteri anche grazie all'accettazione definitiva della morte di Nora). Per non parlare delle possibili conseguenze a lungo termine per l'intero universo televisivo della DC in onda su CW, che forse verranno esplorate nel consueto crossover autunnale con Arrow e, in aggiunta, Legends of Tomorrow e Supergirl (quest'ultima transitata da un network all'altro per motivi di budget).

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Ritorno alle origini?

The Flash: un'immagine dei protagonisti nel season finale The Race of His Life

Detto ciò, questa seconda stagione è comunque stata mediamente più gratificante della quarta annata di Arrow, poiché in generale, deriva dark a parte, gli autori hanno dimostrato di sapere che il punto di forza di The Flash è proprio il divertimento, che si tratti dei doppelgangers dei protagonisti come l'esilarante Killer Frost o dell'incontro con Supergirl. Persino una delle scelte meno felici sul piano narrativo - l'uccisione di Henry Allen, banale concessione al luogo comune del supereroe orfano - è stata parzialmente rettificata con la promessa che John Wesley Shipp non lascerà definitivamente la serie, grazie all'esistenza del vero Jay Garrick che ha le stesse fattezze di Henry (e sul piano simbolico, dato il legame di Shipp con le trasposizioni televisive di Flash, la scelta è assolutamente logica, per non dire toccante). L'auspicio maggiore per la terza stagione, a questo punto, è che venga accantonata la figura di un altro velocista come avversario principale (anche se l'uso di Flashpoint potrebbe implicare un breve ritorno di Eobard Thawne), e che venga dato maggiore spazio agli antagonisti più folli - in tutti i sensi - di Barry. A cominciare da un certo Gorilla Grodd, che abbiamo lasciato mentre trovava una città abitata dai suoi simili...

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Max Borg
Redattore
3.0 3.0
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