'The Brig': Lost, stagione 3 episodio 19

Il passato di Sawyer torna a galla, evidenziando il legame che lo assimila a Locke: la presenza del padre sull'isola sarà la svolta che causerà una forte azione

Annalisa Ali

The Brig, il brigantino, è sicuramente uno degli episodi più emozionanti e insoliti di Lost.
Una delle prime cose da sottolineare è l'assenza dell'ormai canonico flashback personale, che solitamente aiuta a far luce su alcuni importanti aspetti di un personaggio, sostituito in questo caso da salti temporali che si riferiscono invece a ciò che è accaduto sull'isola nei tempi recenti. La prima sequenza è già, di per sé, un'anticipazione di qualcosa che ci verrà mostrato con maggior chiarezza più in là nella puntata: Locke brucia un fascicolo, dopo aver letto alcune carte contenute all'interno di esso, in sottofondo si sentono strani rumori, sembra che stia tenendo prigioniero qualcuno. Dopodiché facciamo un passo indietro, tornando all'improvvisa comparsa sull'isola del padre di John, il sorprendente finale dell'episodio tredici The man from Tallahassee. Il signor Cooper è infatti tenuto legato ed imbavagliato dagli Altri e, quando Locke chiede spiegazioni in merito alla presenza di costui, essi sembrano convinti nell'affermare che è stato lui stesso a portarlo sull'isola, il che dimostra che non è merito loro. L'incerta situazione viene maggiormente esasperata dalla sarcastica domanda che il padre pone a John: "Non sai dove siamo?", con questo interrogativo sembra che egli sappia più di quanto noi possiamo immaginare.

Terminato questo primo salto temporale, balziamo ora al tempo presente. Locke, dopo svariati giorni di assenza, raggiunge il campo e si presenta da Sawyer confessandogli di aver rapito Ben; esplicitamente gli domanda di ucciderlo, facendo leva sull'informazione datagli dagli Altri a proposito del suo passato. In questo episodio si può notare un'importante marcatura a proposito del tema dell'omicidio. Sappiamo che Sawyer non è un vero assassino, come egli stesso sottolinea, ciò che prima dell'arrivo sull'isola lo aveva spinto ad uccidere era la vendetta nei confronti di una sola persona, di colui cioè che aveva causato la rovina della sua famiglia. Ripensando a ciò che ci è stato mostrato attraverso i flashback, a proposito di tale vicenda, è importante ricordare che il James aveva cercato invano il suo obiettivo da eliminare, uccidendo però la persona sbagliata. Ciò che quindi permette di classificarlo come un assassino, è, in qualche modo, uno sbaglio. Non si può ammettere che Sawyer sia un personaggio trasparente e giusto, ma a questo punto, chi sull'isola lo è veramente?!

Si fa di nuovo un passo indietro di tre giorni. Notiamo subito una nuova locazione: gli Altri sono in una sorta di campo caratterizzato dalla presenza di rovine di edifici, costruiti probabilmente da un'antica civiltà (esse ricordano il piede- statua avvistato da Sayid). Tra le varie personalità che fanno parte del gruppo riconosciamo Cindy, l'hostess che era a bordo dell'aereo e che era stata accanto al gruppo dei sopravvissuti della coda, e i due bambini, anch'essi parte di quel nucleo. La ragazza si mostra quasi emozionata nel discorrere con Locke e, infatti, ammette che tutti lo stavano aspettando con grande attesa. John raggiunge poi Ben, il quale si trova in una tenda ascoltando la famosa registrazione di Juliet a proposito dello stato di salute delle donne al campo, egli dà due importanti informazioni: dice che le ragazze incinte verranno prese nel giro di pochi giorni e informa Locke sul fatto che, per diventare parte del gruppo, deve uccidere suo padre. Questa sfida viene effettivamente messa in pratica da Ben che incita l'incerto Locke a commettere il patricidio davanti alla folla. Tutto ciò è origine di molti spunti di riflessione: innanzitutto è d'obbligo notare il modo in cui il leader degli Altri veda in sé la stessa sorte del suo interlocutore, di colui cioè che, grazie alla misteriosa capacità dell'isola, è passato da una condizione di handicap alla possibilità di poter camminare senza alcuna difficoltà. Appare infatti strano il fatto che Ben sia stato praticamente l'unico ad avere un grave problema di salute degenerativo, c'è perciò una sorta d'invidia nei confronti di John. Il leader gli chiede di compiere un sacrificio, sapendo già dal principio che la sua richiesta non verrà portata a termine, è come se egli preveda l'insuccesso e da un lato voglia tale esito. Si crea quindi una situazione sfavorevole per Locke: se egli uccidesse il padre sarebbe Ben a risultare vincente, in quanto darebbe, per l'ennesima volta, dimostrazione della sua influenza e del suo potere sugli altri soggetti; se così non fosse avrebbe vinto comunque perché confermerebbe la sua supremazia, mettendo a nudo la debolezza dell'altro. In questo "gioco psicologico" è come se i due personaggi acquisissero un ruolo di padre e figlio, in cui il capo si comporta duramente mettendo in imbarazzo Locke, abituato ad essere usato ed umiliato dalla figura paterna. Ciò che, però, è ancora più importante, è il fallimento della richiesta di uccisione, azione che fa ammettere a Ben, davanti alla folla, "Mi dispiace, non è chi pensavamo che fosse". Mettendo insieme tutti i tasselli, ci poniamo allora delle domande: essi chi pensavano fosse John? Cosa si aspettano da lui? Alcuni sostengono che gli Altri potessero credere nel fatto che egli corrispondesse a Jacob, colui del quale non si sa praticamente nulla ma che viene nominato in un paio di occasioni come la mente che sta dietro a tutto ("God loves you as He loved Jacob").

Tornando al tempo presente, Sawyer e la sua guida giungono alla Roccia Nera, il vascello che avevamo già incontrato alla fine della prima serie e che si trova, inspiegabilmente, nel bel mezzo della giungla. Dopo essersi addentrati all'interno della nave, Locke rinchiude il compagno nella sezione brigantino, luogo in cui tiene nascosto il suo prigioniero, finché, tolto il cappuccio che ricopre la testa dell'uomo legato, il ragazzo scopre che non si tratta di Ben ma di uno sconosciuto.
E' attraverso gli ultimi flashback che veniamo a conoscenza di altri dati utili : dopo il fallito assassinio, Richard, uno degli Altri già incontrato come reclutatore della Mittelos Bioscience, si reca da Locke consegnandogli un fascicolo riguardante la vita di Sawyer, in cui viene spiegato il collegamento con Cooper (da notare che la scheda è della polizia francese!). Nascono altri interrogativi: egli è stato mandato da Ben? Oppure è un cospiratore?

Spostandoci nuovamente all'azione sul vascello, i due uomini, tenuti prigionieri da John, discutono a proposito dell'isola. Il padre, infatti, racconta il suo incidente stradale, affermando che, dopo l'impatto, si sia ritrovato in quel luogo; la teoria che, con un'aria stranamente divertita, racconta per spiegare tutto quanto è quella della morte. Egli espone le sue impressioni, credendo fermamente di trovarsi all'inferno insieme ad altre anime, tra cui quella di suo figlio, che lui stesso ha spinto dall'ottavo piano. La possibilità che Lost si spieghi attraverso la tesi dell'aldilà potrebbe essere interessante, ma è stata più volte smentita dagli autori, è perciò possibile che loro stessi abbiano voluto inserire ciò nel dialogo per disorientare una volta di più gli spettatori.
Giunge il momento decisivo, Sawyer scopre che la persona che ha di fronte non solo è il padre di Locke, ma è anche e soprattutto un truffatore, proprio colui che ha distrutto la sua famiglia. Smentendo ciò che fino a quel momento aveva affermato, "non ucciderò nessuno", dopo un emozionante momento in cui James si mostra debole e ferito dalla gratuita crudeltà dell'uomo, si avventa su di lui uccidendolo attraverso la catena che lo teneva legato. Non potevamo aspettarci altro ma, nonostante tutto, rimaniamo dell'idea che Sawyer non rappresenti un assassino e che, probabilmente, la sua azione sia in qualche modo legittimabile.
Locke ha raggiunto il suo piano, anche se ha vigliaccamente lasciato che qualcun altro lo portasse a termine al posto suo. Egli informa il compagno, dopo averlo liberato, che Juliet è una talpa e gli consegna il registratore come prova, prima di affermare il suo bisogno di voler girare in solitudine per l'isola. Ci domandiamo nuovamente se Ben lo sappia e, se sì, perché voglia far in modo che la ragazza venga riconosciuta come nemica.

Passando ora all'altra importante questione che tiene impegnati Desmond, Charlie, Hurley e Jin con la ragazza paracadutista, notiamo che essi la tengono nascosta in una tenda all'interno del campo, ad insaputa di tutti gli altri. I compagni s'interrogano sulla possibilità di avvisare Jack dell'accaduto ma sembra che sia cresciuta la diffidenza nei confronti del dottore, ritenuto un possibile traditore. Si decide quindi di confessare il segreto a Sayid, figura più affidabile e rassicurante; ciò che più interessa a Desmond è tenere Naomi al sicuro in quanto potrebbe essere la via d'uscita. L'ex ufficiale iracheno, dopo essere stato informato, si reca dalla ragazza per poter avere maggiori informazioni. Scopriamo quindi che era a bordo di un elicottero decollato da una nave da carico a circa centocinquanta chilometri ad ovest rispetto all'isola, fa parte di una squadra di ricerca e di recupero, questo conferma la possibilità che Penny si sia rivolta ad essa per il ritrovamento dell'amato. Naomi ribadisce che l'aereo del volo 815 è stato ritrovato a largo della costa di Bali, in una fossa oceanica a sei chilometri di profondità ed, ovviamente, non ci sono superstiti. Infine mostra a Sayid il telefono satellitare. Egli cerca poi di aggiustarlo, notando l'impossibilità di trovare un segnale a causa d'interferenze che bloccano la trasmissione; Kate però si accorge dello strumento e chiede spiegazioni. L'episodio si conclude con l'esasperato sfogo di quest'ultima nei confronti di Jack: racconta al dottore della presenza di Naomi al campo, vicenda tenuta volutamente nascosta dagli altri ragazzi. Attraverso questo dialogo percepiamo la stanchezza di Kate, la fragilità dei suoi sentimenti, la voglia di riavere con sé il Jack di un tempo. L'atteggiamento di costui è sempre piuttosto pacato, ha semplicemente un accenno di infastidita sorpresa nel sapere che c'è una sconosciuta "piovuta dal cielo", ma ciò che più di tutto lo colpisce è il fatto che nessuno abbia voluto avvisarlo. Il dialogo viene maggiormente marcato dall'impressione che Juliet e il compagno stiano nascondendo qualcosa, si nota inoltre il poco stupore della donna nell'apprendere la notizia della paracadutista.

E' con la frase "Dovremmo dirglielo?....Non ancora" che si conclude The Brig, puntata ricca di avvenimenti emozionanti. Una divertente comparsa è la Rousseau che appare improvvisamente nella Roccia Nera, mentre Locke sorveglia la porta dietro alla quale sono rinchiusi Sawyer e il padre. La donna afferma con imbarazzo, come se fosse stata colta inaspettatamente, di stare prelevando della dinamite, dopodiché scompare. Non è facile credere che dietro alla sua azione non ci sia nient'altro, ciò che è certo è che ormai non è più possibile capire con facilità cosa può nascondersi dietro alle apparenze sull'isola di Lost.

'The Brig': Lost, stagione 3 episodio 19
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