The Big Bang Theory: Chuck Lorre, "A Sheldon innamorato non avrei mai creduto"

Abbiamo incontrato il creatore di The Big Bang Theory e di tante altre sit-com di successo. E due nuove serie che lo diventeranno.

Alessandro De Simone

Dharma e Greg. Sono sincero, a me basterebbero loro due per volere bene a Chuck Lorre. Ma lui negli anni ha fatto ancora di più, prima con Due uomini e mezzo, la serie resa celebre da un immenso Charlie Sheen, e poi con il successo straordinario, e inaspettato per certi versi, di The Big Bang Theory. Ma d'altronde la carriera di Lorre parte da una serie che definire di culto è dire poco. Pappa e Ciccia, naturalmente, con gli immensi, in tutti i sensi, Roseanne Barr e John Goodman, di cui Chuck era sceneggiatore e co-produttore. Le sit-com, il formato che ha fatto grande la televisione americana e che, nonostante il proliferare di nuove e serissime serie, dalle durate non più costrette dalle esigenze pubblicitarie e in cui le risate registrate sono il male, continuano ad avere successo. A patto, naturalmente, che sulla plancia di comando ci sia qualcuno che sappia il fatto suo.

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La ragione per cui i quattro scienziati nerd di The Big Bang Theory ancora funzionano alla grande è proprio questa: hanno qualcuno che si prende cura di loro con grande attenzione. E che continuerà a farlo per almeno altre due stagioni. Sheldon, Leonard, Howard e Raj hanno ancora molto da dire, come il loro creatore, che a dire il vero non sempre ha avuto tutta questa fortuna con gli attori nel corso della sua lunga carriera. Grace Under Fire, la prima serie completamente ideata da lui, nonostante due nomination ai Golden Globe, chiuse, e non senza fatica, alla fine della quinta stagione a causa della dipendenza da antidolorifici della sua protagonista, Brett Butler.

Mom, stagione 2

Un'esperienza difficile di cui Lorre ha però fatto tesoro e da cui ha tratto ispirazione per la sua nuova serie, Mom, storia di una madre e di una figlia ex tossicodipendenti e molto sopra le righe. "Volevo raccontare le conseguenze di una dipendenza con un tono leggero e un po' folle" ci ha raccontato Lorre a proposito di questa sua ultima creatura, che vede protagoniste Anna Faris e l'immensa Allison Janney (scusate, mi è difficile dimenticare una delle protagoniste della più grande serie televisiva di tutti i tempi, West Wing). Quattro stagioni di successo e vediamo come procederà. TBBT arriverà almeno a dodici, come Due uomini e mezzo, ma senza la follia di Charlie Sheen, le sue droghe, la sua dipendenza dal sesso, la sua inesistente gestione della rabbia. Insomma, quasi una noia.

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In Sheldon We Trust

C'è vita dopo la dodicesima? Rocco Siffredi dice di sì, ma quella è un'altra storia. Ce lo dice Mr. Lorre stesso: "Una volta pregavo per arrivare alla seconda stagione". Vedremo se farà lo stesso per la sua nuova creatura, che è però una vecchia conoscenza. Young Sheldon, tutti lo aspettavano, sta per arrivare, basta pazientare fino al 25 settembre, data per cui è prevista l'anteprima della serie sulla CBS. "Mi piaceva l'idea di raccontare l'infanzia di questo ragazzino molto speciale, ma soprattutto quello che ha dovuto passare la sua famiglia in un posto non proprio semplice in cui vivere come il Texas". Jim Parsons, l'unico e originale Sheldon Cooper, sarà la voce narrante, mentre sua madre sarà interpretata dalla figlia di sua madre. Non è chiaro? Zoe Perry, ovvero la figlia di Laurie Metcalf, la mamma di Sheldon in TBBT. Era semplice, no? Come spaccare un neutrino in quattro per vincere una partita di Dungeons & Dragons.

La nostra video-intervista a Chuck Lorre

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