Terry Gilliam: 'Berlusconi al governo? Merito dei Monty Python'

Il mattatore inglese (per scelta), a Firenze per ritirare il Premio Fiesole, parla di cinema, politica e nuove tecnologie in uno scoppiettante incontro.

Ieri Firenze è stata invasa da frotte di tifosi accorsi in massa per assistere alla presentazione del nuovo acquisto della Fiorentina, Mario Gomez. Nello stesso momento, in un'atmosfera decisamente più intima, Fiesole hanno accolto il mitico Terry Gilliam, regista di culto, animatore, geniale umorista membro dei Monty Python, cittadino inglese per scelta dopo aver riconsegnato il passaporto americano in aperta polemica con l'amministrazione Bush. Gilliam, in Toscana per ritirare il Premio Fiesole ai Maestri del Cinema, è anche un po' italiano visto che si divide tra il Regno Unito e la sua casa di Montone, in Umbria, un castelletto che necessiterebbe di manutenzione, ma che, come l'opera del geniale autore, riflette la sua natura eclettica, visionaria, caotica e discontinua. Dopo la conclusione del Festival del Cinema di Montone, che lo vede patron, Gillian sta per tornare a occuparsi della post-produzione della sua nuova fatica, The Zero Theorem, secondo alcune fonti vicino al concorso della prossima Mostra di Venezia. Di fronte al premio, consegnatogli nel suggestivo Teatro Romano di Fiesole, il regista si schernisce affermando: "E' strano sentirsi definire maestro del cinema perché il film é il vero maestro e io sono solo un suo servitore" e poi, dopo essere stato informato dell'evento calcistico a pochi chilometri di distanza, esclama: "Calcio? C'è una partita? Che stiamo facendo qui? Andiamo!".

Terry, da anni ti porti dietro la fama di autore visionario. A chi ti chiede da cosa proviene la tua ispirazione cosa rispondi?
Terry Gilliam: Non so quale sia l'origine della mia ispirazione. So solo che se mi viene un'idea la realizzo. I miei film nascono da un lavoro molto pratico. Visualizzo l'idea, la disegno e poi ne discuto con i miei collaboratori. Io ho un background come animatore, ma per fare un film bisogna sapere di cosa si parla, imparare tutte le fasi del processo. Non c'è magia. E' un lavoro duro e noioso.

Un primo piano di Terry Gilliam, a Firenze per ritirare il premio Fiesole 2013
Il tuo è, però, un cinema che si nutre di fantasia e immaginazione.
In realtà non credo di fare film fantastici. I miei sono film normali. Il problema è che ho passato più tempo a cercare soldi per i film che a realizzarli. Il sistema ha paura delle idee interessanti, perciò le opere più lontane dal canone hollywoodiano oggi si vedono solo ai festival, mentre nei cinema di città arrivano solo film che fanno grandi incassi. Io non voglio scoraggiare i giovani che vogliono intraprendere il mio mestiere. Voglio spingerli a fare cinema, ma per fare un film bisogna essere ossessionati, altrimenti non si sopravvive. Se sapessi fare altro probabilmente non starei a fare cinema.

In passato hai fatto scelte di vita estreme, come rinunciare alla cittadinanza americana, e la tua arte è sempre stata connotata come anarchica e fuori dagli schermi. Nel frattempo il mondo è cambiato. Come ti relazioni con la società attuale?
Oggi a causa dei media, dei politici e dell'eccesso di semplificazione il mondo sembra sempre più piccolo. Da parte mia ho incoraggiato la gente a vedere la realtà con occhi diversi, ma non ci sono sempre riuscito. Negli ultimi vent'anni hanno avuto successo razionali banchieri che sono stati la causa della crisi economica. Il risultato è che abbiamo perso tutti i nostri soldi. Forse ora è giunto il momento di tornare all'irrazionalità. Si può essere irrazionali e fantasiosi in modo responsabile.

Credi che il cinema abbia una funzione educatrice?
Oggi il mondo è influenzato dal cinema di Hollywood che fa soprattutto film per bambini. Bisognerebbe smettere di cibarsi di queste pellicole e vedere che cosa succede. Nel nostro piccolo qualche risultato lo abbiamo ottenuto. Se Berlusconi è stato eletto al governo è merito dei Monty Python perché incarna perfettamente la nostra comicità. In Inghilterra ridiamo molto di lui, più difficilmente con lui.

Terry Gilliam sul palco del Teatro Romano ritira il Premio Fiesole
Che rapporto hai con le nuove tecnologie?
Trovo internet seduttivo e pericoloso al tempo stesso. E' una forma di ipnosi che ci illude di comunicare con gli altri. Ci diciamo cose stupide, ci inviamo le foto dei piatti che stiamo mangiando. Forse è più interessante la persona che non comunica e che riscopre se stessa nelle solitudine. Infatti questo sará il tema del mio prossimo film, The Zero Theorem.

Sei molti critico nei confronti di Hollywood, ma quali sono gli autori che ti piacciono?
Uno degli ultimi film che ho visto è Cattivissimo me che mi è piaciuto un sacco, tanto che ora aspetto il secondo. In generale non guardo molti film, preferisco leggere, anzi invito tutti a leggere tanti libri. L'ultima cosa che ho letto è Rumore bianco di Don DeLillo.

Quali sono i tuoi tre film preferiti?
Li cambio in continuazione, quindi ti posso dire quelli di oggi. , Pinocchio e Orizzonti di gloria.

Da Hollywood accetteresti qualcosa?
Accetterei immediatamente i loro soldi se mi lasciassero lavorare senza interferenze.

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