Taormina: lezione di cinema con Giuseppe Tornatore

Il regista, appena premiato ai David di Donatello, ha presentato la prima lezione di questa edizione del Taormina Film Fest.

Gabriele Perrone

Domenica 17 giugno ecco la prima lezione di cinema di questa 53esima edizione del Taormina FilmFest. Ad inaugurare una "tradizione" nata proprio qui a Taormina è stato Giuseppe Tornatore (seguiranno nei prossimi giorni Goran Oaskaljevic, Terence Davies e Matt Dillon), del quale prima si è visto il suo film premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso. La lezione è stata condotta dal giornalista Franco Cicero, che presenta il regista di Bagheria attraverso un percorso (senza dubbio troppo lungo) sulla sua cinematografia, parlando di un Tornatore come "raccontatore di emozioni".

"La parola lezione mi ha sempre intimorito - afferma Tornatore - perché non ho la pretesa di insegnare qualcosa, tutta via mi è capitato già altre volte di farlo". Ed è proprio da una di quelle occasioni che ha tratto l'argomento sul quale condurre questo incontro: come un'idea può diventare cinema. Una domanda frequente nel mondo del cinema, ma alla quale "ancora oggi nessuno ha dato una risposta esaustiva, probabilmente perché è impossibile".
A testimoniare ciò - come ricorda lo stesso regista - bisogna ricordare la dichiarazione di Akira Kurosawa in occasione dell'Oscar alla carriera ricevuto nel 1990, "io sono Kurosawa, faccio ormai da molto tempo il regista e nonostante ciò ancora oggi non capisco quale sia la vera essenza del cinema stesso".

Il cinema è senza dubbio una forma d'arte particolare, diversa dalle altre solo perché capace di combinarne diverse, creando così diversi livelli di comunicazione. Per Tornatore oggi si può raccontare di tutto, e nel tentativo di spiegare come un'idea possa diventare cinema fa ricorso alla sua ormai ventennale esperienza lavorativa. "<MOVIE>Il Camorrista[/FILM] così come La leggenda del pianista sull'Oceano nascono dall'incontro con un libro. Invece Nuovo Cinema Paradiso nasce già nel 1977 (undici anni prima della realizzazione della pellicola) quando - ricorda con malinconia - ebbi la fortuna di smontare il proiettore di un vecchio cinema di Bagheria, nato all'epoca del muto ma ormai chiuso dagli anni 60. In quei tre giorni passati in quel cinema nacque l'idea del Nuovo Cinema."

Ma l'idea per un film può anche nascere da un ragionamento complesso così come dall'osservazione delle realtà che ci circonda; dicendo ciò fa riferimento rispettivamente a due suoi film, Una pura formalità e Stanno tutti bene. "Il primo nasce dalla conclusione di un preciso ragionamento, cosa sta tra una esperienza di pre-morte e la morte? Un brevissimo frammento - continua Tornatore - che l'uomo vive nella totale incoscienza ma soprattutto avendo rimosso la precedente esperienza violenta, che in questo caso è il suicidio"
Invece Stanno tutti bene nasce nell'osservare un anziano e la sua valigia, solo in un ristorante romano delle periferia. "L'esercizio più divertente che consiglio di fare è tentare di giocare con gli eventi, i fatti e quant'altro capiti attorno a noi tutti i giorni", questo è l'unico consiglio, o meglio lezione che Tornatore si sente di dare.

Questa lezione di cinema è stata anche occasione di dibattito con il pubblico, con il quale si è parlato dell'evoluzione del linguaggio audiovisivo e delle evoluzioni che il cinema, per natura, subisce continuamente.

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