Motel Woodstock

2009, Drammatico

Taking Woodstock: due chiacchiere con l'autore Elliot Tiber

Due chiacchiere con Elliot Tiber, autore del libro da cui è tratto l'ultimo film di Ang Lee, in visita in Italia in occasione del Biografilm Festival, che celebra il quarantennale di Woodstock.

Uscirà nelle nostre sale durante la prossima stagione, distribuito da Bim, il nuovo film di Ang Lee Taking Woodstock, irresistibile cronaca dei "retroscena" dell'organizzazione dell'epocale concerto. Gli organizzatori dell'evento, infatti, riuscirono a trovare solo in extremis una location per il concerto grazie alla pensata e al supporto dell'allora trentenne Elliot Tiber, gestore con la sua famiglia di uno scalcinato motel nella remota Bethel, NY.
La visita a Bologna, in occasione del Biografilm Festival, di Mr.Tiber, ispiratore con le sue memorie e virtuale "protagonista" di Taking Woodstock, ci ha fornito l'occasione per fare due chiacchiere con lui. Cominciando, ovviamente, con le sue impressioni sul film, già visto e apprezzato dalla stampa internazionale nella fastosa cornice del Festival di Cannes.
"Il film è un lavoro incredibile, e vederlo è stata una grande emozione. Quello che hanno fatto questi cineasti è stato portare i miei sogni sul grande schermo, e non potevo chiedere di meglio. E' stato un piacere immenso vedere Demetri Martin interpretarmi, anche se lui è gentile ed etereosessuale mentre io sono ebreo e gay. La sua interpretazione mi ha ricordato Dustin Hoffman nel film Il laureato, con quel senso di stupore e di spaesamento di fronte a queste centinaia di migliaia di hippie che improvvisamente arrivano nella sua vita... "

Demetri Martin con Jonathan Groff in una scena del film Taking Woodstock, di Ang Lee
Elliot Tiber, che è arrivato a Bologna per presentare la versione italiana del suo autobiografico Taking Woodstock, edito da Rizzoli, non può che consigliare a chi ha amato il film di leggere anche il libro, a cui Ang Lee e il suo sceneggiatore James Schamus hanno saputo rendere assolutamente giustizia: "Certo nel film non c'è tutto, ma sarebbe stato impraticabile. Il libro è più ricco di episodi e di dettagli, ma lo spirito è lo stesso: la stessa storia, lo stesso humour e la stessa carica di umanità. Questa è la mia storia, catturata perfettamente dal film di Ang Lee, non la storia del festival di Woodstock ma la storia di una ragazzo con un sogno."
Senza mancare di sottolineare la singolarità e la portata di Woodstock: "Il cinema è sempre stato affascinato da Woodstock perché si è trattato di un evento davvero unico, un evento che ha giocato un ruolo effettivo nei cambiamenti culturali, sociali e politici che hanno caratterizzato la fine degli anni '60 in America. Ha scosso, ha ispirato e ha cambiato le coscienze di diverse generazioni con il suo semplice messaggio di pace, amore e musica. Un messaggio che spero ancora oggi possa essere raccolto grazie a Taking Woodstock."

Una colorata immagine del film Taking Woodstock
Per tanti versi, però, il retaggio gioioso ed egalitario di Woodstock non sembra essere abbracciato da una odierna società americana in cui il governo della California, con la Proposition 8, ha permesso ai propri abitanti di negare ai cittadini gay la possibilità di stringere unioni legalmente riconosciute, ratificato da una sentenza della Corte SUprema nel 2008. "Quello che la destra religiosa sta facendo è davvero terribile", commenta Tiber, già attivista per i diritti degli omosessuali nella New York degli anni '60. "E' successo qualcosa di analogo, negli ultimi tempi, anche nel New Hampshire, nel Massachussetts... Non si parla di matrimonio religioso, non si chiede di poter accedere al culto o di modificare in alcun modo la vita e le abitudini di cittadini pii o conservatori. Parliamo di qualcosa di più basilare, e innegabile: i diritti umani che devono essere gli stessi per tutti."

Taking Woodstock: due chiacchiere con l'autore...
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