Suicide Squad: 5 cose che potreste non aver notato

Anche il cinecomic diretto da David Ayer vanta qualche dettaglio nascosto degno di nota, tra omaggi ai fumetti e scelte musicali a dir poco bislacche.

Suicide Squad: 5 cose che potreste non aver notato
Suicide Squad

2016 – Azione
3.3 3.3

Dopo una lunga attesa, è finalmente arrivato nelle sale Suicide Squad, terzo capitolo del DC Extended Universe e svolta epocale nella storia del proprio sottogenere cinematografico in quanto primo cinecomic destinato al grande pubblico ad avere come protagonisti dei supercattivi (personaggi come Elektra o il Punitore, per non parlare del Rorschach di Watchmen, rientrano più nella categoria degli antieroi).

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Un film che, come il precedente Batman v Superman: Dawn of Justice, diverte e fa il suo dovere nonostante qualche difetto strutturale/tonale (la seconda parte sembra tutt'altro film rispetto alla prima), merito soprattutto dell'atmosfera scanzonata e meno seriosa - d'altronde uno dei punti di riferimento a livello di marketing è stato Guardiani della Galassia - e delle interpretazioni strepitose di attori come Will Smith e Margot Robbie. Un film che, come ogni cinecomic che si rispetti, contiene delle piccole chicche per i fan. Ecco quali.

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1. La canzone giusta

Suicide Squad: Margot Robbie e Will Smith in una scena del film

Già dai trailer si capiva che, in termini musicali, il film fosse piuttosto eclettico (ironia della sorte, una delle canzoni è Sympathy for the Devil dei Rolling Stones, già usata in un altro film della Warner Bros. con protagonisti Smith e Robbie, ossia Focus - Niente è come sembra). Un brano non utilizzato nel marketing, ma presente in modo spassoso nella pellicola stessa, è Without Me di Eminem, di cui udiamo dei frammenti nella sequenza in cui i vari membri del team si preparano prima di lasciare Belle Reve. A rendere particolarmente azzeccata la scelta di questa canzone è la componente parodistica legata al suo video ufficiale, dove il celebre rapper di Detroit e il suo mentore Dr. Dre si vestono da Batman e Robin, sfottendo apertamente la serie televisiva del 1966 che ci ha regalato l'Uomo pipistrello di Adam West.

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2. Una Harley per tutte le stagioni

Suicide Squad - Margot Robbie in un momento del film di David Ayer

Suicide Squad segna il debutto cinematografico di Harley Quinn, creata nel 1992 per la serie animata Batman e poi inserita anche nell'universo fumettistico. Per il passaggio al grande schermo, David Ayer ha deciso di mescolare diversi elementi del personaggio, servendosi di tre fonti ben precise: i videogiochi della serie Arkham per la mazza da baseball, arma prediletta di Harley; i fumetti del New 52 per il look e l'origine, con il Joker che la getta nella stessa sostanza chimica che lo rese il clown psicopatico che tutti conoscono; e la serie animata per la personalità generale e la relazione con il Joker, che in inglese lei soprannomina "Pudding" (e anche l'appellativo "Batsy", usato nei confronti di Batman, proviene dal cartoon), nonché il costume originale che vediamo brevemente in un flashback, che riprende alla lettera una celebre copertina dell'artista Alex Ross.

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3. Nomi da fumetto

Suicide Squad: Viola Davis in un momento del film

Come da tradizione, nomi di città ed edifici nei cinecomics hanno spesso un'origine associata all'universo cartaceo d'origine. Nel caso di Suicide Squad, la città dove si svolge la missione della squadra si chiama Midway City, un nome che i fan sfegatati della DC Comics riconosceranno in quanto luogo natio delle reincarnazioni moderne di Hawkman e Hawkgirl, due eroi recentemente apparsi sul piccolo schermo in The Flash e Legends of Tomorrow. Ma la vera chicca è il John F. Ostrander Building, l'edificio dove il team si reca per salvare Amanda Waller. Ebbene, John Ostrander è il creatore di Waller e della versione moderna di Suicide Squad, nata su carta nel 1987 e nota per aver dato uno spazio maggiore a personaggi come Deadshot e Captain Boomerang.

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4. A volte ritornano

Batman v Superman: una foto del villain

Nel doppiaggio italiano non ci si fa caso, ma chi ha l'abitudine di leggere con una certa attenzione i titoli di coda dei film avrà forse notato un nome: Robin Atkin Downes, che in originale presta la voce ad Angelo, l'uomo che assolda Deadshot nel flashback introduttivo di quest'ultimo. Downes è un veterano dei videogiochi e dell'animazione in quanto doppiatore, con anni di esperienza in casa DC (recentemente ha prestato la voce a Harvey Bullock in Batman: The Killing Joke). Tra i suoi credits notevoli c'è proprio il DC Extended Universe, al quale ha già partecipato: in Batman v Superman i suoni disumani di Doomsday sono farina del suo sacco.

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5. Questioni di credits

Batman v Superman: Bruce Wayne (Ben Affleck) porta dei fiori sulla tomba di famiglia

Sempre a proposito dei titoli di coda, vi sarete forse accorti del fatto che Ben Affleck, pur apparendo in tre scene come Batman e una - il mid-credits che anticipa Justice League - come Bruce Wayne, non è menzionato nei credits. Questo fa di Suicide Squad il terzo film live-action in cui l'attore che interpreta Batman non è il primo nome ad apparire nei titoli di testa o coda (in Batman venne privilegiato il Joker di Jack Nicholson, mentre in Batman & Robin il primo posto fu dato ad Arnold Schwarzenegger). Una cosa che fa abbastanza sorridere se si pensa che Ezra Miller, il cui cameo nei panni di Flash è ancora più minuscolo (e girato, tra l'altro, da Zack Snyder), viene menzionato senza problemi...

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Il caso Suicide Squad tra critici "corrotti", la lotta DC/Marvel e Rotten Tomatoes. Chi sono i veri cattivi?
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