Stuart Gordon, memorie di un eterno Peter Pan

Il nostro faccia a faccia con uno dei registi di culto dell'horror americano; padre artistico di Re-Animator (che torna a teatro in versione musical) il regista di Chicago racconta a Movieplayer.it il suo amore per la letteratura fantastica di Lovecraft e Poe e per il nostro cinema di 'paura' ; 'Voi italiani avete fantasia e immaginazione. Dario Argento è uno degli ultimi maestri, Mario Bava ha unito la bellezza alla paura'

Non fatevi trarre in inganno dal suo aspetto pacioso da intellettuale in vacanza. Stuart Gordon possiede ancora tutta la carica dei suoi anni giovanili quando con la sua compagnia teatrale politicamente impegnata, la Screw Theater, si divertiva a scandalizzare e a scuotere le coscienze dei benpensanti con messe in scena fortemente eversive, che gli sono valse un arresto per atti osceni in luogo pubblico. Dietro agli occhiali tondi, alla barba incolta e alla vezzosa camicia hawaiiana che indossa durante la nostra piacevole chiacchierata si nasconde uno degli autori di punta del cinema horror americano, celebrato nella seconda edizione del Fantasy Horror Award di Orvieto. Caratterizzata dalla rilettura personale di grandi classici della narrativa del fantastico, la carriera di Gordon è stata puntellata da una manciata di cult movie tratti perlopiù da opere di Edgar Allan Poe, Ray Bradbury e soprattutto Howard Phillips Lovecraft, che gli ha fornito lo spunto per il suo film più amato, Re-Animator, opera venerata dagli amanti del genere, sulle imprese folli di uno scienziato in grado di riportare in vita i morti, che ha anche segnato l'inizio della fruttuosa collaborazione con l'attore Jeffrey Combs.

Signor Gordon finalmente è ritornato a Orvieto, cosa ci può raccontare del rientro in quella che considera ormai una seconda casa?
Sono già stato in questa bellissima città anni fa, ma non ero mai stato ospite di questa manifestazione. Nelle vicinanze ho anche girato due film, Il pozzo e il pendolo e Castle Freak. Per essere esatti abbiamo fatto le riprese a Giove che è dieci minuti da Orvieto. Che dirvi della mia partecipazione al Fantasy Horror Award, amo davvero l'Italia ed in particolare ho grande rispetto di questa rassegna. Essere tornati è semplicemente una grande gioia.

Nei giorni del festival Orvieto si è riempita di appassionati di film horror e fantastici. Naturalmente i fan sono importanti per il successo di un film, ma questo è ancora più vero per ciò che concerne gli horror. Condivide questo pensiero?
I fan dell'horror sono i più devoti che io conosca. Guardano tutti le opere di un autore e credo che di un film sappiano più del regista stesso. Se ci pensate è un fenomeno davvero interessante da valutare. Addirittura quando mi fanno delle domande comincio a pensare che stiano davvero un passo avanti. Sono grandi! Alcuni di loro hanno un aspetto piuttosto particolare. Li vedi girare per le strade con i loro costumi dark, i piercing, pieni di tatuaggi, obiettivamente possono anche incutere un certo timore, ma sono anche le persone più tenere che io conosca. Il loro aspetto esterno è inversamente proporzionale alla loro interiorità. Più sembrano spaventosi e più sono simpatici. Forse vogliono solo proteggersi, in realtà sono molto gentili ma non hanno perso la voglia di stupire.

Le fa piacere essere considerato un regista di culto?
Certo! E soprattutto sono felice che qualcuno ancora veda i miei lavori. Soprattutto quello che mi piace è vedere che i miei fans sono molto molto giovani, alcuni non erano neanche nati quando ho girato i film. Questo vuol dire che se li sono andati a trovare e che li hanno apprezzati.

Il suo amico Dario Argento sta lavorando al suo Dracula in 3D e a quanto pare è entusiasta delle possibilità che questa tecnologia è in grado di offrire. Secondo lei può funzionare con gli horror?
Devo dire che mi piace il 3D. Del resto basta pensare ad un film come Avatar per capire come funzioni bene. Ma mi sono piaciuti anche altri film in 3D come The house of wax, veramente bello. Ci credo che Argento sia entusiasta. Tra l'altro gli ho "prestato" il mio montatore, Marshall Harvey. In realtà avevamo lavorato tutti e tre insieme quando abbiamo fatto Masters of Horror. E' andato a Torino in questi giorni per lavorare proprio con Dario. Però una domanda devo farla io: chi sarà l'interprete di Dracula?

Per il momento non si sa. Argento ha mantenuto uno strettissimo riserbo su questo, specificando solo che il cast sarà interamente internazionale...
So che Rutger Hauer farà Van Helsing ed è un'ottima scelta

Glielo suggerisca lei un nome, no?
Accidenti, mi prendete in contropiede. E' un bellissimo ruolo ma su due piedi non mi viene in mente nessuno. Ci dovrei pensare su un pochino.

Un giorno potrà mai dirigere un horror in 3D?
Beh sì, se n'è parlato ed effettivamente non mi dispiacerebbe sperimentare.

Ha adattato diversi racconti da Poe, Lovecraft e Bradbury. Cosa l'affascina della letteratura? E qual è l'elemento di un racconto che serve per fare un grande film? Cosa le piace di questi autori?
Beh, tutto dipende dalla bellezza, dalla bontà della storia. E' chiaro qui stiamo parlando di autori assoluti e spero di continuare a lavorarci. Quindi per rispondere alle domande ciò che è davvero essenziale è avere una storia forte. Quante volte capita di vedere un film e accorgersi di aver visto quella storia altre volte. E' perché effettivamente le storie si somigliano tutte. Quello che fa di una storia una grande storia è la capacità di sorprenderti. Quando non riesci a capire dove voglia portarti. E' questo quello che cerco.

Tra l'altro il suo tour teatrale dedicato alla vita di Poe è stato un grande successo negli States...
E siamo ancora in tournèe. Jeffrey Combs interpreta la parte di Poe ed è semplicemente spettacolare. Quando lo vedi sulla scena sembra veramente che Poe sia davanti a te. E' quasi fastidioso per quanto è bravo.

E' anche molto somigliante...
Lo è davvero. Poe era una persona molto particolare, strana, poteva davvero essere il peggior nemico di sé stesso. E Jeffrey ha proprio catturato questo aspetto. Ti aspetti di vedere Poe che legge una sua poesia e invece ti trovi davanti l'uomo che sta per avere un crollo nervoso. .

Parlare di Edgar Allan Poe e pensare ai film di Roger Corman è quasi automatico. E' stato un fan di quelle opere straordinarie?
Certo che ho visto quei film. Ero un ragazzino e ricordo perfettamente che ho iniziato a leggere e ad amare i racconti di Poe proprio dopo aver visto i film di Roger Corman. Spero che oggi un giovane vedendo i miei film possa nutrire lo stesso interesse verso Lovecraft. Ne sarei davvero felice.

Quanto è stato influenzato il suo lavoro dal background teatrale? Mi riferisco in particolar modo alla 'gestione' del rapporto con gli attori
Il teatro è stato il modo migliore per iniziare a confrontarmi con gli scrittori e con gli attori. Amo queste due categorie e i processi creativi legati alla scrittura e alla recitazione. Un buon attore è il migliore effetto speciale che tu possa avere. Può farti credere che ogni cosa sia vera.

Non ci posso credere che sia stato arrestato per atti osceni. Secondo lei com'è cambiato fino ad oggi il concetto di oscenità, cos'è che lei reputa osceno?
(Ride) Beh molte delle cose che sta facendo adesso il governo sono molto più oscene di quello che facevo io negli anni '60. Come si fa a dire che l'arte sia oscena? Tutto ciò che pensi deve essere espresso. Nella fattispecie all'epoca stavamo mettendo in scena un allestimento di Peter Pan, una storia per bambini. Noi l'abbiamo contaminata con quello che stava succedendo in America in quegli anni ed è diventata tutt'uno con le proteste studentesche contro la guerra, la polizia e via di seguito. In una scena c'erano un sacco di luci psichedeliche e sette ballerine nude che danzavano. E' per questo che siamo stati arrestati.

Cosa ne pensa invece dei remake dei classici horror degli anni '70 e '80?
Non mi piacciono proprio i remake. Sono il segno distintivo che dalle parti di Hollywood hanno perso la fantasia. Alle case di produzione non va più di prendersi certi rischi e allora si buttano su qualcosa che è sicuro. E poi i film originali sono sempre meglio dei remake, fino ad oggi non mi è proprio capitato di vedere opere superiori agli originali. La gente dovrebbe conoscere il suo lavoro, purtroppo non è sempre così. E' un trend economico insomma. Le case di produzione sono spaventate da tutto quello che è originale, ma la gente è stanca di vedere sempre le stesse cose.

Chi sono i suoi autori horror preferiti?
Mi piacciono David Fincher e Alejandro Amenabar, uno dei più grandi in Spagna. Mi piace anche Gaspar Noè, che è veramente un bravissimo regista, autore di ottimi lavori. Possiamo fare questo elenco perché l'horror sta diventando un genere sempre più internazionale. E poi certo amo i film di Dario Argento, come potrebbe essere altrimenti. E' forse uno degli ultimi grandi maestri, le sue storie sono sempre così oniriche. Poi per tornare alla storia del cinema amo Mario Bava. Lui ha mostrato alla gente che l'horror può anche essere bello e spaventoso allo stesso tempo.

Secondo Lamberto Bava gli americani amano gli horror all'italiana perché erano pieni di cattiveria. Allora giro la stessa domanda ad un regista americano...
Il pubblico americano ama gli horror italiani perché erano estrosi e pieni di fantasia. Le storie non erano unicamente basate sulla realtà e lo trovo meraviglioso.

A cosa sta lavorando?
Sto lavorando a molti altri progetti. A Los Angeles in questi giorni sta andando in scena un nuovo spettacolo che è la versione musical teatrale di Re-Animator, infatti il titolo è Re-Animator - The Musical. Al momento i risultati sono ottimi e mi piacerebbe portarlo in tour mondiale questo spettacolo. E poi sto lavorando ad un nuovo progetto con Brian Yuzna le cui riprese spero possano partire a fine anno.