Star Trek

1966 - 1969

Star Trek: 10 cose che (forse) non sapete sull’universo creato da Gene Roddenberry

In occasione del cinquantenario della serie originale, ecco alcune curiosità sul longevo franchise fantascientifico, tra grande e piccolo schermo.

Star Trek Beyond: Chris Pine in una scena del film

L'8 settembre 1966 andò in onda il primo episodio (ufficiale) di Star Trek, serie televisiva creata da Gene Roddenberry e trasmessa per tre anni su NBC. Una ricorrenza importante, visto che si tratta del cinquantesimo anniversario di quello che è diventato un autentico fenomeno di genere (sebbene ristretto, per diverso tempo, alla sfera dei soli appassionati di fantascienza), anticipata dall'uscita di Star Trek Beyond, terzo lungometraggio della nuova incarnazione cinematografica del franchise (e tredicesimo film della saga tout court).

William Shatner, Leonard Nimoy, DeForest Kelley, Nichelle Nichols e George Takei in una foto promozionale della serie Star Trek

Dal 1966 ad oggi, la fantasia di Roddenberry ha generato un mondo di cui fanno parte la serie originale, uno spin-off animato, tredici film e quattro spin-off televisivi, andati in onda ininterrottamente dal 1987, anno in cui debuttò Star Trek: The Next Generation, al 2005, quando fu cancellato Star Trek: Enterprise. Per festeggiare le cinquanta candeline del franchise vi proponiamo dei dettagli interessanti e divertenti sulla genesi, l'evoluzione e l'eredità di questo lungo viaggio ambientato nello spazio, l'ultima frontiera...

Star Trek Beyond: i protagonisti del film in una foto del lungometraggio

1. Meno cervellotico, per favore

Christopher Pike in una scena della serie televisiva di Star Trek

La prima versione del pilot di Star Trek, rimasta inedita nella sua forma originale fino al 1988, era molto diversa da quanto visto successivamente: il protagonista non era James T. Kirk ma Christopher Pike, e l'unico personaggio riconoscibile era Spock, già allora interpretato da Leonard Nimoy. Questo episodio, Lo zoo di Talos, fu bocciato dal network perché "troppo cerebrale", e Roddenberry fu costretto a scrivere un nuovo pilot, intitolato Oltre la galassia (andato poi in onda come terzo episodio della prima stagione). Jeffrey Hunter, interprete di Pike, rinunciò alla serie in seguito alle modifiche richieste dalla NBC, il che portò alla creazione di Kirk, ma diede il consenso per l'uso della sua immagine per gli episodi L'ammutinamento - Parte 1 e L'ammutinamento - Parte 2, dove gli eventi de Lo zoo di Talos (oggi disponibile nel cofanetto della terza stagione della serie originale) vengono ufficialmente integrati nella continuity di Star Trek.

2. La "First Lady" del franchise

Majel Barrett in una puntata di Star Trek

Sebbene attori come William Shatner e Leonard Nimoy siano considerati i volti di Star Trek insieme a Roddenberry, merita di essere ricordata con affetto anche la moglie di quest'ultimo, Majel Barrett. Soprannominata dai fan "la First Lady di Star Trek", Barrett ha un primato abbastanza curioso, ossia quello di essere l'unica persona ad aver recitato in tutte le versioni televisive della saga uscite prima della sua morte alla fine del 2008, e anche gran parte dei film (il primo Star Trek di J.J. Abrams, uscito alcuni mesi dopo, contiene la sua ultima partecipazione al franchise). Per l'esattezza, è stata l'infermiera Chapel nella prima serie (successivamente dottoressa nei film) e Lwaxana Troi, madre di Deanna Troi, in The Next Generation e Star Trek - Deep Space Nine. Inoltre, è stata la voce di svariati computer di bordo in tutte le serie, dal 1966 al 2005.

3. La forza delle repliche

William Shatner, Leonard Nimoy, DeForest Kelley, Nichelle Nichols e George Takei in una foto promozionale della serie Star Trek

Pur essendo oggi amatissima da molti, la prima serie di Star Trek non fu un successo clamoroso all'epoca, come dimostra il suo essere stata cancellata dopo appena 79 episodi. In teoria un numero insufficiente per la syndication, se non fosse che la Kaiser Broadcasting aveva acquistato i diritti per le repliche già durante la prima stagione, convinta del potenziale dello show come controprogrammazione nella fascia oraria preserale. Visti gli ottimi ascolti in questa sede, anche altre emittenti locali decisero di acquistare i diritti della serie, trasformando Star Trek in un fenomeno di culto altamente lucrativo (nel 1987 la syndication fruttava alla Paramount un milione di dollari a puntata). Questo è uno dei motivi per cui, quando si decise di rivitalizzare il franchise sul piccolo schermo, venne scelta l'opzione della syndication anche per i nuovi episodi, fino al 2001 (Enterprise andò in onda su UPN, successivamente unito a WB per creare la CW). Per il salto di qualità sul grande schermo, invece, l'incentivo principale fu, ovviamente, il successo di Guerre stellari.

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4. Pari opportunità

Star Trek IV: Rotta verso la terra - una scena del film

Su insistenza di William Shatner, il suo contratto e quello di Leonard Nimoy contenevano delle clausole che impedivano ad entrambi di avere dei vantaggi l'uno a discapito dell'altro. Questo serviva principalmente per eventuali trattative salariali, ma ebbe conseguenze un po' meno piacevoli quando la saga si trasferì al cinema: poiché Nimoy fu ingaggiato per dirigere Star Trek III: Alla ricerca di Spock e Star Trek IV: rotta verso la Terra (per quest'ultimo contribuì anche al soggetto), Shatner pretese un trattamento simile. Il risultato fu Star Trek V: L'ultima frontiera, considerato quasi all'unanimità il peggiore lungometraggio del franchise e disprezzato anche da gran parte dei protagonisti (la sceneggiatura dovette essere riscritta almeno una volta in seguito a lamentele da parte di Nimoy e DeForest Kelley, storico interprete di "Bones" McCoy).

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5. Amore/odio

Star Trek II: L'ira di Khan - William Shatner e Leonard Nimoy in un momento del film

Tra il personaggio di Spock e il suo interprete originario non è sempre stato tutto rose e fiori, come dimostrano i due titoli diversi, a distanza di vent'anni, della sua autobiografia: I Am Not Spock nel 1975, I Am Spock nel 1995. Poiché all'inizio degli anni Ottanta il suo pensiero era ancora vicino al primo titolo, quando gli fu chiesto di tornare ad interpretare Spock in Star Trek II: L'ira di Khan, l'attore accettò ad una condizione: il film doveva includere la morte del personaggio. I produttori riuscirono comunque a convincerlo a girare una scena supplementare che potesse giustificare un'eventuale resurrezione (anche grazie alla possibilità di avere Nimoy in cabina di regia per il terzo episodio), ma questo dovette essere effettuato senza la partecipazione del regista Nicholas Meyer, convinto che la morte di Spock dovesse essere permanente. Da notare che in una prima stesura del copione l'amico di Kirk moriva praticamente subito, ma i fan vennero a sapere del colpo di scena e quindi l'addio di Spock fu modificato.

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6. Dallo spazio alle aule di tribunale

William Shatner in una scena dell'episodio 'True Love' della serie Boston Legal

Chi ha seguito, dal 2004 al 2008, la serie Boston Legal avrà forse riconosciuto alcuni volti legati a Star Trek: Rene Auberjonois (Odo in Deep Space Nine), Armin Shimerman (Quark in Deep Space Nine e Voyager), Scott Bakula (Jonathan Archer in Enterprise) e ovviamente William Shatner, che domina l'azione insieme all'altrettanto istrionico e irresistibile James Spader. Il serial, a metà tra il serio e il faceto, contiene numerosi momenti autoreferenziali, e non potevano quindi mancare omaggi all'universo creato da Roddenberry, che si tratti di certi effetti sonori riciclati o del verbo "cling on" (aggrapparsi) scambiato per "Klingon". Ma il momento più spassoso è uno scambio di battute decisamente più sottile fra Shatner e Auberjonois, con il primo che dice al secondo "Io sono il capitano di questa nave, tu sei solo un marinaio.", allusione alla differenza di rango tra Kirk e Odo.

7. Questioni di sporgenze

Star Trek - Deep Space Nine: un'immagine promozionale

Nella serie originale, per questioni puramente pratiche ed economiche, gli alieni, qualora apparissero sullo schermo e non fossero rappresentati da un alone di luce/energia, erano quasi sempre umanoidi. Questo valeva anche per i Klingon, gli antagonisti per eccellenza della saga, almeno fino all'uscita dei film e degli spin-off televisivi, dove adottarono il look che hanno tuttora, con le celebri sporgenze sulla fronte. Fu necessario aspettare la messa in onda di Enterprise per spiegare questa discrepanza estetica (fu spiegato che i Klingon visti nella prima serie erano il risultato di un esperimento genetico), che diede nascita anche a un simpatico inside joke: nel 1996, in un episodio di Deep Space Nine, i protagonisti viaggiano indietro nel tempo e si ritrovano sull'Enterprise durante gli eventi di Animaletti pericolosi. Avendo notato l'aspetto diverso dei Klingon, l'equipaggio chiede una spiegazione a Worf, il quale risponde: "Non ne parliamo con gli estranei!".

8. Attento a quello che dici

Fino ad alcuni anni fa esisteva una cosiddetta "maledizione dei film dispari" per Star Trek, poiché i lungometraggi in questione erano sempre ritenuti inferiori agli episodi pari. Questo è cambiato con l'accoglienza negativa nei confronti di Star Trek La Nemesi, il decimo capitolo della saga cinematografica, e la reazione entusiastica di critica e pubblico al cospetto del reboot del 2009, che è sia l'undicesimo che il primo episodio. Ironia della sorte, in questa nuova versione del franchise appare anche un certo Simon Pegg, che nella sua celebre sitcom Spaced aveva affermato, nel 2001, "Dato di fatto: tutti i film dispari di Star Trek fanno schifo!". In un'intervista successiva l'attore ha ironizzato sulla battuta in questione: "Il destino ha voluto che recitassi in quel film per dimostrare che stavo sparando cazzate."

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9. Parentela tra franchise

Star Trek: Zachary Quinto e Leonard Nimoy in una scena del film

Nel primo lungometraggio di Abrams, per sottolineare la differenza tra le due versioni del personaggio, lo Spock più anziano, interpretato da Nimoy, è menzionato nei titoli di coda come "Spock Prime". Questo è un omaggio al franchise di Transformers, al quale hanno lavorato sia gli sceneggiatori Alex Kurtzman e Roberto Orci che lo stesso Nimoy, il quale ha prestato la voce al perfido Galvatron nel film animato del 1986. Inizialmente l'attore era stato preso in considerazione anche per la voce dell'omonimo cattivo in Transformers - La vendetta del caduto (il cui regista, Michael Bay, è un parente acquisito di Nimoy), ma dovette rinunciare a causa di altri impegni e fu sostituito da Tony Todd. Fu successivamente scritturato per la parte di Sentinel Prime in Transformers 3, dove ci sono diversi omaggi visivi e verbali a Spock.

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10. Battibecchi su Twitter

Wil Wheaton in una scena della serie tv di Star Trek

Per quanto sia generalmente considerata la serie migliore del franchise, The Next Generation ha un difetto grande come una casa, al di là della prima stagione che fotocopiava gli episodi della serie originale: il personaggio di Wesley Crusher, penalizzato non tanto dalla recitazione di Wil Wheaton ma da una scrittura che lo rendeva a dir poco insopportabile, al punto che la frase "Shut up, Wesley!" è diventata un vero tormentone, nella serie e nella realtà. In effetti colui che Sheldon Cooper in The Big Bang Theory chiama "il Jar Jar Binks di Star Trek" è alquanto odioso, ma dopo un po' anche Wheaton, per quanto ami prendersi in giro da solo, si è stufato, e ha scritto recentemente su Twitter: "D'ora in poi bloccherò tutti quelli che usano quella frase, anche solo per scherzare." Potete immaginare la risposta del suo vecchio compagno d'avventure stellari Patrick Stewart...

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