Snowden

2016, Drammatico

Snowden: Oliver Stone racconta l'uomo dietro lo schermo

Oliver Stone racconta il percorso umano che, nel 2013, ha portato Edward Snowden, tecnico della CIA, a rivelare al mondo l'esistenza di programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense, rischiando la vita e la possibilità di tornare in patria. Da oggi in sala, il miglior Stone degli ultimi anni.

The Snowden files: Joseph Gordon-Levitt in tenuta militare

Nel maggio del 2013, da una stanza d'hotel a Hong Kong, Edward Snowden, ex tecnico della CIA e collaboratore della Booz Allen Hamilton, azienda di tecnologia informatica consulente della NSA (National Security Agency), rivelò al mondo che il governo degli Stati Uniti ha usato dei programmi di sorveglianza con cui, per anni, ha osservato i suoi cittadini, controllando le loro email e telefonate, perfino spiandoli dalle webcam dei loro computer portatili lasciati accesi. Con l'aiuto di Glenn Greenwald, giornalista del The Guardian, Snowden raccontò a tutti la verità: uno scandalo di risonanza mondiale, divenuto anche l'oggetto di Citizenfour, documentario, diretto da Laura Poitras, vincitore del premio Oscar nel 2015.

Da sempre impegnato politicamente, Oliver Stone ha deciso di raccontare la vicenda umana dietro il caso, concentrandosi sul percorso personale del protagonista, ritratto come un ragazzo desideroso di servire la sua patria, non adatto al corpo dei Marines a causa della sua salute, ma dalla mente brillante e il grande talento come ingegnere informatico, tanto da riuscire a entrare nella CIA. Pur rendendo chiara fin da subito la sua posizione, Stone cerca di sforzarsi di capire cosa abbia spinto un giovane brillante a rischiare tutto pur di far emergere la verità, anche a costo di essere ucciso o imprigionato.

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Edward Snowden: spia, traditore o eroe?

Snowden: Joseph Gordon-Levitt in una scena del film

Conservatore, aspirante soldato, repubblicano: in netto contrasto con gli ideali della fidanzata Lindsay (Shailene Woodley), fotografa democratica, il ragazzo, a causa dei suoi attacchi di epilessia e del fisico gracile, non riesce a diventare un marine e cerca quindi di entrare nella CIA come ingegnere informatico. Nel suo caso la mente può più del corpo, e la sua abilità lo porta nelle stanze importanti, quelle in cui si decidono le sorti del mondo: grazie alle sue capacità di programmatore, Snowden ha contribuito a realizzare quegli stessi programmi di sorveglianza che ha poi smascherato. Il desiderio di servire il proprio paese è dunque la motivazione che spinge il protagonista a dire la verità: un'America che spia i suoi cittadini, che viola la loro privacy e che bombarda persone e villaggi dall'altra parte del mondo premendo un bottone, senza preoccuparsi dei danni collaterali, non è il paese in cui crede. L'America, per Snowden, è migliore di così.

The Snowden Files: Joseph Gordon-Levitt e Shailene Woodley passeggiano nel parco

Per il regista non ci sono dunque dubbi: Snowden è un eroe, punto. Pur rendendo chiaro fin da subito il suo pensiero e non approfondendo le ombre del personaggio, Stone tratteggia la presa di coscienza del protagonista con una sobrietà che non trovava da tempo, tessendo un racconto lucido e incalzante, in cui il montaggio è determinante: la storia è infatti costruita come un thriller, in cui i ricordi si intrecciano al presente, in modo da svelare la storia gradualmente e mantenere alta la tensione.

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Ottima prova per Joseph Gordon-Levitt

Snowden: Shailene Woodley in una scena del film

Elemento fondamentale del film è il suo cast: Joseph Gordon-Levitt interpreta Snowden senza strafare, mantenendo la sua essenza, evitando di scadere nella macchietta, riuscendo in questo modo a risultare convincente e dando un'interpretazione equilibrata. Ottimi anche i comprimari: Shailene Woodley mette la sua reale passione per la politica nel personaggio di Lindsay, mentre Rhys Ifans è quasi mefistofelico nei panni di Corbin O'Brian, mentore di Snowden alla CIA, burattinaio che muove i fili nell'ombra. Sorprendente Nicolas Cage nel ruolo di Hank Forrester, la disillusa guida di Snowden al NSA, efficace e in parte pur se con pochi minuti a disposizione.

Snowden: Rhys Ifans in una scena del film

Nel finale c'è il guizzo più interessante del film, ovvero quello di passare la parola direttamente al vero Edward Snowden, che raccoglie il testimone di Gordon-Levitt, in un gioco tra realtà e finzione che ci porta bruscamente con i piedi per terra: confinato in Russia, Snowden è mostrato come un martire solitario che ha sacrificato tutto pur di rendere consapevoli i suoi connazionali, ricordando loro che la libertà è un valore inestimabile, oggi barattata in favore di uno schermo che, se pur ci mette in contatto con il mondo, ce lo fa vedere in modo spesso filtrato e distorto.

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Valentina Ariete
Redattore
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