Piranha 3D

2010, Horror

Recensione Piranha 3D (2010)

Tensione, splatter e divertimento amalgamati da una generosa dose di salsa piccante. Una pellicola senza troppe pretese, che tuttavia si lascia guardare con piacere.

Sirene e piranha

Ogni anno, in occasione dello Spring Break, uno sciame di giovanissimi turisti si ritrova sulle sponde del lago di Havasu City, in Arizona, per una vacanza all'insegna del divertimento sfrenato, tra fiumi di alcool, tuffi, belle ragazze e tantissima musica. Quest'anno però, la vacanza del si preannuncia davvro indimenticabile: almeno per chi riuscirà a sopravvivere, e soprattutto per lo sceriffo locale, l'affascinante e grintosa Julie Forester e i suoi figli. A causa di un terremoto, infatti, nei fondali del lago si apre una grotta dalla quale fuoriescono migliaia di piranha affamati, una specie preistorica particolarmente aggressiva che si credeva estinta, ma è riuscita ad arrivare fino ai giorni nostri praticando l'autocannibalismo. Ovviamente per Julie non sarà facile trovare una soluzione al problema, e sarà ancora meno facile tenere a bada i turisti, ottusamente determinati a divertirsi e incuranti di qualsiasi divieto. Come se non bastasse, anche i figli ce la metteranno tutta per cacciarsi nei guai, sia il maggiore, Jake, che i suoi fratelli più piccoli.

Piranha 3D - Videorecensione


Jerry O'Connell nel film Piranha 3D di Alexandre Aja
Dopo Le colline hanno gli occhi, Alexandre Aja ci regala un'altra vacanza da brivido, senza però rinunciare a una buona dose di trash, che in questo contesto è come la ciliegina sulla torta, perchè è un trash assolutamente consapevole, che prende in giro una certa categoria di persone, ovvero le teste vuote che vivono unicamente di divertimento selvaggio, bambole in bikini, cocaina e alcool. Durante la prima parte del film, si sviluppa la tensione che poi esploderà nella stessa, fragorosa maniera che ha reso popolare la saga di Final Destination, tra corpi segati letteralmente in due, cadaveri spolpati fino all'osso, e dettagli splatter che non mancheranno di strappare una risata al pubblico, tra seni al silicone snobbati dai voraci pescioni e altro ancora che preferiamo non svelare. Il tutto condito da una generosa dose di scene piccanti, tra sirene nude che nuotano tra i flutti - incuranti del pericolo imminente - giochi erotico-etilici, e le immancabili gare di miss maglietta bagnata, che vedono Eli Roth nelle vesti di presentatore.

Adam Scott ed Elisabeth Shue in una scena di Piranha 3D di Alexandre Aja
Il punto di forza di Piranha 3D è nel fatto che si tratta di una pellicola senza troppe pretese, ma che si lascia guardare con piacere perchè anche nella sua semplicità è ben confezionata: agli scenari vacanzieri fotografati in maniera accattivante si affianca una certa competenza tecnica che rende soprattutto quando si tratta di mostrare i voracissimi (e credibili) piranha all'attacco. A questo si aggiunge poi una trama semplice, ma avvincente, che piacerà sicuramente agli amanti del genere. Non solo splatter, dunque, ma anche tensione da thriller, stemperata da generose dosi di ironia di grana grossa; non solo fanciulle siliconate, ma anche una co-protagonista in gamba come Elisabeth Shue, qui nei panni di uno sceriffo che ce la mette tutta per salvare bagnanti e famiglia. Non mancano inoltre i camei gustosi, come quello già citato di Eli Roth, ma anche quelli di Richard Dreyfuss, Christopher Lloyd e Ricardo Chavira, noto al pubblico televisivo per il suo ruolo in Desperate Housewives.

Recensione Piranha 3D (2010)
Fabio Fusco
Redattore
3.0 3.0
Privacy Policy