9 Songs

2004, Erotico

Recensione 9 Songs (2004)

E' con freddezza quasi documentaristica che Winterbottom affronta questo lavoro, sia nella tecnica che nei risultati, quindi a conti fatti "9 Songs" risulta un esperimento su quanto potersi spingere in avanti nella raffigurazione dei rapporti sessuali su schermo, ma probabilmente un esperimento da non ripetere.

Sex... and rock & roll

Presentato al Napoli Film Festival fuori concorso, 9 Songs è uno spaccato della breve relazione vissuta a Londra tra Matt e Lisa (Kieran O'Brien e Margo Stilley), prima del ritorno della ragazza in America.
Il film oscilla tra due fronti diversi: riprese aeree dell'Antartide, nel viaggio di Matt successivo alla separazione, e sequenze della loro relazione, fatte di frammenti di concerti rock, a cui i due amanti assistono, e dei loro rapporti sessuali, raffigurati in modo esplicito.
Nonostante l'alternanza di musica e sesso, il film non rispetta i canoni di nessuno dei due generi: i concerti sono ripresi dal punto di vista del pubblico, in particolare di Matt e Lisa, e i due vengono ripresi tra il pubblico; il sesso, invece, è raffigurato in modo esplicito quanto didascalico, freddo e asettico, con nessuna spinta erotica che li renda sensuali o coinvolgenti.
Se la fotografia granulosa e satura può essere la via migliore per visualizzare questa storia, il montaggio e le tecniche di ripresa lo rendono troppo frammentario per poter coinvolgere lo spettatore.
Il poco dialogo, frutto di improvvisazione, non ci dà modo di valutare la recitazione degli attori, che dobbiamo giudicare non del tutto positiva se dobbiamo basarci solo sul trasporto e la partecipazione con cui mettono in scena i rapporti sessuali che li vede protagonisti nel film.

Le sessions musicali che appaiono nel film sono di artisti più o meno noti del panorama musicale contemporaneo, e cioè Black Rebel Morotcycle Club, The Von Bondies, Elbow, Primal Scream, The Dandy Warhols, Super Furry Animals, Franz Ferdinand, Michael Nyman, ma non bastano a vivacizzare la monotonia di un film che manca di ritmo o forse di un significato.

Quanto al sesso, chiave di volta del film, aspetto su cui Michael Winterbottom sembra concentrare la sua attenzione di autore, si tratta della sua rappresentazione più esplicita in un film mainstream, non solo nella esplicita rappresentazione dei corpi degli attori, ma dell'atto sessuale nella sua completezza, per quanto poco compiaciuta ed enfatizzata.

E' con freddezza quasi documentaristica che Winterbottom affronta questo lavoro, sia nella tecnica che nei risultati, quindi a conti fatti 9 Songs risulta un esperimento su quanto potersi spingere in avanti nella raffigurazione dei rapporti sessuali su schermo, ma probabilmente un esperimento da non ripetere.

Recensione 9 Songs (2004)
Antonio Cuomo
Redattore
3.0 3.0
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