Sessanta volte Cannes

Al via domani un'edizione del Festival di Cannes più scintillante che mai, per celebrare i sessant'anni della kermesse cinematografica più seguita al mondo.

Celebriamo oggi la vigilia di una delle più ricche edizioni di sempre del Festival a di Cannes, al varo domani, 16 maggio. Un'edizione speciale per molti aspetti, non ultimo il fatto che si festeggia il sessantesimo compleanno della prestigiosa kermesse transalpina; un'occasione d'oro, quindi per festeggiare il cinema e tanti suoi protagonisti, ma aspettiamoci anche tanta (legittima) autocelebrazione da parte di quello che è innegabilmente, e da molti anni, il festival cinematografico per eccellenza.

Come da tradizione, il Festival di Cannes fa discutere prima ancora di iniziare; tra i vari spunti, quello che sta più a cuore al Bel Paese è naturalmente la "scandalosa" esclusione dell'Italia dalla competizione. Eppure i nostri colori sono tutt'altro che assenti: ricordiamo Mio fratello è figlio unico nella sezione Un certain régard, Centochiodi di Olmi fuori concorso, numerosi interpreti di casa nostra nella co-produzione di Abel Ferrara Go Go Tales, Marco Bellocchio nella giuria internazionale, un paio di italici divi con più di una pellicola in ballo (Asia Argento con tre film e Riccardo Scamarcio con due), e poi i vari eventi speciali, quali la presentazione della riedizione di Suspiria da parte di Dario Argento, la lezione di cinema che sarà tenuta da Sergio Castellitto, e ancora il vincitore della Palma d'oro Nanni Moretti che presenterà a Cannes la prima edizione del Torino Film Festival da lui diretta. Avremmo tutti preferito, certamente, il palcoscenico più nobile, ovvero il concorso, ma anche così non si può certo parlare di Italia snobbata dal festival transalpino.

E a proposito di concorso, parliamo di questa line-up d'eccezione: i grandi nomi - come quelli dei fratelli Coen, di Quentin Tarantino, di Emir Kusturica, di Wong Kar-wai, e via dicendo - non possono passare inosservati, e rappresentano una garanzia di appetibilità per questo 60° concorso internazionale. Un concorso equilibrato e ottimamente bilanciato nell'offerta: ci sono pellicole già cult come Grindhouse - A prova di morte, No Country for Old Men, Zodiac, provenienti, come vuole la tradizione, dagli Stati Uniti, che regalano alla competizione la sua porzione di genere. Ci sono blasonati autori europei come Kusturica, Sokurov, Akin, habitué dei festival cinematografici, e accanto a loro un'ottima rappresentanza di cineasti d'oriente: Kim Ki-duk, che, osannato dalla critica per anni, si vede "promosso" al più sontuoso dei palcoscenici con l'ultimo lavoro Breath; il meno noto, ma altrettanto promettente Lee Chang-dong con Secret Sunshine; e infine il maestro Wong Kar-wai, che con il suo My Blueberry Nights, un road movie - modello targato USA, quindi - che vanta la presenza di tanto Vecchio continente grazie ai numerosi attori britannici, fa da raffinato "ponte" tra varie cinematografie.

Equilibrata anche la sezione fuori concorso, anche se qui c'è un film che spicca sugli altri: parliano ovviamente di Sicko di Michael Moore, che ha già alimentato polemiche di stazza, legate soprattutto al famigerato episodio della fuga cubana e alle minacce delle aziende farmaceutiche chiamate in causa dal regista di Bowling a Columbine in questo suo nuovo documentario che si preannuncia come la bomba che scuoterà Cannes.
Dal punto di vista del glamour, il film da tenere d'occhio è Ocean's Thirteen, firmato sì da un regista di spessore come Steven Soderbergh, ma atteso soprattutto per i tanti divi che darà sbarcare sulla Croisette.
Sarà a Cannes anche Leonardo DiCaprio, produttore e interprete di un documetario di grande attualità, 11th Hour, dedicato alla drammatica e irreversibile crisi ambientale cui va incontro il nostro pianeta. E ancora, c'è Michael Winterbottom con un'altra pellicola che ha fatto discutere per motivi extra-cinematografici: A Mighty Heart parla infatti della vicenda del reporter americano Daniel Pearl, ucciso in Pakistan nel 2002, con la candida Angelina Jolie nei panni della coraggiosa signora Pearl, una donna di colore.
Un programma, dunque, talmente ricco anche al di fuori della competizione che sono passate quasi sotto silenzio pellicole di sicuro interesse come Triangle, film a episodi firmato da tre celebri registi di Hong Kong, Ringo Lam, Johnny To e Tsui Hark. Per non parlare delle rassegne parallele, la Quinzaine des Réalisateurs e la Semaine de la Critique, anch'esse ricche di nomi di rilievo e di pellicole interessanti.

Infine, vogliamo portare all'attenzione dei nostri lettori un evento singolare: la vetrina domenicale del Festival di Cannes, riservata alle anteprime più attese, sarà dedicata il prossimo 20 maggio a To Each His Own Cinema, progetto voluto dallo stesso Festival che vede trentatre registi di levatura internazionale (i nomi fanno quasi paura, si va da David Cronenberg a Takeshi Kitano, da Ken Loach a Zhang Yimou, passando per Von Trier, Wenders, Polanski, de Oliveira, Cimino e ci fermiamo solo per ragioni di spazio) contribuire con cortometraggi di tre minuti ciascuno, che raccontano il punto di vista dei vari autori sulla storica kermesse. Un progetto incredibile per celebrare un Festival a cui è riuscita quest'anno, grazie a questo film, al concorso, alle lezioni di cinema (parlando di maggiori registi viventi, ce ne sarà anche una tenuta dal recente premio Oscar Martin Scorsese) e ai numerosi eventi collaterali, l'incredibile impresa di portare davvero tutto - o quasi - il cinema che conta sulla Croisette. E non ci sembra poco.

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