Sense8

2015 - ....

Sense8: un Natale a base di sesso, bugie e ancora sesso

La serie fantascientifica di Netflix torna con un episodio speciale a tema natalizio, in attesa dell'inizio della seconda stagione.

Sense8: Doona Bae nello speciale di Natale

Nella primavera del 2015 è arrivato su Netflix Sense8, prodotto originale della piattaforma di streaming nato dalla fantasia delle sorelle Wachowski in collaborazione con J. Michael Straczynski. Un progetto ambizioso, una serie di fantascienza più interessata alle tematiche umane che alla sovrabbondanza di effetti speciali spettacolari.

Un'idea coraggiosa e ben realizzata, sicuramente non per tutti (e anche il nuovo episodio natalizio non è il modo migliore per attirare l'attenzione di nuovi spettatori) ma molto appagante per un pubblico paziente e fiducioso, una categoria molto compatibile con la strategia di Netflix che prevede la disponibilità di tutti gli episodi nello stesso momento. La serie tornerà con la seconda stagione vera e propria il 5 maggio 2017, ma per rendere più tollerabile l'attesa è stato realizzato un episodio speciale, festivo, con il ritorno degli otto protagonisti e un uso molto particolare della premessa legata al Natale.

Leggi anche: Sense8: La televisione secondo i Wachowski

Storia fuori formato

Sense8: un'immagine dei protagonisti della serie nello speciale di Natale

Questo racconto di due ore, intitolato letteralmente A Christmas Special, è un'anomalia annunciata. Quello natalizio è infatti un formato poco presente nelle serie americane (d'accordo, Sense8 è un prodotto dal sapore internazionale, ma l'origine è statunitense), almeno per come si intende generalmente il Christmas Special, vale a dire un episodio autoconclusivo, solitamente più lungo di una puntata normale, in onda quando la serie di appartenenza è in pausa da un po' (o, nel caso di The Office e Extras, in procinto di concludersi, con lo speciale come epilogo).

Sense8: gli attori Miguel Ángel Silvestre e Alfonso Herrera nello speciale di Natale

Un modello in voga per le produzioni britanniche, meno rigide per quanto riguarda la scansione annuale in stagioni (Doctor Who, per citare l'esempio più ovvio, quest'anno si è concesso un sabbatico), ma praticamente inesistente negli USA, dove al limite si include il Natale come elemento narrativo nell'ultimo episodio trasmesso prima della consueta pausa tra metà dicembre e inizio gennaio. Ora, è vero che Netflix, dal punto di vista produttivo, non esita ad adoperare il sistema inglese quando necessario (lo dimostra proprio Sense8, la cui seconda stagione debutterà a due anni di distanza dalla prima), ma fa comunque uno strano effetto vedere un episodio a sé stante per una serie che si basa molto sullo sviluppo della trama orizzontale. Eppure è esattamente ciò di cui avevamo bisogno.

Sense8: una foto dello speciale di Natale

Tutti insieme appassionatamente!

Sense8: Tuppence Middleton e Brian J. Smith in una scena

A Christmas Special, pur essendo considerato parte della seconda stagione secondo il sistema di Netflix (laddove gli episodi fuori formato di altre serie originali della piattaforma vengono considerati prodotti a sé), per certi versi funziona quasi come un nuovo pilot, con tutti i pregi e difetti del caso. Certo, è utile dare un'occhiata al breve riassunto del primo ciclo di episodi che precede lo speciale, ma nel complesso questo nuovo racconto cerca di essere accessibile per i neofiti, reintroducendo il concetto di base - otto individui sono legati da una connessione psico-emotiva - con un approccio alquanto semplice, senza spiegare per filo e per segno quanto accaduto in precedenza (anche se risulta abbastanza chiaro che non tutto sia esattamente come prima per i nostri eroi).

Sense8: Max Riemelt nello speciale di Natale

Come ogni pilot, però, una parte sostanziosa dell'intreccio è dedicata alle introduzioni, ed è qui che entra in gioco la durata doppia: dopo una prima parte tutta a base di presentazioni (con in più un'inevitabile scena di sesso di gruppo che senza dubbio scoraggerà una fetta di pubblico incerto), la seconda contiene le diverse risoluzioni narrative, quasi tutte più efficaci a livello emotivo che puramente artistico.

Leggi anche: Serie bollenti: l'evoluzione del sesso in televisione

Sense8: l'attrice Tina Desai nello speciale di Natale

Ma non è un difetto la componente emotiva, anzi, è la raison d'être dello speciale, e di Sense8 in generale. Soprattutto adesso, quando il mondo in cui viviamo è in preda a situazioni sempre più frequenti dove la divisione prende il sopravvento sull'unità, un prodotto capace di celebrare le cose che ci accomunano è più che benvenuto, ed è la sincerità di fondo a rendere efficace quello che in un altro contesto avrebbe potuto essere l'apoteosi del buonismo più melenso, vale a dire l'uso di Hallelujah di Leonard Cohen come accompagnamento musicale di una sequenza dedita proprio alla fratellanza tra tutti gli umani. E gli si perdona anche un uso leggermente maldestro della Storia recente (il muro di Berlino) per scopi metaforici, soprattutto alla luce di un altro paragone ben più pertinente (le "amicizie" virtuali), indicativo di quanto la premessa di Sense8, pur essendo ancorata all'interno del genere fantascientifico (e la sequenza finale, con tanto di battuta di commiato molto beffarda, promette qualche scintilla in arrivo), sia accostabile al mondo reale in un modo o nell'altro. Non tutti apprezzeranno, ma è innegabile che al termine di un anno caratterizzato da una dose abbondante di negatività è una boccata d'aria fresca vedere un prodotto audiovisivo convinto che sia ancora possibile vivere insieme in modo più o meno armonioso. Sarà sempre così? Appuntamento a maggio per scoprirlo.

Sense8: un Natale a base di sesso, bugie e ancora...
Max Borg
Redattore
4.0 4.0
Sense8: La televisione secondo i Wachowski
Il cinema dei Wachowski, tra intuito e contaminazione di immaginari
Privacy Policy