Scream Queens

2015 - 2017

Scream Queens, finale stagione 2: l’importanza della formula

La serie pseudo-antologica si congeda per la seconda volta con una conclusione prevedibile e a suo modo beffarda, che diverte ma senza andare oltre il minimo indispensabile.

Scream Queens: le attrici Abigail Breslin, Emma Roberts e Billie Lourd in The Final Girl(s)

In sede di commento del primo episodio della nuova stagione di Scream Queens avevamo espresso qualche timore, nella speranza di essere smentiti, sull'aria un po' ripetitiva che sembrava aleggiare sul ritorno in scena delle Chanel e della ex-preside Munsch, ora braccate da un killer nei corridoi di un ospedale anziché negli edifici universitari. Timori che si sono rivelati veritieri, poiché nei nove episodi successivi la serie slasher creata da Ryan Murphy ha abbandonato ogni pretesa di voler aderire ad un format semi-antologico (stessi personaggi, ambientazioni e situazioni nuove di zecca) per regalarci sostanzialmente una fotocopia della prima annata. Divertente, e con tre episodi in meno, ma pur sempre una fotocopia, e senza un'impostazione particolarmente ironica che avrebbe potuto mettere alla berlina la tradizione dei sequel horror che ricalcano (spesso male) il capostipite. D'altronde, con Murphy impegnato su più fronti contemporaneamente e costretto, in questa sede, a dover fare i conti con regole di messa in onda leggermente diverse (Scream Queens va in onda sul canale generalista Fox e non sulla rete cable FX, come le altre serie del produttore/sceneggiatore), può anche venire il sospetto che dei suoi vari "figli" - American Horror Story, Feud e American Crime Story sono gli altri - questo sia quello degno di un'attenzione minore.

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Medici in prima linea (di sangue)

Il cambio di location ha soprattutto fatto bene al cast, arricchito con presenze del calibro di John Stamos e Taylor Lautner, quest'ultimo spesso sbeffeggiato per la sua recitazione in Twilight e seguiti ma in realtà piuttosto compatibile con un tocco irriverente ed eccessivo come quello di Murphy, e la cosa risulta evidente in una delle poche gag veramente sorprendenti di questo secondo ciclo di episodi: una paziente affetta dalla "sindrome dell'accento straniero", che contagia anche i dottori e quindi consente a Stamos e Lautner di sfogarsi in una vera e propria masterclass di recitazione volutamente caricaturale e "brutta". Ed è il loro double act in generale a rendere più tollerabile una struttura dove tutto viene riciclato, dal massacro di Halloween alle motivazioni dei killer, con tanto di ritorno a sorpresa di uno dei protagonisti della prima stagione per un colpo di scena gratuito che serve solo per farci sapere dove si trovano determinati personaggi di cui non avevamo più (giustamente) notizie.

Scream Queens: l'attore John Stamos in Scream Again

E della preziosità di Stamos si è reso conto subito anche Murphy, e in questo caso siamo più clementi nei confronti dello showrunner dopo l'ennesima violazione della regola di "un personaggio importante che muore in ogni episodio", un concetto smentito più e più volte perché uccidendo i protagonisti la serie sarebbe assai meno divertente. Sapere quindi che Stamos e la sua mano assassina sono liberi di fare danni in una possibile terza stagione (al momento il rinnovo non è ancora certo) è una piccola fonte di gioia che compensa discretamente la frustrazione dinanzi a certe ripetizioni che sanno di pigrizia narrativa allo stato brado (vedi il cliffhanger finale, spudoratamente riciclato dalla stagione precedente), un tentativo maldestro di satira che in realtà non fa che assimilare i difetti della materia trattata anziché rielaborarli con un minimo di spirito (auto)critico.

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Prossima fermata?

Scream Queens: il killer in un'immagine tratta dal pilot

Come abbiamo già detto, attualmente non è ancora stata annunciata una terza stagione, forse anche perché Murphy ha un po' troppo materiale da gestire. Sarebbe quindi auspicabile, in caso di rinnovo, un passaggio del testimone per quanto riguarda lo showrunner, per consentire alla serie di essere gestita da un autore capace di dedicarle tutto il suo tempo e sfruttare in modo più sorprendente le potenzialità di interpreti come Emma Roberts e Jamie Lee Curtis. Perché se al terzo giro avremo nuovamente a che fare con i parenti vendicativi di una persona morta in circostanze tragiche e l'aggiunta di comprimari-comparse il cui unico scopo narrativo è farsi sventrare dopo una ventina di minuti sarà lecito sentirsi sonoramente presi in giro, e difficilmente ciò sarebbe quello che Murphy aveva in mente quando voleva satirizzare lo slasher in televisione. Non ci resta che aspettare, e augurarci che la speranza, come Chanel Oberlin, sia l'ultima a morire...

Scream Queens, finale stagione 2: l’importanza...
Max Borg
Redattore
3.0 3.0
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