Kong: Skull Island

2017, Avventura

Samuel L. Jackson su Kong: Skull Island: “Lo sguardo più puro è quello di animali e bambini”

In Kong: Skull Island Samuel L. Jackson è l'ex marine Preston Packard, che guarda dritto negli occhi King Kong e gli dichiara guerra. Abbiamo incontrato l'attore a Londra, dove ci ha spiegato la sua filosofia del "motherfucker".

Kong: Skull Island, Samuel L. Jackson in una scena del film

Inossidabile, instancabile e onnipresente: Samuel L. Jackson sembra non fermarsi mai e, dopo aver partecipato al reboot di Tarzan, The Legend of Tarzan (2016) firmato da David Yates, continua a fare conoscenza con i primati in Kong: Skull Island, nuova pellicola dedicata a King Kong diretta da Jordan Vogt-Roberts, nelle sale italiane del 9 marzo. Il film si inserisce nel nuovo filone di titoli, prodotti da Warner Bros. e Legendary Pictures, dedicato ai mostri iniziato con Godzilla (2014) di Gareth Edwards, che presto, come si capisce dalla scena post titoli di coda, ci presenterà la lotta tra il dinosauro giapponese e la scimmia alta 30 metri (il Kong più grande mai visto sullo schermo). In Kong: Skull Island King Kong se le dà di santa ragione con altre creature, tra cui l'attore americano, che interpreta l'ex marine Preston Packard, reduce della Guerra del Vietnam che non ha nessuna intenzione di perdere lo scontro con il primate più famoso della storia del cinema.

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Abbiamo incontrato l'attore a Londra, all'anteprima europea del film e possiamo testimoniare che parlare con Samuel L. Jackson è come avere di fronte un pezzo di storia del cinema: il cappello che indossa è simile a quello che porta in Jackie Brown (1997) di Quentin Tarantino, la risata è inconfondibile, così come la sua voce. Kong sarà pure il re della giungla, ma Jackson è il re di Hollywood.

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Occhi che uccidono e la "filosofia del motherfucker"

In Kong: Skull Island Samuel L. Jackson è un ex militare che guarda dritto negli occhi King Kong senza esitazione, dichiarandogli guerra: una scena in cui l'attore americano sfodera il suo famoso sguardo mefistofelico: dopo tanti anni di occhiate sulfuree, guardandosi allo specchio, Sameul L. Jackson si è mai spaventato da solo? "No, non mi spavento, ormai mi guardo da tempo!" ci ha detto ridendo, continuando: "Per raggiungere quell'intensità devi esercitarti e, se la motivazione è giusta, alla fine arriva".

Kong

Usata inizialmente per tenere a bada la balbuzie, la parola "motherfucker" è diventata quasi un marchio di fabbrica per l'attore, che la pronuncia come nessun altro, tanto da far parlare di "filosofia del motherfucker": un atteggiamento che ha permesso all'attore di superare diversi ostacoli, tra cui la discriminazione razziale, la dipendenza da sostanze stupefacenti e l'iniziale scetticismo di sua madre, che, negli anni '70, gli disse che seguire la carriera d'attore era un errore. Oggi, a quarant'anni di distanza, Samuel L. Jackson è invece la star che ha incassato di più nella storia del cinema. Come è riuscito a trovare la forza e la motivazione per inseguire il suo sogno? "Non ne ho idea. Credo dipenda dal mio desiderio di lavorare e creare unito alla mia determinazione nel volerci riuscire" ci ha detto, spiegando meglio: "Questi sono elementi importanti. Avere l'opportunità di scegliere progetti che voglio fare guardandomi più come spettatore che come attore mi porta a realizzare certe cose in un certo modo e sullo schermo si vede. Voglio dare onestà al personaggio e il pubblico se lo ricorda. Faccio questo: lotto sempre con me stesso per fare un buon lavoro e dare al pubblico la possibilità di affezionarsi al mio personaggio in modo sincero, in modo che quando mi succede qualcosa si dispiaccia o, al contrario, voglia che succeda".

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Sguardi puri e l'importanza di essere genitori

Kong: Skull Island, Brie Larson e Tom Hiddleston in una scena del film

Oltre allo sguardo di fuoco tra Jackson e Kong, c'è anche quello incuriosito e benevolo tra il personaggio femminile protagonista, Mason Weaver, interpretato dal premio Oscar Brie Larson, e la creatura: lo sguardo di una donna è un'arma così potente? "No, per niente" ha detto sicuro Jackson, spiegando: "I bambini ti guardano con occhi puri: devi fare qualcosa per spaventarli perché ti giudichino. Ti guardano in modo davvero onesto e decidono se sei un amico o no: è più facile con loro. Chi ha figli può capire questa cosa. Le donne invece criticano. Anche lei lo sa questo!".

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