Roma 2009, giorno due: sul red carpet l'amore lesbico e un cane eroe

La seconda giornata del Festival di Roma ha presentato altri due film in concorso, tra cui l'italiano Viola di mare, storia di un amore lesbico contrastato nella Sicilia dell'800. Il cane Hachiko ha commosso la platea di giornalisti, mentre James Ivory conferma l'eleganza del suo cinema.

Massimo Borriello

Un cartello che precede ogni film proiettato alla quarta edizione della kermesse romana avverte gli spettatori che quest'anno il festival è a "impatto zero". Bisogna forse leggere oltre le buone intenzioni ecologiche, per prendere nota di come quell'avvertiamento sia in verità riferibile anche all'appeal di questo evento su pubblico e addetti al settore: un programma in cui si fatica ad individuare i titoli potenzialmente intriganti, poche le star di richiamo, con il risultato che l'interesse generale verso Roma 2009 è praticamente nullo. Ieri ci hanno provato le granate del modesto Triage, ennesimo mezzo passo falso di Danis Tanovic dopo l'exploit del suo esordio da Oscar, a risvegliare la curiosità del pubblico verso una manifestazione che appare ridimensionarsi sempre di più, edizione dopo edizione. A conferma di questa impressione anche le navette che collegano l'Auditorium con la "civiltà", vale a dire le fermate della metropolitana e delle principali linee di autobus, che quest'anno latitano per poi apparire all'orizzonte in versione ridotta: minibus da otto posti che naturalmente inscatolano al loro interno i poveri avventori in uno spazio decisamente angusto. Che sia in realtà uno stratagemma per combattere l'improvviso gelo che è calato sulla capitale, assembrando in pochi metri quadri sospiri e sudori del coraggioso popolo del festival?

Ennio Fantastichini e Valeria Solarino vestita da uomo nel film Viola di Mare
Intanto, dopo l'inaugurazione di ieri sera affidata alla madrina Margherita Buy e l'apertura affidata al film di Tanovic, oggi il festival entra finalmente nel vivo, presentando altri due film in concorso, tra i quali il primo dei tre della pattuglia italiana in lotta per la conquista del Marco Aurelio d'oro. Si tratta di Viola di mare di Donatella Maiorca, che torna a dirigere un lungometraggio per il cinema oltre dieci anni dopo l'esordio con Viol@, che sbarca proprio oggi nelle sale italiane distribuito da Medusa. Prodotto da Maria Grazia Cucinotta e ambientato in un'isola immaginaria della Sicilia ottocentesca, il film racconta la travagliata storia d'amore tra due ragazze costrette a un ingannevole stratagemma per superare i pregiudizi della gente. A vestire i panni delle protagoniste due giovani stelle del nostro cinema come Valeria Solarino e Isabella Ragonese, che in mancanza delle sventole di Hollywood sapranno senza dubbio illuminare il red carpet con la loro solarità. Elegante nella sua messa in scena e intrigante per la sua storia, l'opera della Maiorca non sembra però aver convinto appieno i critici presenti a Roma.

Una scena di Dawson, Island 10 (Dawson, Isla 10) diretto da Miguel Littin
Altro titolo a passare oggi in concorso è Dawson Island 10, coprodotto da mezzo Sud-America, che racconta con lucidità e aspirazioni poetiche l'incredibile vicenda degli esponenti del governo di Allende, rinchiusi in un campo di concentramento in un isola dell'estremo Sud del Cile, dopo il colpo di stato del 1973. Caratterizzato da una fotografia dai toni blu che ben si sposano con i colori e la rigidità della stagione invernale in cui è ambientato, il film di Miguel Littin trova una sua dimensione nella vocazione documentaristica che spinge alla riflessione su un periodo storico tra gli anni simbolo della Guerra Fredda. Gli spettatori con una coscienza politica più sensibile riusciranno probabilmente ad apprezzare la sua finissima abilità di denuncia, ma il resto del pubblico rischia invece il fatale colpo di sonno.

Omar Metwally in una scena del film The City of Your Final Destination
Il film più atteso della giornata è però senza dubbio The City of Your Final Destination di James Ivory, tratto da Quella sera dorata di Peter Cameron. Per chi ha letto il romanzo la trasposizione del regista californiano non potrà che risultare deludente, per un'eccessiva tensione alla sottrazione rispetto al materiale di partenza piuttosto denso, ma l'eleganza di Ivory è fuori discussione e la sua bravura nel dirigere gli attori inattaccabile. Se le star del suo film, tra le quali i sempre bravissimi Anthony Hopkins, Laura Linney e Charlotte Gainsbourg, non sfileranno oggi sul tappeto rosso per la premiere del film, finalmente un divo hollywoodiano farà capolino su questo tappeto così poco calpestato, farà la felicità dei cacciatori di vip presenti alla kermesse romana. E' Richard Gere, protagonista dello straziante Hachiko: A Dog's Story, diretto da Lasse Hallstrom, specialista del cinema da lacrima. Ed in effetti il suo film, ispirato a una storia vera, ha commosso il pubblico di giornalisti con il racconto di un cane di razza akita così fedele al suo padrone da aspettarlo nello stesso luogo, ogni giorno per nove anni, anche dopo la sua morte. Un film per cinofili più che per cinefili che porta sul grande schermo un vero e proprio eroe del Giappone in maniera delicata e toccante.

Tim Roth nel film Skellig
A giudicare dal titolo d'apertura di Alice, sarà poi ben difficile trovare il capolavoro nella sezione del Festival dedicata ai più giovani. L'inglese Skellig di Annabel Jankel non dispiacerebbe probabilmente all'ultimo Ozon, e probabilmente trascinerà nella sua storia da sogno dai toni dark i più piccoli, ma difficilmente saprà toccare i cuori degli spettatori più smaliziati. Tratto dall'omonimo romanzo per bambini di David Almond, il film non è che una favoletta innocua che trova in quella magia che solo i bambini buoni sanno tirar fuori dalla vita la possibilità di curare il dolore che la pervade. Colpi di scena si intrecciano a colpi ad effetto assolutamente gratuiti, in un pasticcio dal quale farebbero meglio a tenersi alla larga aracno ed entomofobici, cioè coloro terrorizzati da ragni e insetti, dei quali il film abbonda. Da rilevare però alcune scelte coraggiose del film, come il lucidissimo riferimento al suicidio.

una dolce espressione di Heath Ledger
Tanti poi gli eventi di questa seconda giornata di festival. Oggi infatti Roma celebra il World Food Day con un incontro in Sala Sinopoli, dal titolo Insieme, tutto è possibile, il cui incasso sarà devoluto al progetto Telefood. Tra coloro che interverranno all'evento lo stilista Pierre Cardin, il 'figlio del vento' Carl Lewis, la cantante Anggun, ma spazio anche alla musica con le performance di Noa e Mira Awad. A seguire, il film The Cove, diretto dal fotografo Louie Psihoyos che va a indagare il metodo di raccolta dei delfini destinati ad esibirsi negli acquari di tutto il mondo. Oggi la kermesse capitolina ricorda inoltre il compianto Heath Ledger, del quale saranno mostrati i suoi 'esperimenti' da regista. Infine, l'incontro con Gabriele Muccino e Giuseppe Tornatore, evento organizzato dalla sezione L'Altro Cinema Extra, e l'Omaggio a Roma per la regia di Franco Zeffirelli.

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