Roma 2009, giorno cinque: la poesia avvolge il Festival

Dalla tenera storia di un'amicizia tra due ragazzi che evolve in amore, ai versi della poetessa Cristina da Pizzano, cantati da Stefania Sandrelli al suo debutto dietro la macchina da presa, la quinta giornata del Festival di Roma s'ammanta di poesia. Tra gli eventi di oggi, anche un incontro con Asia Argento.

Massimo Borriello

Sono due i film in concorso di scena oggi al Festival di Roma, giunto già al giro di boa di questa sua quarta edizione. Dall'Argentina arriva la delicata storia di un'amicizia tra due ragazzi, nata da un piano di riconquista di un amore perso da parte di uno dei due ai danni dell'altro, destinata a evolversi in un rapporto più profondo che rivoluzionando i sentimenti confonderà le parti in causa. Lieve nei toni e caratterizzato da una regia in digitale che predilige lunghi piani sequenza con camera fissa, Plan B di Marco Berger descrive con tocco aggraziato quel limbo del non detto e del non fatto che prelude alla storia d'amore tra i due giovani dello stesso sesso con identico bisogno di amare e sentirsi amato dall'altro. Una storia che sembra quasi invitare lo spettatore a confrontarsi con le proprie pulsioni, anche quando queste spaventano, una tenera poesia gay sulla scoperta di sé stessi che appare come una luce in tempi così bui. L'altro film in concorso presentato oggi è il nuovo lavoro di Cedric Kahn, che in Les regrets racconta la storia di un amore che si riaccende dopo un lungo periodo di separazione e che fa scivolare un uomo, fino ad allora felicemente sposato, nella follia.

Amanda Sandrelli in una scena del film Christine Cristina, di Stefania Sandrelli
Sul red carpet romano sfilerà oggi anche la famiglia Sandrelli con mamma Stefania che debutta come regista con Christine Cristina, presentato fuori concorso, e sua figlia Amanda che della pellicola è protagonista. La storia è quella della poetessa Cristina da Pizzano, vedova italiana con due figli costretta a vagare nella Francia del XIV secolo senza un soldo in tasca, che riuscirà a tenersi a galla grazie alla sua verve poetica e alla capacità di snocciolare versi in rima baciata con grande agilità. Girato tutto in lingua italiana pur essendo ambientato in territorio francese nel passaggio dal Medioevo all'Umanesimo, il film della Sandrelli si propone come esaltazione del verso poetico, ma soprattutto come invito a sostenere le donne. Il risultato però è un'opera vecchia e sbadata, monotona e snervante per l'utilizzo eccessivo della colonna sonora, ma che sa offrire anche passaggi accattivanti, quando fa addentrare i personaggi nei paesaggi naturali. Tra gli altri interpreti Alessandro Haber e Alessio Boni.

Una sequenza  del film The Warrior and the Wolf di Tian Zhuangzhuang
Presentato fuori concorso anche l'epico film cinese The Warrior and the Wolf di Lang Zai Ji, che racconta senza estro una leggenda risalente a duemila anni fa, prima dell'unificazione della Cina, che vede protagonista il Comandante Lu e i suoi uomini in ritirata dopo cruente battaglie finite nel sangue. In un villaggio di uomini che vivono sottoterra, il guerriero dal cuore gentile si lascerà trasportare in un violento rapporto d'amore brutale con una vedova misteriosa. Il regista riempie la sua opera di cartelli che spiegano minuziosamente la storia, mentre con un incedere lento tenta di dare al suo lavoro un respiro artistico più intrigante, ma a interessare sono soprattutto le incredibili location e la poesia degli elementi naturali.

Una colorata scena di Dear Lemon Lima, in cartellone al Festival del Film di Roma
Per Alice nella città, arriva invece oggi a Roma il grazioso Dear Lemon Lima di Suzi Yoonessi. Sull'originale sfondo dell'Alaska, il film racconta lo struggimento di un'adolescente alle prese con la prima delusione amorosa. Il riscatto lo troverà nel contesto scolastico, guidando una squadra di coetanei ugualmente alienati ed emarginati alla vittoria in un appassionante torneo che rimanda alle tradizioni eschimesi. Nonostante un campionario stucchevole di discorsi puerili e disegnini dai colori pastello, il film riesce a restituire un'immagine piuttosto convincente dell'adolescenza ai margini, di coloro che nella leggerezza degli altri non riescono a riconoscersi. Se il film di Berger può definirsi una poesia d'amore gay, qui è possibile senza dubbio parlare di canto di rivincita del giovane loser.

Asia Argento, la dark lady del cinema italiano
Nell'ambito, infine, degli incontri organizzati dalla sezione Extra - L'altro cinema, oggi il pubblico avrà l'occasione di incontrare Asia Argento, personaggio controverso ma in grado di esercitare un certo fascino e di suscitare interesse con ogni progetto che la vede coinvolta. Figlia del maestro dell'horror italiano Dario Argento, la bella Asia oltre a essere stata protagonista di numerose pellicole che non hanno mancato di far discutere, come Go Go Tales di Abel Ferrara e Une Vieille Maitresse di Catherine Breillat, si è cimentata per due volte dietro la macchina da presa, dirigendo il dark Scarlet Diva e lo straziante Ingannevole il cuore più di ogni cosa, tratto dal romanzo cult di JT Leroy, misterioso autore che si è poi scoperto essere un bluff, dietro il quale si celava in realtà una donna. Asia Argento arriva al festival come una delle 42 firme dello sperimentale Onedreamrush, che coinvolge tra gli altri anche David Lynch, Mike Figgis, Abel Ferrara e Harmony Korine, impegnati ognuno a realizzare un corto di 42 secondi sull'interpretazione dei sogni.

Roma 2009, giorno cinque: la poesia avvolge il...
Privacy Policy