Rex Undercover: Marco Manetti e Pietro Sermonti presentano la web series

Rex sta per tornare, ma stavolta sarà in missione sotto copertura, e sentiremo i suoi pensieri.

Rex non abbaierà più solo sul piccolo schermo. Il più celebre commissario canino punta a espandere la propria fama anche nella rete. L'idea è venuta ai terribili Manetti Bros., vulcanico duo che, da un paio d'anni, ha preso in mano le sorti della celebre produzione tedesca imprimendogli un'accelerazione in direzione del tanto amato poliziottesco. Rispetto al format televisivo, le principali novità che abbiamo riscontrato nell'episodio zero, mostrato in anteprima al Courmayeur Noir in Festival, sono due: un protagonista nuovo di zecca, visto che al posto dell'agente Francesco Arca troveremo un improbabile criminale che ha il volto di Pietro Sermonti, e un cane parlante. L'idea alla base della serie è proprio quella di dar voce ai pensieri di Rex che, in quanto pastore tedesco, parla con perfetto accento teutonico.

"All'inizio avevamo dei dubbi ad accettare la regia di Rex. Siamo sempre molto cauti coi nuovi progetti" ci rivela Marco Manetti "ma poi ci siamo chiesti 'Faremmo Rin Tin Tin?' Rex è il Rin Tin Tin dei nostri giorni, è un'icona come Furia e ci siamo divertiti a reinventarlo. Durante la produzione ci è venuta voglia di giocare e abbiamo deciso di fare una serie alternativa. Di solito il cane è la spalla di un poliziotto, noi gli abbiamo dato una voce, lo abbiamo mandato in missione sottocopertura e abbiamo conosciuto i suoi pensieri. Rex è in missione, deve scovare un criminale perciò viene infiltrato come cane da compagnia nella famiglia di un suo parente, un ladruncolo interpretato da Pietro Sermonti. Lui pensa di essere amico di Rex ma, come scopriremo, Rex non è amico suo".

Un lavoro 'da cani'

Un primo piano di Rex in una scena della serie

Il primo impatto con lo stile lavorativo dei Manetti Bros., per Pietro Sermonti, non è stato facile. L'attore ci sembra un po' provato, mentre ci racconta: "Mi sono divertito come un pazzo, ma me la sono anche fatta sotto. I Rex sono due, Aki e Tokyo. Aki è il cane da azione, un adolescente inquieto, mentre Tokyo è il cane da dialogo.L'addestratore mi ha spiegato che vicino a Rex l'importante è non fare gesti bruschi, non alzare la voce e non fissarlo. Nei campi stretti urlavo tutto il tempo, ma nei totali col cane sussurravo, ero terrorizzato perché i cani non recitano. L'addestratore gli insegna che quello con la pistola in mano è il cattivo e devono attaccare. Rex è un cane strasberghiano". Sermonti, però, non ha avuto problemi sono con la componente canina del team. "I Manetti Bros. Girano senza permessi e senza chiedere i blocchi stradali. Un giorno dovevo girare una scena in cui faccio una rapina e poi, pistola e passamontagna addosso, salto in macchina ed entro in strada. Avevo il terrore che mi fermasse la polizia, ma loro mi hanno detto di andare. E poi hanno aggiunto di essere stati arrestati spesso mentre giravano". Visto il gustoso pilot, noi siamo ansiosi di sapere dove e quando potremo vedere Rex Undercover. Interrogato al riguardo, Marco ci dice che "non si sa, è un gioco sperimentale. Noi vorremmo metterlo sul web e vedere che succede, ma per ora abbiamo girato pochissimo. Rex Undercover è difficile da scrivere e per ora abbiamo solo un canovaccio. In programma ci sono 40 episodi, 4 serie da dieci episodi ciascuna. Nella prima serie Rex viene chiamato Billy the Kid, ma ogni proprietario gli darà il nome del suo idolo. Ci piacerebbe salvare Sermonti, ma non sappiamo che fine farà. Però vi posso dire che c'è in programma una storia d'amore. Rex incontrerà una cagnetta doppiata da Serena Rossi e scoccherà la scintilla".

Dal cinema alle webseries

Rex 7: un momento delle riprese della nuova stagione

La voce di Rex è uno degli elementi più esilaranti della serie. "L'idea di farlo parlare non è nostra, ma dello sceneggiatore Federico Favot, che voleva fare una sitcom con la voce fuori campo di Rex" racconta Marco Manetti. "In un primo tempo abbiamo provato a farlo doppiare da un nostro attore, ma il risultato è troppo caricaturale. Allora, per mostrarlo ai produttori tedeschi, l'ho ridoppiato io, ma si sono un po' offesi. Alla fine è stato scelto un attore tedesco che parla italiano. Rex ha assunto un tono molto signorile". Quella tra i Manetti Bros. e le web series è una storia d'amore che va avanti da tempo. "Con Scum - The Web Series, nel 1997, abbiamo creato una delle prime web series europee e abbiamo sempre tenuto d'occhio questo universo. Oggi il cinema punta le web series come un avvoltoio la preda. Io mi auguro che questo mondo rappresenti una fucina di talenti, ma mi auguro anche che i talenti vengano valorizzati per ciò che sanno fare. Il web ha un suo linguaggio, ha il vantaggio di essere fuori dalle logiche dell'audience perciò è molto interessante". Parlando dei progetti futuri i Manetti Bros. Si dimostrano, come sempre una fucina di idee. "Da tempo guardiamo con interesse all'estero" ci dice Marco. "Stati Uniti, e soprattutto Cina. Dovremmo girare un film italo-cinese, ma è ancora in fase embrionale. Abbiamo anche in mente un horror con Pietro Sermonti. Per ora, però, pensiamo alla tv. Dopo Rex, c'è il progetto di riprendere L'Ispettore Coliandro. In più il nostro sceneggiatore Michelangelo La Neve è autore di un fumetto, Sebastian X, che diventerà un film diretto da Martin Campbell e prodotto da Gale Anne Hurd. Ci tenevo a dirlo perché in Italia non se ne è parlato". Sermonti ha, invece, due commedie in uscita nel 2015, "Sei mai stata sulla luna? di Paolo Genovese e Zio Gaetano è morto, un'opera prima di Antonio Manzini. E poi sono coproduttore di una web series sperimentale, la messa in scena di Minimal Musical, lp della cantautrice cantautrice Margherita Vicario. Sono nove pezzi, piccole storie che affideremo a nove registi diversi. Anzi, già che ci sono, Marco, voi siete liberi?"

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