Revenge: commento all'episodio 3x18, Blood

Mentre Emily Thorne e Aiden Mathis si recano a Londra per un breve viaggio nel passato che potrebbe portare alla luce nuovi segreti, Victoria Grayson tenta di ottenere informazioni sulla propria rivale da una sua vecchia conoscenza, l'infido Mason Treadwell.

Il plot
Emily Thorne (Emily VanCamp) si reca a Londra insieme ad Aiden Mathis (Barry Sloane), a casa della madre di Aiden, Harriet (Claire Jacobs); il giovane rivela che da bambino aveva trovato il cadavere di suo padre, morto suicida dopo essere stato costretto a piazzare la bomba sull'aereo che era stato fatto esplodere nel complotto ordito dai Grayson. Intanto, negli Hamptons, Conrad Grayson (Henry Czerny) e Pascal LeMarchal (Olivier Martinez) stanno intraprendendo una furiosa battaglia finanziaria; Pascal vorrebbe sottrarre alla figlia Margaux (Karine Vanasse) la direzione della rivista Voulez, ma alla fine si riavvicina alla ragazza e dimostra di avere fiducia in lei. Charlotte (Christa B. Allen), stuzzicata dal fratello Daniel (Joshua Bowman), inizia a sospettare del comportamento di Jack Porter (Nick Wechsler), e trova un imprevisto alleato in Javier Salgado (Henri Esteve), in rotta con Nolan Ross (Gabriel Mann). Intanto Victoria (Madeleine Stowe), determinata a scoprire le vere intenzioni di Emily, si reca in carcere per visitare Mason Treadwell (Roger Bart) e ottenere informazioni; Emily, messa in allarme, con uno stratagemma riesce a far uscire Mason di prigione. Mentre è in procinto di salire su un aereo e sparire nel nulla con una falsa identità, lo scrittore rivela a Nolan che un reporter al servizio di Pascal, Oscar Chapman, dato per morto, in realtà è ancora vivo e potrebbe fornire loro un importante tassello del puzzle...

Commento all'episodio

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Un episodio estremamente denso, quanto drammaticamente confuso: Blood, capitolo numero 18 di questa terza stagione di Revenge, ha il non facile compito di portare avanti contemporaneamente una quantità incalcolabile di plot, di subplot e di intrecci più o meno bizzarri. Ammettiamolo, non dev'essere semplice gestire una materia narrativa tanto complessa e variegata, con un continuo vai e vieni di personaggi e nuove informazioni che, di volta in volta, si aggiungono a quanto già sappiamo (o crediamo di sapere) sul caso Carke e sulla vicenda del famigerato attentato pseudo-terroristico dal quale tutto ha avuto origine. In questo caso, complice la trasferta londinese di Emily e Aiden, la trama sembra in parte incepparsi e Blood non segna sostanziali sviluppi nel percorso della serie, limitandosi a brevi flashback poco influenti sul passato di Aiden e, dall'altra parte del globo, alla consueta girandola di segreti e bugie che animano le giornate degli abitanti degli Hamptons. Gli autori, inoltre, si ostinano drasticamente ad annoiarci con la barbosa storyline dedicata alla famiglia LeMarchal, all'insulso "Monopoli" fra Pascal e Conrad e alle disgraziate sorti della rivista Voulez (che, per quanto ci riguarda, potrebbe tranquillamente essere destinata alla produzione di coriandoli, con tanti saluti alle inopportune ambizioni editoriali...).

Le new-entry della settimana
Secondo la regola di Revenge, anche in questo episodio abbiamo due new-entry le quali, tuttavia, usciranno di scena prima di subito: si tratta della madre di Aiden, la dolente Harriet Mathis, e di una vecchia conoscenza degli spettatori della serie, ovvero l'irritante scribacchino ficcanaso Mason Treadwell, "ripescato" dalla prigione in cui si era fatto rinchiudere in seguito a un intrigo complicatissimo che sarebbe troppo lungo stare a spiegare nei dettagli (dettagli che, fra l'altro, difficilmente riusciremmo a ricordare con chiarezza). E giusto a proposito di Mason...

I momenti bislacchi dell'episodio

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...Le modalità con le quali il suo personaggio viene, nell'ordine: 1) avvelenato con una crema per il viso, a lui pervenuta in circostanze non meglio definite; 2) dichiarato morto senza che un singolo poliziotto, ma neanche uno, si preoccupi minimamente di capire chi l'abbia ucciso e perché (ma del resto, gli Hamptons di Revenge sono una no man's land in cui la polizia è troppo impegnata a recuperare i gattini sugli alberi); 3) chiuso in un sacco e, anziché sottoposto ad un'auspicabile autopsia, come da rito, portato via a bordo di un furgoncino guidato da Nolan Ross; 4) fatto risvegliare per miracolo con un espediente che non si vedeva dai tempi del filtro dello speziale di Romeo e Giulietta, cioè più di quattro secoli fa; insomma, le suddette modalità fanno conquistare all'intera vicenda di Mason il titolo di subplot più bislacco dell'episodio (e non solo).

What's next?
E dalla prossima puntata in poi, tutti in cerca di Oscar Chapman (chi?), individuo mai sentito nominare prima d'ora ma, a quanto pare, assolutamente fondamentale per fare luce sul mistero che da quasi tre anni tiene banco negli Hamptons (giusto perché fin adesso non c'erano già abbastanza persone coinvolte nell'attentato terroristico più improbabile della storia). Per il resto, non potevamo concludere la recensione di Blood senza congedarci dalla povera Stevie Grayson (Gail O'Grady), alla quale, dopo due decadi di rigorosa sobrietà, sono bastate appena un paio di puntate per rituffarsi allegramente nell'alcol ed essere sbolognata in tutta fretta dal figlio Jack in quel di Los Angeles. Ciao ciao Stevie...

Revenge: commento all'episodio 3x18, Blood
Stefano Lo Verme
Redattore
3.0 3.0
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