Revenge: commento all'episodio 3x14, Payback

Dopo due mesi di pausa, la terza stagione di Revenge ritorna sugli schermi con nuovi intrighi familiari negli Hamptons: la quotidiana guerra in casa Grayson, fantasmi del passato, rese dei conti a fil di spada e perfino un omicidio!

Il plot
Emily Thorne (Emily VanCamp) continua a soffrire di vuoti di memoria e allucinazioni, e inizia a temere per la propria salute mentale. Preoccupata di poter disseminare indizi sulla sua vera identità e sul suo piano per distruggere i Grayson, la ragazza deve occuparsi anche di Aiden Mathis (Barry Sloane), sequestrato da Niko Takeda (Stephanie Jacobsen), la quale è intenzionata a vendicare la morte del padre: il duello fra le due donne si risolve con la vittoria di Emily e la sparizione di Niko. Charlotte (Christa B. Allen) viene assunta da Margaux LeMarchal (Karine Vanasse) presso la redazione di Voulez, mentre casa Grayson viene messa sottosopra dal ritorno di Stevie Grayson (Gail O'Grady), prima moglie di Conrad (Henry Czerny) ed effettiva proprietaria della villa. Come se non bastasse, Victoria (Madeleine Stowe) si trova anche alle prese con la riapparizione di Jimmy Brennan (Brett Cullen), il padre biologico di Patrick Osbourne (Justin Hartley): nel corso di un confronto al vetriolo, Jimmy rimane ucciso per mano di Patrick e Victoria fa sembrare la sua morte un semplice incidente. In attesa di prendere possesso di Grayson Manor, Stevie rivela a Jack Porter (Nick Wechsler) di essere sua madre.

Cosa ci è piaciuto di questo episodio
A quasi due mesi di distanza dal midseason-finale, Hatred, Revenge torna in Tv con un episodio diretto da David Lynch. Ok, non è proprio così (il buon David non è arrivato a tanto), eppure a tratti la puntata Payback sembrerebbe quasi voler emulare i fasti di Mulholland Drive, con la nostra eroina Emily in preda a strane visioni, angoscianti stati di alterazione mentale e soprattutto vittima di improvvisi vuoti di memoria: tanto che, nel corso dei suoi "momenti di blackout", la vendicatrice degli Hamptons rischia di finire a letto con il suocero Conrad (ma no, tranquilli, è stata solo una messa in scena del perfido signor Grayson, benché gli stessi sceneggiatori non abbiano la minima idea dello scopo di tutto ciò), rivela alla prima venuta, tale Stevie Grayson (a proposito, trattasi della prima moglie di Conrad), di voler divorziare da Daniel (Joshua Bowman), e senza volerlo mette a rischio la vita del fido Aiden. Emily come il dottor Jekyll e mister Hyde, insomma? Potrebbe essere una svolta interessante verso nuove frontiere narrative, ma più probabilmente la vicenda si risolverà in una gigantesca e alquanto inverosimile bolla di sapone.

Cosa non ci ha convinto di questo episodio

Revenge 3x14b
Da dove cominciare? Già solo tentare di riassumere le innumerevoli storyline riprese, introdotte o interrotte nell'arco di appena quaranta minuti appare un'impresa a dir poco ardua... e purtroppo, la maggior parte di tali storyline sono quanto di più assurdo e privo di senso questa serie ci abbia mai regalato. Innanzitutto, gli autori di Revenge hanno ben pensato di far sparire in un colpo solo due personaggi appena entrati nella serie, e arrivati al capolinea prima ancora che gli spettatori avessero avuto il tempo di realizzare chi fossero: stiamo parlando di Niko Takeda (sayonara!), che si aggiudica il titolo di new-entry più inutile nella storia di Revenge (o quasi, è una dura lotta), e di Jimmy Brennan, al quale è bastata una "spintarella" da parte del figlio neo-ritrovato per finire riverso senza vita sul pavimento della galleria di Patrick, immerso in un lago di sangue (addirittura? Per una spintarella?!?). Fra gli altri "dettagli" in grado di mettere a dura prova la forza di volontà degli spettatori di Revenge: la palese, ineluttabile, incontrovertibile insulsaggine del personaggio di Charlotte, condannata a gravitare nel microcosmo della serie senza alcun ruolo effettivo, salvo il nostro desiderio di vederla incenerita da un fulmine o data in pasto a una tribù di piraña...

Note a margine
La sequenza dello scontro fra Niko ed Emily, con Aiden legato come un salame alla colonna dell'appartamento e qualche centinaio di candele disposte per tutta casa (sul serio? Candele?!?), somiglia pericolosamente a una bislacca parodia del duello fra Uma Thurman e Lucy Liu in Kill Bill: Volume 1. E il dispiegamento di candele in quantità industriale è davvero troppo assurdo perfino per una serie come Revenge...

What's next?

Revenge 3x14c
"Jack, io sono tua madre": no, non è una parodia del dialogo fra Darth Vader e Luke Skywalker ne L'impero colpisce ancora, ma la "bomba" sganciata con la più estrema disinvoltura da Stevie Grayson, in conclusione dell'episodio, di fronte a un inebetito Jack Porter (no, in realtà non era inebetito, quella è la sua perenne espressione). Da qui in poi, impossibile immaginare cosa possa scatenarsi nei prossimi episodi di Revenge: con Emily in piena fase di scissione della personalità in salsa lynchiana, Victoria impegnata a nascondere il secondo (!) omicidio commesso dal suo degno primogenito Patrick (altro che Norman Bates) e Stevie Grayson in procinto di darle battaglia con le unghie e con i denti per il possesso della villa di famiglia, non ci resta altro che prepararci al peggio...

Revenge: commento all'episodio 3x14, Payback
Stefano Lo Verme
Redattore
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