Regal Academy Fairytale Party: quando le fiabe prendono vita

È stato un evento davvero unico quello che ha visto la suggestiva Rocca di Gradara trasformarsi nella Regal Academy dell'omonimo cartoon di Rai YoYo. Noi c'eravamo!

Avere l'occasione di incontrare dal vivo i propri beniamini televisivi o cinematografici può rivelarsi un'esperienza davvero indimenticabile per i piccoli spettatori. Tanto più se, a materializzarsi davanti ai loro occhi in carne e ossa sono i protagonisti animati che, per un anno intero, hanno tenuto loro compagnia sul piccolo schermo.
È proprio quello che è successo a tutti i fortunati fan del cartoon Regal Academy, che nel weekend tra il 2 e il 4 giugno hanno potuto partecipare all'evento Regal Academy Fairytale Party, organizzato da Rainbow nella fiabesca cornice del Borgo di Gradara (provincia di Pesaro e Urbino (in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Gradara e Gradara Innova). Un luogo davvero magico che, per la sua storica e solenne bellezza, è stato spesso utilizzato dal nostro cinema come "set naturale".

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Regal Academy Fairytale Party: intrattenimento e cultura

Per tre giorni la celebre location medievale del Castello "di Paolo e Francesca", con il suo incantevole borgo, si è "magicamente" trasformata nell'accademia per futuri eroi delle favole, popolandosi di personaggi del cartone animato nato dalla fantasia di Iginio Straffi e prodotto dalla sua Rainbow. Un connubio perfetto di intrattenimento per i più piccoli e di visita culturale per tutta la famiglia, in cui anche noi abbiamo avuto la possibilità di immergerci, insieme ad altre 10mila persone che hanno partecipato nel corso dei tre giorni. Come la simpatica Rose, protagonista di Regal Academy, tutti i bambini hanno potuto così - metaforicamente - attraversare quel magico portale che unisce la realtà con il mondo delle favole, per interagire con i professori dell'accademia per aspiranti eroi.

Il programma prevedeva un percorso a tappe, lungo le quali Nonno Ranocchio, Nonna Cenerentola e tutti gli altri autorevoli insegnanti proponevano ai giovanissimi studenti delle prove a tema. Ecco allora il corso di pozioni da portare a termine insieme a Nonno Ranocchio, quello di ballo, tenuto da una elegantissima Nonna Cenerentola o quello d'arte, diretto con passione da Nonna Bella. E poi, ancora, le emozionanti lezioni di tiro con l'arco guidate da Nonna Ventaglio di Ferro, quelle di formule magiche di Nonna Biancaneve e Mago Merlino, il quiz di Storia delle favole di Nonna Raperonzolo, o le prove tecniche e manuali di costruzione di draghi tenute da Nonno La Bestia.

Un vero e proprio curriculum accademico da costruire passo dopo passo, girovagando e perlustrando i meravigliosi edifici storici e gli splendidi giardini nascosti del Borgo di Gradara. Obiettivo: raccogliere tutti i timbri necessari per attestare la propria preparazione e ritirare, alla fine del tour, il diploma in Eroe delle Favole. Dopo aver incontrato tutti i nonni delle favole, non poteva mancare l'occasione di vedere dal vivo anche i giovani allievi, protagonisti del cartoon di Rai YoYo. Ecco allora un live show, allestito nello spazio esterno, adiacente alla Rocca, con musica e balli interpretati da Rose Cenerentola, Astoria Raperonzolo, Hawk Biancaneve e tutti gli altri personaggi di Regal Academy. La loro missione: riuscire a realizzare la pozione in grado di portare l'estate nel regno.

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Rainbow: storia di un successo tutto italiano

Un'idea tanto originale quanto ambiziosa, quella di ricreare una sorta di città a tema all'interno di un vero borgo, affacciato sulla riviera adriatica ed espressione della bellezza storica e culturale del nostro Paese. Iniziativa che rientra perfettamente in quell'ottica di business tipico dell'industria dell'entertainment "americana-disneyana", che la casa di produzione marchigiana ha saputo far proprio, declinandolo in una chiave tutta italiana.
Non è un caso, infatti, se in meno di un quarto di secolo, la Rainbow si è trasformata nel più grande studio di animazione d'Europa, creando brand e successi di portata internazionale (da Winx Club alle varie declinazioni nel merchandising e nel parco Rainbow Magicland) e permettendo così all'Italia di guadagnare nuova credibilità anche all'estero.

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Gradara e il cinema: un sodalizio perfetto

Non stupisce affatto che il cinema abbia scelto spesso la Rocca di Gradara e il suo borgo come scenografia naturale per le sue storie in costume, ambientate, soprattutto, in epoca medioevale e rinascimentale. Con le sue viuzze, i suoi scorci architettonici, le sue torri e i suoi edifici storici (il nucleo centrale risale al XII secolo), questa suggestiva location "dipinta" sulle colline marchigiane è, infatti, diventata il set di svariate pellicole, soprattutto nella prima metà del '900. Da Condottieri, diretto nel 1937 da Luigi Trenker, che narra le gesta del condottiero Giovanni Medici, fino ai più recenti e scanzonati film del filone vacanziero: Stesso mare stessa spiaggia di Angelo Pannacciò e Yesterday - vacanze al mare di Claudio Risi, girati negli anni '80. In questo arco temporale la Rocca fu scelta anche dall'americano Henry King per il suo Il principe delle volpi (1949),con Tyrone Power nel ruolo del fittizio Andrea Orsini, che non si vuole sottomettere al dominio di Cesare Borgia (Orson Welles). Oltre alla Rocca di Gradara per il film furono scelte diverse location del Centro Italia e fu ricostruita una Ferrara medioevale a Cinecittà.

Non poteva certo mancare nell'elenco un film dedicato a due degli amanti più celebri della nostra storia e letteratura, che proprio a Gradara consumarono il loro amore: Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. A rivisitare la loro vicenda fu Raffaello Matarazzo con Paolo e Francesca, che sfruttò il set originale della Rocca per raccontare l'intrigo amoroso, reso celebre da Dante Alighieri nel V canto dell'Inferno della sua Divina Commedia. E a proposito di cinema, proprio in questi mesi (fino al 10 settembre) la Rocca di Gradara ospita un evento unico: la ricostruzione del set di Vanina, film che Roberto Rossellini girò tra queste mura nel 1961, rivisitando il romanzo Vanina Vanini di Stendhal. Nei panni dell'aristocratica romana, innamorata di un affiliato della Carboneria, c'era Sandra Milo, in un intreccio di melodramma e cronaca sullo sfondo della Roma di inizio '800. Oggi è possibile ritrovare quell'immaginario neorealista, osservando da vicino anche foto di scena e provini di Vittorugo Contino, abiti disegnati da Danilo Donati e il raro vinile della colonna sonora composta da Renzo Rossellini. Una scusa in più per una visita in un luogo, che, come molti del nostro Bel Paese, tutto il mondo non può far altro che invidiarci...

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