Recensione Un Natale stupefacente

Non è il film di Lillo & Greg definitivo, ma c'è molto del loro repertorio nella storia, e nonostante le solite pochezze e banalità tipiche del retaggio del franchising, ma in generale riscontrabili nella commedia nostrana, con i due si ride molto e a prescindere.

Recensione Un Natale stupefacente
Un natale stupefacente

2014 – Commedia
2.7 2.7

Cinepanettone si cambia, dunque. Un twist a dire la verità già cominciato due anni fa con Colpi di fulmine e proseguito lo scorso anno con Colpi di fortuna: esaurite le location esotiche e le piste da sci, soprattutto la flessione al botteghino ha spinto i produttori a cercare un rinnovamento nello stile e nel registro. Al di là della formula ad episodi, con i due titoli precedenti è iniziata una virata verso i toni più leggeri e meno beceri della commedia più classica, archiviando definitivamente gli smutandamenti, le corna e le scorregge.

Alfieri di questo restyling si sono rivelati Lillo & Greg, con il loro due episodi che da soli valevano praticamente il prezzo del biglietto: due episodi che funzionavano semplicemente perché era la storia ad essere stata pensata e adattata al loro tipo di comicità e non viceversa, senza doversi spersonalizzare e adeguare ai canoni e alle banalità classiche del cinepanettone (come successo invece a Luca e Paolo, immediatamente archiviati). Congedato definitivamente Christian De Sica, il successo dei due episodi di Lillo & Greg ha convinto quindi Aurelio De Laurentiis a puntare decisamente su di loro per completare l'opera di rinnovamento e la trasformazione iniziata due anni fa.

Cinepanettone 2.0

Un natale stupefacente: Lillo e Greg ballano

Non a caso a prendere il timone in regia, dopo l'addio di Neri Parenti, è stato promosso Volfango De Biasi, già autore dello script dei due episodi precedenti di Lillo e Greg. In effetti, nonostante i due non firmino la sceneggiatura, il loro apporto in questo senso è evidente come l'intento dell'autore di costruire una storia adatta alla loro verve e dove funzioni il loro tipo di comicità: nel film troviamo molto del repertorio della coppia e anche del Latte e i suoi derivati, comprese le musiche firmate da Greg. Quindi sicuramente coerente e dichiarato l'intento di puntare su di loro, così come quello di cercare di costruire una film che non fosse solo comico ma anche una commedia, lavorando sui personaggi, sulle situazioni di raccordo tra una battuta e l'altra, cercando di dare un dimensione alla storia. Una dimensione ovviamente dai toni surreali e leggeri che sono quelli che Lillo & Greg amano e a cui si ispirano: quelli della screwball comedy di Steve Martin, quella demenziale dei fratelli Zucker o degli inglesi Monty Python, da dove attingono molto del repertorio. In questo senso, anche la scelta di abbandonare la formula a episodi, più orientata verso la gag avulsa dal contesto, per la storia unica alla ricerca di un ritmo più cadenzato, è sicuramente sintomatica.

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Tra nuovo e vecchio

Un natale stupefacente: Ambra Angiolini con Lillo e Greg in una scena del film

Dunque la cosa funziona? Abbastanza. Sicuramente rappresenta un altro passo avanti, con una storia che alla screwball comedy si ispira e i cui canoni contemporaneamente prova a prendere in giro, in maniera leggera e senza prendersi mai sul serio. Si vede il tentativo di cercare una struttura narrativa che vada oltre la serie di singole battute e anche un certo lavoro sui personaggi. Da tenere presente comunque che è sempre il film di Natale con Lillo & Greg, e non il film di Lillo & Greg: il faut faire attention, perché nonostante la volontà di rottamazione e di rinnovamento cui bisogna rendere atto, purtroppo i difetti e le banalità nell'impianto non mancano e Un Natale stupefacente non è purtroppo scevro di quel pressapochismo provinciale che caratterizza la commedia nostrana rivolta alle masse. Scelte di sceneggiatura incomprensibili, magari condizionate dall'immancabile product placement: non si spiega altrimenti la scena improbabile della discoteca, l'educazione sentimentale del bambino da parte dello zio Greg sarebbe stata più credibile e riuscita in qualunque altro contesto festaiolo. Con un po' più di cura e di coerenza ed eliminando superflui retaggi del vecchio corso si potrebbe veramente ambire ad una confezione dal profilo appena più in linea con un prodotto internazionale (il finale strizza l'occhio a L'erba di Grace), cosa che per ora rimane puramente velleitaria. John Landis poteva permetterselo lo scimmione arrapato in Una poltrona per due, qui la mano è ancora troppo greve per poterci propinare la love story col caprone.

Lillo & Greg e i loro derivati

Un natale stupefacente: Ambra Angiolini con Lillo e Greg in una scena

Fermo restando che trasferire la loro comicità dal teatro al cinema in un storia lunga che non abbia inevitabili pause o momenti meno riusciti non sia necessariamente cosa facile, alla fine con Lillo e Greg per ridere si ride; considerando pure che Lillo è un vero e proprio guilty pleasure che come si dice "fa ridere solo a guardarlo". I siparietti con i due assistenti sociali dalla confusa identità sessuale che li vogliono convincere a dubitare della loro sono irresistibili, così come i loro momenti nonsense e la varie supercazzole valgono da soli il prezzo del biglietto. Quello che veramente si nota di diverso dalla precedenti edizioni, è soprattutto il lavoro attoriale del tutto inusuale per questo tipo di pellicola, dove fino ad ora il casting era fatto di nomi intercambiabili in una serie di ruoli piuttosto anonimi: i comprimari di questa pellicola sono tutti caratteristi straordinari che al di là della semplicità della storia riescono a tratteggiare dei caratteri riusciti e altrettanto divertenti: già detto della coppia inconsciamente gay di Francesco Montanari e Riccardo De Filippis, sono bravissimi sia la massaggiatrice in crisi di mezza età Paola Minaccioni, che il tatuatissimo tatuatore coatto Paolo Calabresi. La sorpresa (ma è più una conferma) vera è Ambra Angiolini, trasformata nella (moltissimo) sexy e molto divertente Genny, che svela doti comiche e una spontaneità davvero notevoli.

Un natale stupefacente: Ambra Angiolini con Greg e Paolo Calabresi in una scena

Conclusione

Non è il film di Lillo & Greg definitivo, ma c'è molto del loro repertorio nella storia, e nonostante le solite pochezze e banalità tipiche del retaggio del franchising, ma in generale riscontrabili nella commedia nostrana, con i due si ride molto e a prescindere. Grazie anche ad un brillante cast di contorno e a dei personaggi divertenti che vanno oltre la semplice macchietta.

Alessandro Antinori
Redattore
2.5 2.5
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