Recensione Un amico molto speciale (2014)

Film natalizio francese in arrivo sui nostri schermi dai produttori di Quasi Amici. Nella bagarre di uscite a ridosso delle feste, una commedia per famiglie nemmeno troppo scontata: la magia del Natale nell'improbabile storia di un ladro di appartamenti e di un ragazzino che lo crede Babbo Natale, a zonzo sui tetti di Parigi più magica e illuminata che mai.

Recensione Un amico molto speciale (2014)
Un amico molto speciale

2014 – Commedia
2.9 2.9

E' la notte di Natale è tutto può succedere. Anche che il piccolo Antoine (Victor Cabal) di sei anni, veda piombare come per magia sul suo balcone proprio Babbo Natale (Tahar Rahim). Peccato che sotto il costume si nasconda invece un ladro che ha scelto proprio la notte della vigilia per svaligiare gli appartamenti dei quartieri alti di Parigi. Ma il piccolo è da tutta la vita che sogna di incontrare il ciccione vestito di rosso e fare un giro sulla sua slitta, per cui talmente grande é lo stupore e la voglia di crederci che per il bambino non ci sono dubbi che quello sul suo terrazzo sia proprio il vero Père Noël.

Nonostante il ladro cerchi di sbarazzarsi in tutti i modi del ragazzino, questo gli si mette alle calcagna e non intende mollarlo con l'idea fissa di diventare il suo assistente e di aiutarlo a trovare l'oro che farà da carburante per l'agognato giro in slitta. Il ladro all'inizio riluttante trova invece il modo di sfruttare Antoine e le sue doti di scalatore e lo mette ben presto al lavoro: i due formeranno un'improbabile coppia, un finto Babbo Natale e un aiutante quasi meglio di un vero elfo, che scorrazzano armati di corda e lanterna sui tetti di una illuminatissima Parigi più magica che mai. E tutti e due scopriranno la vera magia del Natale.

La magia del Natale

Un amico molto speciale: Tahar Rahim con Victor Cabal sui tetti di Parigi in un momento del film

La notte di Natale passata sui tetti di Parigi insieme a Babbo Natale: c'è niente di più magico? Una favola moderna, una commedia che gioca con la simbologia del Natale. Il ladro finge di essere Babbo Natale e nomina il bambino suo aiutante e questo fa di lui un folletto, il delinquente che lo minaccia è l'uomo nero, l'oro che ruba serve da motore per la slitta. Il babbo bastardo manipola il ragazzino per i suoi obiettivi, ma così facendo trasforma i suoi sogni in realtà, rende vero e reale il mondo di Babbo Natale e la sua magia, e regala al piccoletto la notte che tutti i bambini desiderano. E il miracolo di Natale stavolta è più vero di quanto si possa immaginare, con i due protagonisti che usciranno entrambi cresciuti alla fine della nottata. E' questa la magia del Natale in fondo. La poesia del bambino che vuole incontrare su una stella il padre che ha perduto e per farlo ha bisogno della slitta e delle renne, contagia presto il ladro dal cuore d'oro e anche gli spettatori, piccoli ma anche grandi stavolta, grazie anche ad uno stile visivo piuttosto originale e alla colonna sonora accattivante e coinvolgente.

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Sui tetti di Parigi

Un amico molto speciale: Tahar Rahim in una scena del film col piccolo Victor Cabal

Fotografato splendidamente, il film regala una Parigi davvero magica, con la Tour Eiffel e gli Champs Elysees illuminati che non hanno nulla da invidiare alla mille luci della New York natalizia di tante commedie hollywoodiane. Pochi dubbi ormai sulla capacità dei francesi di produrre intrattenimento di buon livello e soprattutto in confezione di lusso da esportazione, e non a caso qui i produttori sono gli stessi di Quasi amici. Colpiscono sempre soprattutto la cura degli aspetti tecnici e la professionalità nei dettagli che danno ogni volta la sensazione di assistere, al di là della sostanza, ad un film di un livello comunque sopra la media; oltre naturalmente alla capacità di raccontare storie dai contenuti anche tradizionali senza necessariamente scadere nel cliché o nel luogo comune. Anche in questo caso, nonostante si tratti di una commedia natalizia per famiglie, il film non rinuncia ad una sua originalità di forma e contenuti che regala qualcosa di più di quello che il titolo lascerebbe presagire.

Tutto in una notte

Al di là delle suggestioni della Paris by night (e non è una notte qualunque ma è quella di Natale), il film comunque commuove e diverte, oltre ad avere il non trascurabile pregio di una durata finalmente contenuta che non lascia il tempo di annoiarsi troppo. Soprattutto si avvale di due protagonisti molto bene assortiti: Tahar Rahim che si cimenta per la prima volta nella commedia, ha la faccia da schiaffi giusta per il ruolo del finto Babbo Natale, in fondo quasi buono come quello vero, uno sbandato con l'animo di un bambino che ancora non ha preso in mano la sua vita. La parte del leone la fa però lo straordinario ragazzino Victor Cabal, irresistibile nella sue espressioni e nella sua spontaneità, incrollabile nella sua fede in Babbo Natale e nella voglia di credere nel suo mondo: nella speranza che il doppiaggio non lo renda troppo petulante, la sua è davvero l'eccitazione che hanno tutti i bambini durante la notte di Natale. Tutto in una notte dunque, come il vecchio film di John Landis, una notte dove tutto può succedere, anche di affezionarsi ai due protagonisti e alle loro peripezie sui tetti di Parigi, e con la voglia anche noi, di tornare a credere a Babbo Natale, anche solo una volta all'anno.

Un amico molto speciale: Tahar Rahim insieme a Victor Cabal in una scena

Conclusione

Commedia per famiglie di stampo tradizionale, una favola moderna che gioca con la simbologia del Natale e riesce a divertire, a commuovere e non annoiare, grazie anche al minutaggio contenuto. Meno scontata del solito, grazie ad uno stile visivo piuttosto originale, ad una colonna sonora coinvolgente e due protagonisti bene assortiti. E poi Parigi, illuminata e magica come non mai. D'altronde, è sempre la notte di Natale.

Alessandro Antinori
Redattore
3.0 3.0
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