The Moth Diaries

2011, Horror

Recensione The Moth Diaries (2011)

Sensi di colpa, gelosie, confusione tra sogno e realtà, paranoia adolescenziale fanno da sfondo a questa inefficace storia di maturazione raccontata attraverso la metafora vampiresca in un modo del tutto banale.

La falena dalle ali spezzate

Nel dichiarato tentativo di reinventare il genere horror e raccontare storie allo stesso tempo emotivamente coinvolgenti e paurose, la regista canadese Mary Harron, qui al suo quarto lungometraggio dopo Ho sparato a Andy Warhol, American Psycho e La scandalosa vita di Bettie Page, dirige The Moth Diaries, un film pseudo-televisivo per il cinema assai poco originale che non riesce mai a volare alto nonostante le potenzialità della storia, nata dalla penna della scrittrice Rachel Klein, autrice dell'omonimo romanzo nel 2002.

The Moth Diaries: Sarah Gadon in una sequenza del film
La storia è ambientata in un collegio femminile americano e narra le vicende di Rebecca, una sedicenne rimasta sola con la madre dopo il suicidio di suo padre, celebre scrittore e poeta. Al ritorno dalle vacanze estive la ragazza ritrova le sue amiche più care e l'amorevole Lucy, l'amica del cuore. Nella scuola però ci sono anche nuovi arrivi tra cui Ernessa, statuaria e misteriosa europea che sembra essere molto simpatica alla sua amica. Mentre Ernessa si fa sempre più strada nel cuore di Lucy, Rebecca sviluppa nei suoi confronti un'insana gelosia che si trasforma in paranoia quando iniziano ad aver luogo strani incidenti. Rebecca si sta infatti convincendo del fatto che Ernessa sia in realtà la reincarnazione della vampira Carmilla, personaggio della letteratura gotica inglese, protagonista del romanzo suggerito durante una lezione dal fascinoso professor Davies. D'altronde gli indizi ci sono tutti: Ernessa è magra, emana cattivo odore, è sempre pallida e triste ma quel che è più sospetto è che non mangia mai. Nel frattempo i rapporti con Lucy si fanno sempre più difficili anche a causa di un evidente deperimento fisico che la ragazza sta subendo senza apparente motivo. Dopo aver perso una ad una le sue compagne di scuola, Rebecca capisce che è arrivato il momento di affrontare la presunta succhiasangue a tradimento a viso aperto, con il rischio di far degenerare la situazione e mettere in pericolo la vita di Lucy...

Lily Cole e Sarah Bolger in un'ineuitante scena dell'horror femmibile The Moth Diaries
Variazione sul genere vampiresco pressoché inutile e poco incisiva nonostante la bellissima ambientazione ed un cast di bravissime giovani attrici a disposizione. Sensi di colpa, gelosie, confusione tra sogno e realtà, paranoia adolescenziale fanno da sfondo a questa inefficace storia di maturazione raccontata attraverso la metafora vampiresca in un modo del tutto banale. Un po' fiaba nera, un po' ghost-story e un po' teen horror,The Moth Diaries è un'opera che non osa mai, svogliata e fredda, che strizza l'occhio ai classici argentiani e ad alcuni capolavori come Picnic ad Hanging Rock e Carrie - Lo sguardo di Satana, scritta in maniera superficiale e senza mordente su personaggi piatti che avrebbero meritato ben altra introspezione. Pochi brividi, poca lucidità, molta noia.

Recensione The Moth Diaries (2011)
Luciana Morelli
Redattore
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