The Art of the Steal

2013, Commedia

Recensione The Art of the Steal (2013)

Le due star Kurt Russell e Matt Dillon sono i protagonisti di un divertente film a base di truffe e inganni girato dal canadese Jonathan Sobol sullo stile del primo Guy Ritchie. Il film arriva direct to video con un blu-ray tecnicamente ottimo. Buoni anche gli extra.

The Art of the Steal

2013 – Commedia
2.5 2.5

Crunch Calhoun (interpretato da un piacevolmente stropicciato Kurt Russell) è uno scapestrato stuntman, un temerario motociclista acrobatico che si dedica però anche al furto di opere d'arte. Appena uscito di prigione, riprende a lavorare con le sue spericolate acrobazie, ma si rende conto che causa i tanti acciacchi e l'età avanzata, non potrà durare a lungo a fare quell'attività. Pertanto decide di rimettersi in gioco e di fare il colpaccio che cambia la vita: per questo rimette assieme il vecchio team assieme all'inaffidabile fratello Nicky (Matt Dillon), proprio quello che qualche tempo prima, tradendolo e spifferando il suo nome, lo aveva costretto a trascorrere cinque durissimi anni nelle carceri polacche.

La missione è quella di rubare un preziosissimo libro antico dall'inestimabile valore. Arruolato un giovane apprendista e ricomposta la sua vecchia squadra, Crunch organizza nel dettaglio il furto. Il colpo ha successo ma l'appetito vien mangiando e il gruppo, sotto il consiglio di Nicky, è deciso a non accontentarsi e osare ancora di più. Ma la diffidenza fra i due fratelli complicherà le cose. E anche i singoli componenti della banda sembrano avere ognuno una propria idea per sfruttare al meglio la situazione. Intanto un bizzarro membro dell'Interpol, aiutato da un falsario costretto a collaborare, bracca da vicino tutto il gruppo.

Inganni, controinganni e tanta ironia

Kurt Russell in The Art of the Steal

Presentato al Festival di Toronto 2013, scritto e diretto dal canadese Jonathan Sobol, con protagonisti, oltre alle citate star Kurt Russell e Matt Dillon, anche Jay Baruchel, Chris Diamantopoulos e Terence Stamp, adesso The Art of the Steal è arrivato in Italia direttamente in homevideo. Un'occasione per scoprire un film divertente e frizzante, che guadagna onorevolmente il suo posto nelle decine di film dedicate a truffe, inganni e controinganni, grazie soprattutto a una costante e piacevolissima ironia che permea i personaggi e tutta la vicenda.

Certo, emergono qua e là anche i temi di fratellanza, onore e vendetta, ma la sensazione è che Jonathan Sobol qui volesse soprattutto far divertire, tenendo il piede sul pedale della leggerezza e immergendo con sagacia dosi piccole ma costanti di ironia in un contesto serio come quello dei furti di opere d'arte, sostituite poi da copie confezionate da abilissimi falsari. La parte più convincente del film è proprio il gioco di realtà e inganno, falso e verità: è un continuo gettare fumo negli occhi tanto che a un certo punto non si sa se i pezzi d'arte nella scena, siano essi quadri o libri antichi, siano quelli veri o delle copie perfette. Parallelamente, della variegata e simpatica truppa di imbroglioni protagonista della storia, non si sa chi sta facendo sul serio e chi sta ingannando chi. Il tutto reso più vivace da uno stile esuberante che ricorda i fumetti e i videoclip, con grafiche e scritte sulle immagini, nonché un suggestivo inserto in bianco e nero. Insomma un'atmosfera che ricorda alcuni film del primo Guy Ritchie, tipo Lock & Stock - pazzi scatenati e Snatch - Lo strappo.

Di chi si può fidarsi per davvero?

Una scena di The Art of the Steal

Il problema è la fiducia: di chi si può fidarsi per davvero? Come dice il protagonista, in un mondo di imbroglioni, si può sopravvivere solo grazie alla fiducia. È questo il tema attorno al quale gira tutto il film, che si affida a buoni colpi di scena e ribaltamenti improvvisi, fino all'ultima scena. E in fondo risulta un prodotto piacevole e divertente, anche se senza particolari pretese. Certo, il rovescio della medaglia è che chi si aspetta un thriller d'azione, si ritrova praticamente immerso nella leggerezza di una commedia, con alcuni passaggi che procedono in maniera fin troppo disinvolta. Insomma, talvolta l'impressione è che il film si prenda davvero troppo poco sul serio, e se anche i momenti potenzialmente forieri di tensione prendono la strada dell'assurdo e della gag esilarante, qualcosa inevitabilmente alla lunga finisce per stonare pur nel contesto di una buona esecuzione d'orchestra. E a proposito di interpretazioni, Kurt Russell con le sue irresistibili smorfie e la sua simpatia sembra adattissimo al personaggio di Crunch. Matt Dillon francamente è difficilmente credibile come suo fratello, ma del resto i due vestono i panni di due uomini davvero agli antipodi per carattere e comportamento, per cui la diversità fisica in qualche modo ci sta. Efficace anche anche il cast di contorno.

Il Blu-ray: video appagante, solo lievi flessioni

Kurt Russell in The Art of the Steal

The Art of the Steal è arrivato come detto direttamente in homevideo, ed è disponibile anche in alta definizione grazie al blu-ray targato Sony e distribuito da Universal. Il video è di buon livello e l'aspetto che colpisce maggiormente è un dettaglio quasi sempre incisivo ed efficace su tutti gli elementi in scena. Il quadro, oltre che pulito, è compatto e nitido, con la sola pecca di risultare a volte un po' troppo digitale portandosi appresso una leggera sensazione di piattezza e artificiosità. Ma poco altro si può imputare a un video che sfoggia anche un croma di ottimi livello con colori vivaci: qualche lieve flessione si registra nelle iniziali scene nella prigione polacca, che appaiono un po' opache, e in un nero che a tratti sembra un pelo alto oltre che lievemente rumoroso. Per il resto la visione scorre via liscia e appagante, i primi piani sono naturali e ben dettagliati, ma anche da ambientazioni e abbigliamento emergono sempre molti particolari.

Audio lossless ricco di effetti, buoni gli extra

The Art of the Steal: la locandina del film
Totale 8
Video 8
Audio 8.5
Extra 7

Per quanto riguarda l'audio, bisogna salutare con favore la presenta di una traccia italiana in DTS HD, che quindi, a parte la naturalezza dei dialoghi, può giocarsela quasi alla pari con il lossless originale inglese. Grazie anche alla ricchezza sonora di molte scene, la sensazione di spazialità è sempre presente in modo accentuato, grazie a un utilizzo dell'asse posteriore piuttosto incisivo. Oltre ai rear, costantemente in appoggio al fronte anteriore, anche il sub ha varie occasioni per dimostrare i suoi muscoli. Tra effetti ambientali, trovate grafiche e colonna sonora, il coinvolgimento è quindi ottimo con lo spettatore che si ritrova sempre al centro della scena, circondato da effetti non solo nei momenti più tranquilli grazie ai piccoli tocchi ambientali, ma soprattutto nei momenti più concitati, su tutte le spettacolari scene dell'inseguimento in moto. In questo contesto, i dialoghi restano sempre chiari e precisi. Buoni anche i contenuti speciali, a partire dal commento audio del regista Jonathan Sobol e del produttore Nicholas Tabarrok. A seguire un robusto making of di quasi 30 minuti nel quale gli interventi di cast e troupe si alternano alle riprese sul set, un breve dietro le quinte di 6' e infine il backstage della sequenza di flashback del film, quella sul furto della Gioconda (5')

Conclusioni

The Art of the Steal è una leggera incursione nel mondo delle truffe e degli inganni, che grazie a uno script brillante e a un ottimo cast, diverte e funziona, pur non prendendosi troppo sul serio. Tecnicamente ottimo il blu-ray, dotato anche di buoni extra.

Recensione The Art of the Steal (2013)
Antonello Rodio
Redattore
3.5 3.5
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