Super

2010, Commedia

Recensione Super (2010)

Una commedia nera ferocissima e disturbante, un carosello satirico che racchiude metaforicamente tutte le contraddizioni dell'umanità in un solo personaggio, una sorta di freak in cerca di vendetta per la sua condizione.

Un supereroe come Dio comanda

Dopo essere stato abbandonato dalla moglie Sarah per un gangster spacciatore psicopatico, Frank cade in depressione. Il matrimonio con la splendida donna di cui si era follemente innamorato qualche anno prima, un'ex-tossicodipendente dal passato burrascoso, era infatti l'unica gioia che Frank aveva avuto dalla vita, l'unica per la quale valesse la pena affrontare e cercare di superare le tante umiliazioni e le piccole grandi difficoltà del vivere quotidiano. In un primo momento prova a negare l'evidenza, arrivando persino a denunciare il rapimento della donna alla polizia, ma poi giunge il momento di arrendersi alla cruda realtà di essere stato lasciato. Da qui il passo verso la follia è breve perchè in una delle tante visioni notturne che lo accompagnano da quando è ragazzino, Frank incontra la lucente mano di Dio che lo trasformerà in un prescelto, un uomo che dovrà compiere una missione per ripulire il mondo dai cattivi. Suggestionato da una serie di telefilm, con protagonista una specie di vendicatore divino vestito di giallo, trasmessi sull'emittente cattolica via cavo, Frank capisce di dover prendere in mano la situazione e inventarsi una seconda identità. Alla ricerca di ispirazione in un negozio di fumetti, si imbatte in Libby, un'annoiata e sboccata commessa appassionata di supereroi, l'unica persona che sembra essere sulla sua stessa lunghezza d'onda e capirlo fino in fondo. Così con una tuta rossa cucita a mano, una chiave inglese e una ferocia mai vista prima, Frank si trasforma in Crimson Bolt, un giustiziere che si aggira per le strade alla ricerca di qualche criminale da castigare. Ma ogni supereroe che si rispetti ha un assistente e così Libby diventa Boltie, una zelante piccola supereroina esaltata e un po' schizzata che lo aiuterà nella sua missione punitive in quella di salvare la moglie dalle grinfie dei suoi aguzzini. Le regole sono le stesse da sempre: non si scippano le vecchiette, non si molestano i bambini, non si fa uso di droghe e non si spaccia, non si graffiano le automobili e, cosa importantissima, si devono rispettare le code. Chi le infrange dovrà vedersela con la chiave inglese di Crimson Bolt!

Video-recensione Super


Rainn Wilson ed Ellen Page in Super
Sceneggiatore di punta della nuova Troma Entertainment (Tromeo and Juliet), la casa di produzione e distribuzione indipendente americana storicamente nota per i suoi B-movie low-cost tra il surreale e il trash-splatter, James Gunn arriva all'esordio dietro la macchina da presa nel 2006 con il divertentissimo horror fantascientifico Slither. Ma ancor prima dell'inizio della lavorazione del film, Gunn aveva pensato al soggetto di Super, spinto dalla voglia di dimostrare di non essere solo in grado di scrivere ma anche di dirigere un film. Destinata a diventare un cortometraggio di iniziazione, l'idea al centro di Super viene ampliata sempre di più da Gunn fino a trasformarsi in un film vero e proprio incentrato sul rapporto di un uomo qualunque, fragile e sfortunato, con Dio e con le brutture del mondo.
Alla fine dei conti è proprio di questo che viene raccontato in Super, il viaggio di un uomo come tanti, avvilito dal suo essere mediocre, alla ricerca di un modo per adempiere al suo rapporto con Dio senza tener conto di quanto folle, violento e moralmente discutibile questo possa sembrare agli occhi degli altri.

Ellen Page in una scena di Super
Super racconta attraverso lo sguardo ingenuo e disincantato di un appassionato di fumetti, una storia d'amore tragicamente comica, e lo fa oltrepassando spesso i limiti del buon gusto con un solo intento: quello di raffigurare il mondo, le relazioni sentimentali e i rapporti umani (e con Dio) in tutta la loro grottesca assurdità. Il risultato è una commedia nera ferocissima e disturbante, un carosello satirico che racchiude metaforicamente tutte le contraddizioni dell'umanità in un solo personaggio, una sorta di freak in cerca di vendetta per la sua condizione;
Un film che analizza profondamente il concetto di solitudine, un'opera audace a tinte fortissime che sfida lo spettatore ad andare oltre, a non fermarsi alle apparenze. Si ride, e molto, ci si diverte e si segue con interesse il percorso del protagonista senza mai perdere il filo grazie alle invenzioni geniali di Gunn e alle straordinarie interpretazioni di Rainn Wilson, strepitoso nei panni di Frank, e di Ellen Page in un ruolo folle e profondamente dark che sembra esser stato pensato apposta per lei. Ma usciti dalla sala la sensazione è quella di essere stati inghiottiti dal baratro di inquietudine portato sul grande schermo da Gunn. Il suo addestramento alla Troma si percepisce, lo stile con cui egli miscela le animazioni, i fumetti, i costumi, i personaggi e le scenografie è pressoché inconfondibile.
Tutti vi innamorerete di Crimson Bolt e dello schizofrenico Frank, un eroe tragico e infallibile che alla fine dei conti, nel film, mette in pratica, con una violenza inaudita e reiterata, quello che tutti noi, nel nostro piccolo e almeno una volta nella vita, abbiamo avuto il desiderio di fare al cattivo di turno.

Recensione Super (2010)
Luciana Morelli
Redattore
3.0 3.0
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