Recensione Song of the Sea (2014)

Song of the sea presentato nella sezione Alice nella Città al Festival di Roma é una fiaba di animazione irlandese che ricorda le favole della buonanotte di una volta, straordinariamente semplice e affascinante in tempi di Pixar e di computer graphic.

Questa è una favola, una favola irlandese, come quelle che vi raccontavano da piccoli. E' la storia di Saoirse e del fratellino Ben, che vivono su un isolotto insieme al papà che fa il guardiano del faro. La mamma è una Selkie, una creatura del mondo magico, un mondo che sta scomparendo insieme ai suoi piccoli abitanti. E' sparita un giorno per tornare dal suo popolo, e ha lasciato a Saoirse il suo cappotto, con il quale anche lei che ha ereditato la magia può mettersi in contatto col piccolo popolo che vive nascosto in mezzo agli uomini. Ma il papà che non vuole perdere anche la sua adorata bambina per cui getta il cappottino in mare e manda i bambini in città a vivere con la nonna. Ma lontana dal suo mondo Saoirse si ammala e sarà compito del fratellino vincere le sue paure e aiutarla a salvare se stessa e riportare in vita tutte le creature fatate che stanno sparendo.

Song Of The Sea: una scena del film animato
Song Of The Sea: una scena del film animato

An Irish fairy tale

Song Of The Sea è un cartone animato deliziosamente in 2D, di quelli che ormai non si fanno praticamente più. Con i suoi colori pastello e i tratti infantili e tondeggianti delle figure, somiglia a un libro di favole di quelli che si leggevano ai bambini prima di andare a letto. Le immagini evocano i ricordi e le suggestioni di una lanterna magica e dei suoi giochi di luce, una di quelle che si fanno roteare sopra le culle dei bambini per farli addormentare. Una fiaba irlandese ambientata nella notte di Halloween, cosa c'è di più magico? Una favola dal sapore antico con tutti gli elementi più classici della tradizione fantasy, quella tradizione popolare dalla quale chi ama il genere non può prescindere: il piccolo popolo di Faerie che sta scomparendo insieme alla magia, e può essere evocato da una canzone o da una melodia suonata in una conchiglia. Una strega che ruba le emozioni e tramuta in pietra le persone, tutta la poesia della storia d'amore tra una fata e un umano.

Matite e pastelli

Song Of The Sea: un'immagine tratta dall film animato
Song Of The Sea: un'immagine tratta dall film animato

La piccola Saoirse (si pronuncia Sirscia, un nome che più irlandese non si può e già da solo è di per sé un piccola magia) è una Selkie come sua mamma Bronagh e appartiene ad un mondo che oramai non c'é più: il fratellino dovrà andare oltre i suoi pregiudizi e le sue infantili paure nel più classico percorso di formazione, aprendo la sua mente e il suo cuore all'immaginazione e abbracciando il potere della fantasia. Evidentemente destinato ai più piccoli, questo minuscolo film del nordirlandese Tomm Moore (presente anche nella sezione gala del Festival con Kahlil Gibran's The Prophet) non può non provocare suggestioni e stupore anche nei più grandi con la semplicità delle suoi tratti di matita che si intrecciano dando vita a immagini color pastello curatissime e affascinanti, che prendono magicamente vita come le creature della tradizione popolare nel film. Con un finale sorprendentemente poetico e struggente, condito da una punta di malinconia. Perché magia e malinconia fanno sempre rima, specialmente in una storia irlandese.

Song Of The Sea: la piccola Saoirse in una scena del film animato
Song Of The Sea: la piccola Saoirse in una scena del film animato

Conclusione

Un cartone affascinante nella sua semplicità, una storia irlandese di magia perduta e ritrovata che ricorda i libri di favole da sfogliare prima di andare a letto, con le immagini che ricordano i disegni infantili e sembrano uscite da una lanterna magica di quelle che illuminano le stanze dei bambini.

Movieplayer.it

4.0/5