Recensione Si accettano miracoli (2015)

Dopo la favola comica de Il principe abusivo, Alessandro Siani decide di proseguire nel genere con il suo secondo film da regista: Si accettano miracoli è infatti una vera e propria "fantasy-comedy", che tenta di coniugare gli elementi fantastici tipici delle fiabe con gli ingredienti classici della comicità.

Recensione Si accettano miracoli (2015)
Si accettano miracoli

2014 – Commedia
2.3 2.3

Fulvio Canfora (Alessandro Siani) è un rampante colletto bianco in carriera, un tagliatore di teste senza scrupoli che lavora in una multinazionale che in tempi di crisi sta riducendo drasticamente il personale. Tutto bene per Fulvio fino a quando lui stesso viene licenziato, finendo anche in galera per aver aggredito il suo capo. Viene rilasciato sotto la custodia del fratello Don Germano (Fabio De Luigi) con l'obbligo di prestare servizio sociale nella casa famiglia della sua parrocchia nel piccolo comune di Rocca di Sotto, dove vive anche sua sorella Adele (Serena Autieri).

Il riluttante Fulvio è costretto a fare ritorno al suo paesino natale da cui era fuggito anni prima, un posto lontano dalla modernità e fuori dal tempo; ma anche lì la crisi è arrivata e tutti se la passano un po' male, c'è bisogno di un miracolo, e Fulvio se ne inventa uno per risollevare le sorti del piccolo borgo dei suoi abitanti.

C'era una volta

Si accettano miracoli: Fabio De Luigi e Alessandro Siani in una delle prime immagini del film

Dopo la favola comica de Il principe abusivo, Alessandro Siani decide di consolidarsi nel genere con il suo secondo film da regista: Si accettano miracoli è infatti una vera e propria "fantasy-comedy", che tenta di coniugare gli elementi fantastici tipici delle fiabe con gli ingredienti classici della comicità. Atmosfere quasi disneyane, i buoni sentimenti che si ritrovano e si esaltano nella piccola provincia e fanno da contraltare al mondo cinico e arrivista delle metropoli, asservito al business e alla carriera ad ogni costo: già con Benvenuti al Sud, Siani aveva avuto modo di sperimentare la bellezza e la potenzialità dei piccoli centri della sua terra, che qui ha sicuramente voluto omaggiare (qui gira a Scala e Sant'Agata de Goti in Costiera Amalfitana). Una sorta di Doc Hollywood - Dottore in carriera in salsa napoletana, la storia del giovane rampante che scopre se stesso, i veri valori e soprattutto l'amore in un mondo lontano dalla modernità e dalle sue logiche legate al business, da cui appunto la Disney aveva proprio preso ispirazione per la storia di Cars - motori ruggenti anch'essa molto simile.

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I colori di una fiaba

Si accettano miracoli: bambini imbronciati in una scena della commedia

Toni dichiaratamente fiabeschi dunque, e un ambientazione quasi magico e fuori dal tempo, che giustifica scelte stilistiche altrimenti improbabili di costumi e scenografie smaccatamente retrò e una fotografia volutamente sparata e iper-saturata: i bambini della casa famiglia sembrano le Piccole canaglie quando non addirittura i Bambini Sperduti dell'Isola che non c'è, tutti intorno a Chiara, la non vedente di cui si innamora Fulvio interpretata da Ana Caterina Morariu, che in questo caso sembra la Wendy di Peter Pan. Siani sceglie un tema molto napoletano, quello del miracolo, per raccontare quindi una favola di riscatto e buoni sentimenti, e dipingere la sua terra ed esaltarne le sue tradizioni e i suoi valori, un volta tanto coi colori rosa della fiaba piuttosto che con quelli abituali del nero della cronaca o delle serie legate al crimine. Lontano, come sembra voler essere oramai il suo stile da qualsiasi tipo di grettezza e volgarità.

Un comico da favola

Si accettano miracoli: Alessandro Siani con Ana Caterina Morariu in una scena del film

Siani è un comedian eccellente, con dei tempi comici notevoli, e lo dimostra non solo al cinema ma anche nelle semplici uscite e ospitate televisive; non è quasi mai banale, è sempre sul pezzo e riesce ad avere il giusto sguardo ironico soprattutto su quelle che sono le idiosincrasie della sua città e dei personaggi che la popolano. Evidentemente quindi dà il suo meglio quando si affida comunque all'imprescindibile repertorio legato allo sfottò e alla presa in giro di certi stereotipi: anche ne Il principe abusivo si ammiccava a Disney ma il prototipo del personaggio comico, ovvero quello del cafoncello napoletano alla prese con nobiltà e galateo, era per lo meno identificabile e forse quello che ha contribuito maggiormente all'imprevisto successo della pellicola. Lodevole è sicuramente l'intento di Siani di non essere solamente uno dei tanti comici che prendono la via del cinema, e quindi di avere un suo tratto di distintiva originalità che nel suo caso vorrebbe essere quello della favola, puntando ancor più sui sentimenti prima ancora delle gag, e tentando possibilmente di raccontare una storia.

Personaggi (e storia) in cerca d'autore

Si accettano miracoli: Alessandro Siani con Fabio De Luigi in un'immagine del film

Purtroppo rispetto alle ambizioni il risultato in questo caso è ancora piuttosto modesto, nonostante le premesse; la carenze maggiori sono proprio nello storytelling, nel ritmo e nella connessione delle scene, nella capacità di delineare i personaggi e renderli credibili nei loro intrecci creando nello stesso tempo empatia e complicità con lo spettatore. Qui ci si dimentica di raccontare la storia in senso stretto, dirci chi sono questi personaggi, da dove vengono e perché fanno quello che fanno: al di là di del Don Germano del bravo De Luigi, che in quanto prete ha già una sua identità insita in se, ne è un esempio lampante invece quello della sorella Adele della sempre brillante Serena Autieri, che sembra messo li un po' a caso. Per non parlare di quanto per la stessa ragione sia poco o nulla coinvolgente la love story tra Fulvio e Chiara, che serve piuttosto a Siani per qualche tenero balbettio amoroso, ammiccante al suo modello Massimo Troisi. Purtroppo oltre la voglia e il desiderio di distinguersi e di raccontare, se la mano in regia non è ancora sicura e calibrata, della favola, al di là dei tecnicismi di facciata, si perde la magia, e oltre a non ridere, non ci si commuove nemmeno.

Conclusione

Si accettano miracoli: Alessandro Siani con Ana Caterina Morariu in una scena del film

Siani prosegue nella direzione della fiaba comica di buoni sentimenti, accentuando ancora di più i toni e le atmosfere favolistiche a discapito della facile risata, cercando di raccontare una storia che sia fatta di sentimenti prima ancora che di sfottò e battute: ma anche in una fiaba i personaggi bisogna saperli raccontare affinché le emozioni arrivino al cuore, e se lo storytelling è carente, nonostante l'onestà del progetto, la bravura di Siani e degli altri attori e la simpatia dei bambini, oltre a ridere di meno si fatica anche a commuoversi.

Alessandro Antinori
Redattore
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