Recensione Quel momento imbarazzante (2014)

In una commedia che oscilla tra tono intellettual-sentimentale e gag triviali, la malinconia ha la meglio sulle risate.

Recensione Quel momento imbarazzante (2014)

Il 'momento imbarazzante' citato nel titolo della commedia di Tom Gormican è quello che tutte le coppie si trovano a dover affrontare. Il momento - per semplificare - del 'Ci lasciamo o ci sposiamo'. Passata la prima, euforica fase della conoscenza reciproca, si pone la scelta se andare avanti, portando la relazione a un livello superiore, accettando coinvolgimento, impegni e responsabilità, oppure lasciar perdere. Un donnaiolo come Jason (Zac Efron), allergico alle relazioni serie, quel momento imbarazzante si trova a viverlo più e più volte, ma senza mai lasciare le ragazze che frequenta.

Il giovane, immaturo e un po' vigliacco, ha affinato una tecnica infallibile per farsi lasciare dalle donne quando queste toccano con mano la sua pochezza e realizzano di essere nettamente migliori di lui. La situazione si complica quando Jason incontra la ragazza giusta (Imogen Poots), una bionda spiritosa e irresistibile di cui potrebbe davvero innamorarsi. Peccato che proprio lui sia fautore di uno scellerato patto di solidarietà maschile sancito con il coinquilino, e collega in uno studio pubblicitario, Daniel (Miles Teller) e con Mikey (Michael B. Jordan), giovane medico fresco di separazione dalla moglie. I tre amici decidono di non legarsi più a nessuna donna, ma quando l'amore busserà di nuovo alla loro porta rischieranno di mandare tutto all'aria per tener fede all'insulsa promessa.

Da teen idol a...?

Quel momento imbarazzante: Imogen Poots e Zac Efron al bar

Ammettiamo che scrollarsi di dosso le etichette non è mai semplice. Soprattutto in un'industria codificata e refrattaria al rischio come Hollywood. Per un attore di bell'aspetto forgiato nella fucina del Disney Channel e lanciato come idolo per adolescenti da una serie di pellicole ultracommerciali come High School Musical inventarsi una credibilità artistica non è una passeggiata. Ci vuole la sfrontatezza intellettuale di Ryan Gosling o l'eclettismo di Justin Timberlake, che riesce a sentirsi a suo agio nel ruolo di popstar di fama mondiale come di attore impegnato. Probabilmente Zac Efron è privo di queste straordinarie qualità. Per dimostrare la sopraggiunta maturità recitativa, Efron ha preso parte a un gioiellino come Me and Orson Welles di Richard Linklater, pellicola che ha avuto una circolazione limitata, ha affiancato Matthew McConaughey nel southern thriller di Lee Daniels The Paperboy, ha fornito una buona prova nel dramma social-finanziario At Any Price e ha raccontato la morte del Presidente Kennedy nel corale Parkland, ma ancora non è riuscito a fare il salto definitivo. Il risultato è che ora lo vediamo invischiato in un'accoppiata di commedie demenziali estive come Cattivi vicini e, per l'appunto, Quel momento imbarazzante.

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Diversa la situazione per Michael B. Jordan e Miles Teller, entrambi in procinto di essere lanciati nell'universo dei supereroi con The Fantastic Four e, soprattutto, entrambi meno noti di Efron e liberi dalla pressione dei media. Teller, poi, è abilissimo ad alternare prodotti commerciali e pellicole indie inanellando due successi di critica come l'intenso The Spectacular Now e l'acclamato Whiplash che gli hanno permesso di mostrare il suo talento. Dalla sua, Jordan ha all'attivo l'ottimo Prossima fermata: Fruitvale Station.

Un comportamento imperdonabile

Quel momento imbarazzante: Miles Teller e Zac Efron in una scena

In Quel momento imbarazzante Tom Gornican affida a Zac Efron proprio il ruolo che ci si aspetterebbe da lui. Il suo Jason è il bello senza cuore (e con poco cervello) che si preoccupa della solidarietà maschile, ma non gli passa neppure per la testa di considerare i sentimenti delle ragazze con cui si accompagna. Personaggio, il suo, poco simpatico con cui è difficile solidarizzare. Più complesse sono le figure di Mikey, che si trova coinvolto in un tiramolla con la capricciosa moglie e la sua crisi sentimentale ha lo stesso sapore incerto delle rotture che talvolta avvengono, nella realtà, quasi senza ragione, e di Daniel, innamorato dell'amica, ma incapace di confessarlo per timore di infrangere il patto con Jason. Ciò che è davvero difficile da comprendere, nella sceneggiatura di Tom Gormican, sono le folli motivazioni che spingono i personaggi a rischiare di perdere il vero amore. Premendo sul pedale dello stereotipo, il personaggio di Imogen Poots è praticamente perfetto. Una giovane donna bella, piena di talento, dotata di sense of humor e cameratismo, appassionata di alcool e videogiochi, complice e sensibile. Nel momento in cui dimostra di avere più bisogno di Jason, lui si tira indietro e le sue motivazioni risultano incomprensibili agli amici, ma soprattutto allo spettatore.

Alti e bassi

That Awkward Moment: Miles Teller, Michael B. Jordan e Zac Efron nella prima immagine del film

In una commedia intellettual-sentimentale come quella messa in piedi da Tom Gormican la risata fatica a scattare e il regista decide di metterci una pezza cospargendo il film di scene mutuate da Porky's questi pazzi pazzi porcelloni e affini. Ci troviamo, così, di fronte a conversazioni telefoniche post-Viagra in strane posizioni che coinvolgono i sanitari del bagno e a una surreale sequenza in cui Zac Efron fa la conoscenza dei genitori di Imogen Poots a una festa 'in costume'. Questi continui cambi di registro straniscono il pubblico che rimane bloccato tra risate e tristezza, visto che i momenti di profonda malinconia sono piuttosto numerosi per una commedia spensierata. Imogen Poots e Mackenzie Davis danno il meglio di sé facendo pendere la bilancia della guerra dei sessi nettamente a favore della parte femminile. Sagge e comprensive, riescono a perdonare ai loro uomini molto più di quanto qualsiasi spettatrice media sarebbe disposta a fare. Michael B. Jordan si dimostra, tra i tre amici, il più maturo, mentre Miles Teller riesce a donare al suo Daniel quella fragilità che lo rende tenero, disarmante e divertente al tempo stesso. Più difficile giudicare la perfomance di Zac Efron, leader del film sulla carta, ma ostacolato da un personaggio che non lo aiuta a conquistare il cuore del pubblico.

Conclusioni

In una commedia che oscilla tra tono intellettual-sentimentale e gag triviali, la malinconia ha la meglio sulle risate. Un buon cast riesce a interessare il pubblico a comportamenti e motivazioni discutibili, ma Zac Efron non convince appieno a causa di un personaggio assai poco empatico.

Valentina D'Amico
Redattore
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