Life of Riley

2014, Drammatico

Recensione Life of Riley (2014)

La grazia e la vivacità dei personaggi e delle situazioni rappresentano il segno distintivo di un autore che continua a subire la fascinazione dell'arte mettendosi in gioco e confrontandosi con le difficoltà produttive ed esecutive del cinema.

Il gioco delle coppie

All'età di 92 anni il maestro Alain Resnais continua a sfornare le sue creazioni senza dar segni di stanchezza. Il suo cinema non propone più novità strutturali di sorta. Col passare dello tempo il gusto per la teatralità, per la battuta arguta e per l'affabulazione ha preso il sopravvento sulla sperimentazione. Ne è l'ennesima prova Life of Riley. Il titolo francese del film, Aimer, boire et chanter, è più appropriato per descrivere l'atmosfera giocosa di complicità e battibecchi che si instaura tra le tre coppie di amici presenti. La presenza del titolo inglese è dovuta, però, alla scelta di portare al cinema una pièce inglese di Alan Ayckbourn, a cui Resnais sembra particolarmente legato. Pur facendo parlare e recitare in maniera assai francese i suoi interpreti, Alain Resnais decide di conservare l'ambientazione originale della pièce. Il film si svolge, dunque, a York. O meglio, gli esterni, che fungono da collante tra le varie scenette, sono costituiti da camera car e carrelli che riprendono le verdi campagne inglesi e le cittadine britanniche, mentre le location vere e proprie in cui i personaggi parlano e si muovono sono palesemente teatrali e artefatte, costruite in un teatro di posa con tanto di piante, prati e pareti finte in bella mostra. Il teatro permea la commedia degli equivoci e delle gelosie a vari livelli: nella recitazione leziosa e innaturale dei sei interpreti, nell'artificiosità dei luoghi e nella diegesi del film. Il momento clou della pellicola sarà, infatti, la rappresentazione teatrale che due delle tre coppie di amici preparano invitando a recitare con loro l'amico George.

Il protagonista invisibile

Life of Riley: Sandrine Kiberlain e André Dussollier in una scena
A interpretare Life of Riley sono alcuni dei più grandi attori francesi viventi. Sabine Azéma e Hippolyte Girardot danno vita alla coppia formata da Kathryn e Colin, Caroline Silhol e Michel Vuillermoz interpretano Tamara e Jack, mentre Sandrine Kiberlain e André Dussolier sono Monica e il nuovo compagno, un agricoltore che ha condotto la donna a vivere con lui in campagna. Le relazioni, gli incontri e gli scontri tra i personaggi ruotano, però, attorno alla figura di George Riley, amico fraterno di Jack, ex marito di Monica e vecchia conoscenza di una delle altre due donne (ma questo lo scopriremo poi). Il film si apre quando Colin, che di professione fa il medico, rivela alla moglie che George ha una malattia allo stadio terminale. Ovviamente Kathryn non riesce a mantenere il segreto per più di qualche minuto e avverte immediatamente l'amica Tamara scatenando la disperazione del marito Jack. La situazione si ingarbuglia ulteriormente quando Monica decide di trasferirsi part time a casa di George per accudirlo, mentre l'uomo, intento a organizzare l'ultima vacanza della sua vita a Tenerife, invita separatamente l'ex moglie, Kathryn e Tamara a unirsi a lui scatenando la gelosia reciproca delle tre e l'ira dei mariti. Naturalmente George è presente nella maggior parte dei brillanti scambi di battute tra i sei personaggi, ma gli spettatori non lo vedranno mai.

La commedia degli equivoci

Life of Riley: Hippolyte Girardotcon Sabine Azéma in una scena della commedia
L'andamento di Life of Riley è scandito dal trascorrere delle stagioni. Il film si apre in primavera e si chiude in tardo autunno, con il debutto dello spettacolo teatrale che le coppie provano da mesi e la conseguente partenza di George per le Canarie. Ogni singola scenetta è introdotta da disegni animati che mostrano i cambiamenti subiti dal paesaggio, mentre poco o nulla muta nel look e, soprattutto. nel comportamento dei personaggi. Il film impiega un po' a ingranare, ma nella seconda parte il ritmo della pièce aumenta e le sorprese non mancano. La grazia e la vivacità dei personaggi e delle situazioni rappresentano il segno distintivo di un autore che continua a subire la fascinazione dell'arte mettendosi in gioco e confrontandosi con le difficoltà produttive ed esecutive del cinema. Cosa non facile alla sua età. Ad accompagnarlo nell'arduo cammino la compagna di vita e musa Sabine Azéma, sempre in splendida forma fuori e dentro il set.

Recensione Life of Riley (2014)
Valentina D'Amico
Redattore
3.0 3.0
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