Recensione In the Box (2014)

Giacomo Lesina indugia spesso sul primissimo piano della protagonista e sull'uso della soggettiva per catturare lo spettatore catapultandolo nel luogo dell'azione.

Recensione In the Box (2014)

La proliferazione di commedie che puntano a fare grandi incassi al box office ha rallentato la produzione di genere in Italia, ma c'è qualcuno che ancora scommette sul cinema artigianale. Giacomo Lesina, aiuto regista di esperienza nel cinema e nella tv, ha colto la palla al balzo e, dopo aver letto il claustrofobico script di Germano Tarricone, ha confezionato un thriller alla vecchia maniera.

In the Box è una pellicola al femminile incentrata sul personaggio di Elena, una donna che si risveglia per trovarsi legata all'interno di un'auto chiusa in un garage. Dal tubo di scappamento esce monossido di carbonio e l'aria si sta saturando progressivamente. Elena deve trovare il modo di liberarsi prima che sia troppo tardi e al tempo stesso scoprire a chi appartiene la misteriosa voce che le telefona per annunciarle la sua imminente morte.

Contenuto pubblicitario

Una donna tutta sola

Antonia Liskova in una scena del film thriller 'In the Box'

Giacomo Lesina sfrutta il linguaggio di genere per toccare temi che gli stanno a cuore come la violenza sui bambini - Elena è una madre con una situazione familiare difficile che, col suo comportamento, ha messo a repentaglio l'incolumità dei figli - la redenzione e la possibilità di espiare gli errori del passato, ma la principale preoccupazione del regista sembrano essere i meccanismi del thriller. Per il ruolo di Elena, Lesina si affida a Antonia Liskova. L'attrice è l'anima del film, visto che per la stragrande maggioranza del tempo si trova in scena da sola, ed è chiamata a fornire una notevole prova sia dal punto di vista fisico che emotivo. Dare credibilità a un personaggio che si trova in una situazione limite e deve esprimere una varietà di emozioni diverse in un tempo ridotto non è semplice, ma la Liskova non mostra cedimenti. Nonostante l'isteria dovuta alla situazione di pericolo, l'attrice mantiene un equilibrio interpretativo evitando di strafare e risulta convincente pur recitando in una lingua che non è la sua.

Il sapore artigianale del thriller all'italiana

In the Box: Antonia Liskova in una scena del thriller

In the Box, infatti, è girato interamente in lingua inglese e ambientato in un America fictional che non vedremo mai, visto che l'unica location del film è il garage ricostruito in un teatro di posa. La scelta dell'inglese, dovuta a ragioni di mercato, risulta comunque straniante alle nostre orecchie impedendoci di calarci appieno nella finzione. A livello stilistico, Giacomo Lesina adotta tutti i meccanismi che mantengano alta la tensione. Il regista indugia spesso sul primissimo piano della protagonista e sull'uso della soggettiva per catturare lo spettatore catapultandolo nel garage. L'unità di tempo e di luogo e la situazione parossistica contribuiscono ad amplificare la tensione e, a sventare il rischio di noia, ci pensano i numerosi colpi di scena che non vi anticipiamo per non rovinare la visione. Nella sceneggiatura non mancano incongruenze e ingenuità. Nel tentativo di liberarsi, i comportamenti di Elena risultato spesso opposti alle azioni che il buon senso detterebbe. I dialoghi al telefono, unico contatto della donna con l'esterno, contengono qualche spiegazione di troppo, segno di insicurezza nei confronti della capacità di comprensione dello spettatore. Nonostante i difetti, In the Box scorre veloce verso il finale senza cali di tensione. Il look artigianale del film gli fornisce una patina di autenticità che fa ben sperare nelle possibilità future di un nuovo horror all'italiana dal respiro internazionale.

Conclusioni

Thriller ad alta tensione al femminile, In the Box amplifica l'effetto clastrofobico grazie all'unità di luogo e tempo e all'interpretazione della protagonista Antonia Liskova. Pellicola imperfetta dal sapore artigianale che guarda alla tradizione del genere italiano, ma con un occhio al mercato internazionale.

Valentina D'Amico
Redattore
2.5 2.5
Privacy Policy