Recensione Il ragioniere della mafia (2013)

Strizzando l'occhio agli action frenetici ed estremi di Guy Ritchie, il film diretto dal regista pugliese Federico Rizzo, già autore di 'Fuga dal call center', ci porta insieme al suo zelante ragioniere della Mafia in giro per l'Italia e per il mondo sulle tracce di boss e trafficanti.

Recensione Il ragioniere della mafia (2013)

Pulp all'italiana

Dopo aver perso il posto di lavoro come ragioniere di una grande multinazionale Angelo, professionista col pallino dei numeri di origini pugliesi, perde tutti i suoi risparmi al casinò e si ritrova a rubare dei soldi all'uomo sbagliato. Per evitare di rimetterci la pelle e saldare il suo debito accetta una proposta di quelle che 'non si possono rifiutare': diventare il ragioniere della mafia, più precisamente di una holding malavitosa su scala mondiale che abbraccia Camorra, 'Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Cosa Nostra. S senza discutere né possibilità di ritornare sui suoi passi. Dopo un primo momento di disorientamento nel suo nuovo ruolo, Angelo inizia a prendere confidenza con i 'metodi' della criminalità e con le trattative, tanto da arrivare a subire il fascino di un potere che fino ad ora non aveva mai avuto modo di gestire. Nulla lo spaventa, nemmeno il confronto con i pericolosi narcotrafficanti colombiani o la crisi globale che sta incidendo pesantemente sul volume d'affari, la soluzione ad ogni problema sembra sempre alla sua portata. Ma l'amore per una donna e la sua voglia di andare sempre oltre le regole del gioco lo spingeranno verso un unico grande obiettivo: uscirne vivo e tornare libero...

Video-recensione Il ragioniere della mafia


Il ragioniere della mafia: una scena
Strizzando l'occhio agli action frenetici ed estremi di Guy Ritchie, il film diretto dal regista pugliese Federico Rizzo, già autore di Fuga dal call center, ci porta insieme al suo zelante Il ragioniere della Mafia in giro per l'Italia e per il mondo sulle tracce di boss e trafficanti di armi e droga, in nascondigli segreti, ville di lusso e resort da sogno in cui si consumano crimini di ogni tipo e si fa girare l'enorme ingranaggio della malavita. E così tra una missione punitiva e l'altra, tra un covo di boss e l'altro, sullo schermo è un susseguirsi continuo di split screen e didascalie che suggeriscono cambi di location e introducono personaggi improbabili che poco o niente aggiungono allo sviluppo della storia. A peggiorare la situazione arriva ad un certo punto anche l'uso della voce fuori campo che fa parlare la coscienza del protagonista (e non solo): spiegoni e suggerimenti del tutto non richiesti vengono indirizzati allo spettatore sotto forma di pensieri, parole, opere ed omissioni dei personaggi.

Tony Sperandeo e Salvatore Ruocco in una scena del film Il ragioniere Della Mafia di Federico Rizzo
Diretto con taglio velatamente ironico (in alcuni momento del tutto involontario), ammiccamenti al grottesco e al noir, Il ragioniere della mafia è tratto dall'omonimo romanzo di successo di Donald Vergari e costruito intorno al personaggio pulp interpretato dal re delle soap italiane Lorenzo Flaherty (anche produttore del film con la sua società di produzione Elle Effe, che ha incontrato non poche difficoltà di budget), un uomo costretto dagli eventi a vivere una vita non sua che gli farà scoprire lati fino a quel momento sconosciuti della sua personalità. Qualche momento di tensione apprezzabile c'è (ma molto del merito va ai sempre apprezzabili Tony Sperandeo, Ernesto Mahieux e all'exploit drammatico del comico calabrese Franco Neri) ma è con estrema difficoltà che lo spettatore riesce a seguire il filo del discorso e la sequenza degli eventi che seguono e fanno da corollario all'evoluzione psicologica e morale del personaggio principale. Contribuisce allo stato di confusione di chi guarda una colonna sonora decisamente invadente che tenta invano di suggerire una tensione che sullo schermo latita, se non in rarissimi momenti, e prova a scandire il ritmo di una narrazione frammentaria e mai fluida, spezzettata da continui e repentini cambi di scenario e di inquadratura. Insomma un film disordinato, di fattura prettamente televisiva che arriva nelle sale grazie alla Reclame Distribution, la nuova realtà distributiva che viaggia su piattaforma OpenSky con oltre 300 cinema e 1.500 schermi ed opera direttamente a contatto con gli esercenti organizzando eventi promozionali nei giorni feriali della settimana. Il ragioniere della mafia, al grido "Abbasso il crimine, viva l'amore" arriverà presto anche su Canale 5 in prima serata.

Luciana Morelli
Redattore
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