Frastuono

2014, Drammatico

Recensione Frastuono (2014)

Iaui e Angelica vivono con la stessa intensità la passione per la musica, pur condividendo gusti diversi. In due anni di riprese, Davide Maldi, Lorenzo Maffucci e Nicola Ruganti hanno pedinato i due giovani protagonisti e testimoniato la loro crescita.

Frastuono

2014 – Drammatico
2.0 2.0

Si chiamano Iaui e Angelica, hanno più o meno la stessa età e vivono non distanti l'uno dall'altra, a Pistoia. Il ragazzo è cresciuto in una comunità autogestita, il Popolo degli Elfi, nei pressi della Sambuca Pistoiese, e ogni giorno scende dalla montagna per frequentare il liceo artistico. Il sogno più grande della sua vita è comporre musica psy-trance, quella che si ascolta e si balla durante i rave party. Angelica, dal canto suo, è una ribelle dall'animo punk, che suona in una band formata dai suoi migliori amici. Fin da piccola filma se stessa e tutto quello che per lei è degno di interesse.

Anche se non si incontrano mai, i due hanno molto in comune, non solo la stessa meta, la moderna e cosmopolita Berlino, ma la profonda relazione con la musica, che spesso e volentieri li isola dal mondo, ma che in qualche modo rappresenta il loro legame con la realtà. Davide Maldi firma la regia di Frastuono, opera scritta con Lorenzo Maffucci e Nicola Ruganti, presentata in concorso al trentaduesimo Torino Film Festival. Si tratta di un lungometraggio che riserva dei motivi di interesse, ma che in più di un punto perde a tal punto coerenza da vanificare la sua sostanza.

Musica, suoni, rumori

Frastuono: una scena del film di Davide Maldi

Strutturato come una sorta di docufiction, il film è stato girato in due anni, seguendo così la naturale crescita dei due protagonisti, Iaui Tat Romero e Angelica Gallorini. Il loro mondo interiore è estremamente ricco, così come forte è il bisogno di far sentire la propria voce, di farla emergere dal caos della realtà. In un ambiente bucolico, come nel caso di Iaui, o in una sonnecchiosa provincia del centro, in quello di Angelica, è la musica a dire chi siano i due ragazzi e risuona quasi in contrapposizione con l'ambiente circostante. Le martellanti note create da Iaui o i canti "arrabbiati" di Angelica sono l'urlo che rappresenta le loro individualità. La musica, dunque, come mezzo di comunicazione principale e legame tra i ragazzi e il mondo. Quasi mai li sentiamo parlare, a volte sussurrano delle risposte, altre indugiano in discorsi senza un filo logico marcato, ma sono le partiture a definirne l'identità.

Urlatori alla sbarra

Se i punti deboli del film sono tutti in un tessuto narrativo fin troppo lasco, lo stile di Frastuono è assolutamente degno di nota. Diplomato alla Scuola romana del fumetto, "eredità" che risulta evidente nel modo di costruire le inquadrature, Maldi riesce a lavorare sulle immagini e sui suoni in maniera encomiabile, regalandoci delle sequenze di forte impatto visivo, come quella girata con un time-lapse ad effetto in cui Angelica cambia continuamente vestiti; coadiuvato da Ilaria Fraioli al montaggio e soprattutto da Stefano Grosso a montaggio dell'audio, il regista dà vita ad un lavoro molto curato e incisivo. Tuttavia la bellezza delle riprese, il loro tocco accattivante, non riesce a cogliere nel profondo il senso delle vite dei due protagonisti. Anche di fronte al più bello dei film, questa mancata connessione con i personaggi e con il loro universo interiore, rischia di trasformarsi in un mero esercizio estetico. In poche parole, nonostante Angelica e Iaui siano due figure interessanti, stimolanti come solo gli adolescenti sanno essere, a mancare è proprio la loro storia.

Frastuono: Iaui Tat Romero in una scena del film

Conclusione

Il mondo di Iaui e Angelica raramente emerge dalle immagini del film di Davide Maldi, Lorenzo Maffucci e Nicola Ruganti, ragion per cui non possiamo dirci completamente soddisfatti dalla visione di un film troppo slegato dai suoi protagonisti per arrivare diretto al cuore.

Recensione Frastuono (2014)
Francesca Fiorentino
Redattore
2.5 2.5
Torino 2014
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