Fantasia

2014, Drammatico

Recensione Fantasia (2014)

Il regista cinese Wang Chu torna al Festival di Cannes con un film presentato nella sezione Un Certain Regard, la stessa vinta 8 anni fa con Luxury Car.

La famiglia Zhao è una famiglia operaia di una città industriale della Cina, umile ma felice e senza grosse ambizioni. Il capofamiglia è un rispettato e benvoluto operaio di una fabbrica di ingranaggi, la moglie ha un'edicola piuttosto frequentata, i due figli Qin e Lin passano le giornata tra scuola e uscite con fidanzato ed amici. Non hanno molto ma nemmeno desiderano nulla di più, in particolare la donna, Tang Min, non può che essere più che grata all'uomo che anni prima l'ha accolta nella sua casa insieme alla figlia in un momento difficile.

Le loro tranquille vite però sono stravolte dalla malattia dell'uomo, la leucemia, che causa all'intera famiglia non solo grande dolore ma anche grossi problemi economici, in particolare quando la fabbrica, in crisi da tempo, improvvisamente decide di non poter coprire più l'intera somma dell'ospitalizzazione e delle trasfusioni, ma solo metà del suo costo. A quel punto a Tang Min non rimane altro che cercare altri piccoli lavoretti e infine ricorrere al buon cuore di amici e familiari, ma la risposta è sempre una: "perché fare debiti e sprecare i tuoi e nostri risparmi quando non esiste alcuna cura?".

Un male incurabile

Fantasia: una scena del film

La donna ovviamente non ha intenzione di arrendersi, non solo per i propri figli o per l'amore che prova, ma per quel senso di gratitudine che sente in qualche modo di dover ripagare. E per questo non si da pace, e trascura ogni cosa, finendo perfino con il chiudere gli occhi quando i due figli prendono strade pericolose. Entrambi, infatti, con la volontà di aiutare i genitori a superare questa terribile situazione vanno alla ricerca di piccoli lavoretti, ma la prima finisce prima a fare la cameriera in un night club e poi diventa escort, il secondo fa amicizia con un uomo e una misteriosa ragazza che lo introducono in un mondo fatto di piccoli furti e una neonata passione.

Fantasia: un'immagine del film

Al contrario di quanto potrebbe far pensare il titolo Fantasia, il nuovo film di Wang Chung è un dramma realistico nei temi e nel tono, che si lascia andare a qualche momento più lirico ed onirico soltanto nel finale, quando la spirale di disperazione raggiunge il suo culmine e al giovane Lin non rimane altro che esorcizzare l'inevitabile fato del padre morente.

Conclusione

Un film che non brilla né per originalità né per profondità e che, anche dal punto di vista tecnico, raramente si eleva sopra il prodotto medio che ci si potrebbe aspettare in un festival.

Recensione Fantasia (2014)
Luca Liguori
Redattore
2.0 2.0
Cannes 2014
News Film Foto Video
Privacy Policy