Recensione Edge of Tomorrow - Senza domani (2014)

Il film di Doug Liman è un efficace action fantascientifico, che sfrutta l'autoironica fisicità, non intaccata dagli anni, di Cruise, nonché una logica iterativa che ha affinità col linguaggio dei videogiochi.

In un futuro prossimo, la Terra è invasa da una razza aliena spietata, organizzatissima e apparentemente invincibile: contro i Mimics, creature gigantesche che hanno costruito le loro basi nel sottosuolo terrestre, nessun esercito sembra poter opporre un'efficace resistenza. Quando il maggiore americano William Cage, pavido ufficiale senza esperienza di combattimento, viene spedito in prima linea, la sua preoccupazione è comprensibilmente grande: l'uomo prova a opporre resistenza contro la decisione di farlo partecipare a un'importante campagna di riconquista, sulle coste francesi, ma si ritrova ricattato da un'accusa di diserzione. Cage, così, viene catapultato in una missione che, fin dalle prime battute, si rivela per quello che sarà: una mattanza. Circondato dai cadaveri dei compagni, il suo destino sembra segnato: dopo aver fortuitamente eliminato un alieno, infatti, l'uomo viene fatalmente abbattuto. Ma, inspiegabilmente, Cage non muore: si risveglia invece al centro di reclutamento, la stessa mattina, pronto a partire di nuovo per la stessa missione.

Ogni tentativo di spiegarsi l'accaduto, per il militare, è vano, ancor più quello di convincere gli altri della sua incredibile storia: Cage continua a morire e a risvegliarsi nello stesso punto, più e più volte. A ogni ciclo, però, acquisisce esperienza; inoltre, sul campo di battaglia incontra a un certo punto l'unica persona che sembra capire ciò che gli sta accadendo. Si tratta della sergente Rita Vrataski, eroina della Resistenza, protagonista poco tempo prima di un importante successo contro gli invasori. Con l'aiuto di Rita, Cage scoprirà presto che il potere che ha acquisito potrebbe essere la chiave per vincere la guerra.

L'immarcescibile Tom

Tom Cruise nella prima, infuocata, immagine di All You Need is Kill
Tom Cruise nella prima, infuocata, immagine di All You Need is Kill
A più di 50 anni, Tom Cruise non sembra voler mollare una tipologia di ruoli che richiede un certo impegno fisico. Dopo Jack Reacher - La prova decisiva e Oblivion, infatti, e con la serie dei vari Mission: Impossible ben lungi dal concludersi, l'ex ragazzo americano di Top Gun si dedica con questo Edge of Tomorrow - Senza domani alla fantascienza ad ambientazione militare. Non ha torto, Cruise, ad insistere sull'action movie, sia pur declinato nelle varie forme dategli dal cinema hollywoodiano: il physique du rol resta apparentemente intatto, il volto mostra solo superficialmente i segni del tempo, l'ironia stemperante della recitazione è sempre lì, pronta all'uso. In un periodo di revival di eroi e miti del passato (le icone anni '80 Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger che riprendono - offrendone anche variazioni sul tema - i loro personaggi storici, Harrison Ford che torna ad essere Indiana Jones, Han Solo e - forse - il cacciatore di replicanti Deckard, e via dicendo) Cruise non ha mai cessato di essere anche (ma ovviamente non esclusivamente) l'eroe d'azione, con forte attitudine autoironica, conosciuto negli eighties. Un'apparente "invulnerabilità" che sembra portare fortuna alla star, quasi un "dono" paragonabile a quello del personaggio che interpreta in questo film. Nello scegliere ruoli come quello di questo Edge of Tomorrow, tuttavia, Cruise fa mostra anche di una certa propensione al rischio, o quantomeno alla sperimentazione: il maggiore Cage, infatti, non è il militare tutto d'un pezzo, seppur con la battuta facile, che ci si poteva aspettare da un plot del genere. Il suo personaggio è codardo, pavido, catapultato nel ruolo di salvatore del mondo suo malgrado. Il decorato aviatore che, un trentennio fa, aveva fatto innamorare Kelly McGillis non abita più qui. E, soprattutto, né lui né la sua controparte Emily Blunt sembrano, stavolta, aver tempo per cose come l'amore. Forse.

Salva, muori, ritenta

Edge of Tomorrow - Senza domani: Tom Cruise ed Emily Blunt in una scena action del film
Edge of Tomorrow - Senza domani: Tom Cruise ed Emily Blunt in una scena action del film
L'origine di Edge of Tomorrow è una light novel (una particolare forma di romanzo illustrato, edita in Giappone e dedicata ad un pubblico giovanile) dell'autore Hiroshi Sakurazaka, recentemente trasformatasi anche in un manga. Guardando il film, vengono in mente i consueti riferimenti della fantascienza militare (Starship Troopers - Fanteria dello spazio - specie per l'ambientazione e la forma degli invasori, e tutti i suoi cloni e derivati) oltre al tema del loop temporale già visto in molti esempi di fantascienza televisiva (l'episodio Lunedì di X-Files, a sua volta ispirato a un'analoga puntata della classica serie Ai confini della realtà) ma anche in esempi di cinema apparentemente lontani dal genere, come la commedia Ricomincio da capo di Harold Ramis (in cui Bill Murray, in tutt'altro contesto, viveva un'esperienza simile a quella qui vissuta da Cruise). Il primo paragone che è venuto in mente a chi scrive, tuttavia, non è tanto con un film, una serie o un testo specifico, quanto con un medium ben distinto dal cinema, che vive di sue logiche speciali: quello del videogioco. La possibilità acquisita dal protagonista di "resettare" la storia e di ricominciare da un suo punto specifico, infatti, addirittura lasciandosi morire se le ferite riportate ne mettessero a rischio la missione, presenta una logica del tutto analoga a quella che i videogiocatori, da sempre, conoscono bene: una volta salvata una situazione di gioco, in un punto determinato, la partita può riprendere infinite volte dallo stesso punto. Il "giocatore", nel film come davanti alla console, è però ogni volta più esperto, consapevole degli ostacoli che si troverà di fronte, e quindi in grado di elaborare strategie per superarli; almeno finché non superi il punto in cui precedentemente moriva, trovandosi di fronte a un ostacolo nuovo. "Che facciamo ora?", chiede la Blunt a Cruise in un punto del film. "Non so", risponde il protagonista. "Fin qui non c'eravamo mai arrivati". Solo questa particolarità, attraverso la quale il film sposa integralmente (consapevolmente o meno) la logica e l'approccio narrativo di un altro medium, basterebbe a rendere Edge of Tomorrow un prodotto interessante.

Una sceneggiatura per due

Al netto di un 3D abbastanza superfluo (ma della stereoscopia, forse, dovremmo abituarci a parlare solo nei rari casi in cui aggiunga davvero qualcosa ad un film) quella di Doug Liman si rivela comunque una pellicola visivamente accattivante, messa in scena con attenzione e diretta con mano sicura. Lo stesso Liman è un esperto dell'action movie (suoi sono, tra gli altri, il primo The Bourne Identity e il fantascientifico Jumper - Senza confini) ed è uso a frequentare i territori del blockbuster hollywoodiano senza lasciarsene schiacciare. La particolare struttura narrativa del film esigeva ovviamente una gestione particolarmente attenta di cosa viene e non viene mostrato sullo schermo, evitando reiterazioni inutili, ma giocando anche sulle ellissi narrative: queste ultime, in particolare, vengono valorizzate più di una volta dallo script, che innesca meccanismi di suspense su una storia che, nella sua timeline, subisce in realtà molti più "riavvii" di quanti non ne vengano mostrati. Anche la scelta di mantenere la durata del film sotto le due ore fa guadagnare ad esso in compattezza e fruibilità, evitando quella dilatazione temporale, spesso forzata, che caratterizza molti blockbuster odierni. L'unico limite di questo Edge of Tomorrow, in qualche modo "costitutivo" dell'opera (al di là di un finale lievemente posticcio, su cui evitiamo ovviamente di soffermarci) sta nel suo focalizzarsi unicamente sulle figure dei due protagonisti: anche laddove cerca di coinvolgere i personaggi di contorno, la sceneggiatura non riesce a dare ad essi una consistenza maggiore a quella di mere figurine, impegnata com'è a mostrare l'evoluzione dei due eroi, nella coazione a ripetere delle loro azioni. Un limite forse inevitabile, per come la narrazione è strutturata: gli unici ad essere consapevoli, per gran parte della storia, di ciò che davvero sta accadendo, sono proprio Cruise e la Blunt. A loro, il non trascurabile onere (e l'onore) di salvare il mondo.

Conclusione

Edge of Tomorrow - Senza domani: Tom Cruise in un momento del film
Edge of Tomorrow - Senza domani: Tom Cruise in un momento del film
Un solido prodotto di intrattenimento, realizzato con i mezzi (notevoli) di un blockbuster, e col mestiere di chi è avvezzo ai registri della fantascienza e dell'action movie. Appassionati, e fan vecchi e nuovi del protagonista, non dovrebbero restarne delusi.

Movieplayer.it

3.0/5