E se vivessimo tutti insieme?

2011, Commedia

Recensione E se vivessimo tutti insieme? (2011)

Risate e commozione si alternano in un film dove temi come le malattie senili, la perdita della lucidità e dell'indipendenza vengono affrontati con leggerezza, ma senza ipocrisia.

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Una star eternamente giovane come Jane Fonda si misura con le difficoltà della terza età. L'attrice è co-protagonista del dramedy francese E se vivessimo tutti insieme? che propone una soluzione arguta per sfuggire alla solitudine, all'abbandono e allo spettro dell'ospizio. Un gruppo di amici di vecchia data decide di unire le forze trasferendosi in toto in una grande casa di proprietà di due di loro dove sostenersi a vicenda. Due coppie, apparentemente ben assortite, un single impenitente che fa ampio uso di Viagra perché non si rassegna all'arrivo della vecchiaia e un giovane studente di antropologia che, per arrotondare, fa il dogsitter che intreccia un rapporto d'amicizia e fiducia con il personaggio interpretato dalla Fonda. La sexy Barbarella, che si è tenuta in forma con il fitness e l'aerobica, è diventata una signora raffinata e tuttora affascinante, pronta a tornare a visitare il cinema francese dove mancava dal 1972, anno di Crepa padrone, tutto va bene di Jean-Luc Godard e Jean-Pierre Gorin. Al suo fianco Geraldine Chaplin, i francesi Guy Bedos, Claude Rich e Pierre Richard e la star di Good Bye, Lenin! Daniel Brühl.

Video-recensione E se vivessimo tutti insieme?


Jane Fonda, Claude Rich, Geraldine Chaplin nella commedia And If We All Lived Together
Risate e commozione si alternano in un film dove temi come le malattie senili, la perdita della lucidità e dell'indipendenza vengono affrontati con leggerezza, ma senza ipocrisia. Tipicamente francese è lo humour lieve che intesse lo script, concedendosi qualche incursione in ambito sessuale che permetta di creare un'immediata complicità con gli spettatori più maliziosi, ma senza mai osare troppo. Il nutrito cast alterna performance più o meno sentite, dove su tutti svetta la Fonda grazie alla sua verve naturale, ma anche a un personaggio che le calza a pennello. Il regista Stephane Robelin non fa mistero della propria predilezione per la sua diva e le cuce addosso un film in cui, a rubarle la scena, ci pensano gli altri arzilli vecchietti con qualche gag arguta. La sceneggiatura, piuttosto prevedibile semina indizi per preparare il pubblico al gran finale. Le bugie hanno le gambe corte e presto i nodi vengono al pettine anche nella strana comune francese formatasi un po' per amicizia e un po' per necessità, creando subbuglio nel ménage a cinque, ma nonostante le note drammatiche e il finale commovente E se vivessimo tutti insieme? non convince fino in fondo. Piacevole, senza mai risultare incisivo.

Recensione E se vivessimo tutti insieme? (2011)
Valentina D'Amico
Redattore
3.0 3.0
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