Il trono di spade

2011 - ....

Il trono di spade: Hardhome, dove muore la speranza e lo show supera i romanzi

Torniamo a parlare dello show di D.B. Weiss e David Benioff dopo un episodio sensazionale, caratterizzato da una sequenza lunghissima, epica, angosciante e indimenticabile che si svolge a nord della Barriera.

Il trono di spade

2011 - .... – Fantastico
4.4 4.4

Nell'ultimo articolo che abbiamo dedicato a Il trono di spade, suggerivamo candidamente che nell'episodio successivo, l'ottavo della quinta stagione, per l'appunto questo Aspra dimora (Hardhome), era legittimo attendersi un po' di azione, in vista del viaggio di Jon Snow e Tormund Veleno dei Giganti verso il villaggio dove erano radunati migliaia di Bruti e della consegna a Jon di un sacco pieno di lame di ossidiana (che aveva la funzione di quella che, che in gergo narratologico, si chiama una "pistola di Cechov", un elemento che suggerisce uno sviluppo futuro inevitabile). Peccato che, dopo la visione dell'episodio, l'espressione "un po' di azione" ci sembri inadeguata ed eufemistica.

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Il trono di spade: una scena tratta dalla battaglia mostrata nell'episodio Aspra dimora

Non solo quello trasmesso domenica è stato uno degli episodi migliori dell'intero corso dello show, forse il migliore in assoluto, ma la sequenza finale è una delle cose più grandiose, elettrizzanti e allo stesso tempo angoscianti che si siano mai viste in TV. Sorprendente nella concezione, folgorante nella realizzazione, spiazzante nell'esito, la disperata battaglia di Hardhome ha messo davvero d'accordo tutti: fan irriducibili e orgogliosi, detrattori ostinati ("sette episodi inutili per vedere finalmente una grande puntata!") e persino i puristi dei romanzi, in barba al fatto che, nei libri di Martin, Jon Snow se ne resta a Castello Nero e non ci è dato di assistere a un solo minuto di questa terrificante battaglia.

Il trono di spade: Kristofer Hivju interpreta Tormund nell'episodio Aspra dimora

La quinta stagione de Il trono di spade è diversa delle precedenti; ed è diversa dai libri delle Cronache del Ghiaccio e del fuoco in maniera non "conservativa", ma costruttiva. Quella che Benioff e Weiss ci propongono qui non è più la versione (per loro) più adatta al medium televisivo del racconto di George R.R. Martin, è una critica. E' un perfezionamento, un superamento. Mostrarci quello che succede ad Hardhome è necessario a questo punto della storia; abbiamo bisogno di conoscere l'entità della minaccia che incombe dal nord. Non si può aspettare una vita che Tyrion si congiunga a Daenerys, perché se Daenerys non va a Westeros, Westeros deve andare a Daenerys. Di qui - e lontano da Martin - le idee più fruttuose e brillanti fino ad ora di questo ciclo di episodi; di qui un episodio capolavoro.

Due prigioniere

Il trono di spade: Sophie Turner e Alfie Allen in Aspra dimora

Perché Hardhome non è solo la scena della battaglia, c'è altro ed è tutto magnifico - dalla tensione nella voce di John Bradley nel dialogo con tra Sam e il giovane Ollie alle scelte di regia e montaggio durante il bellissimo segmento ambientato accanto ad Arya a Braavos; a Grande Inverno, se Sansa non fa ancora uso della sua personale pistola di Cechov (la piccola lama che è riuscita a raccogliere e nascondere a Ramsay ne Il dono) ha una conversazione molto importante con Theon/ Reek, che dimostra che qualcosa, nell'animo di Theon, si è davvero mossa a causa delle sofferenze della sorella putativa (altrimenti non avrebbe mai rivelato a chicchessia la verità su Bran e Rickon); e che dimostra che Sansa non è doma. Venire a sapere che non è sola al mondo - i suoi fratelli sono vivi, qualcuno li ha salvati e li protegge- è una rivoluzione nel cuore di Sansa, un sussulto da cui Ramsay Bolton farà bene a guardarsi. In quel momento di gioia trattenuta, ma immensa, Sansa ci fa pensare a sua madre, spirata credendo morti tutti i suoi figli. Se c'è un modo in cui lo spirito di Lady Catelyn possa essere vendicato e placato, dopo il sacrilegio delle Nozze Rosse, sarà attraverso questa figlia che le assomiglia sempre di più.

Il trono di spade: Lena Headey interpreta Cersei, rinchiusa in una cella, in un'immagine tratta da Aspra dimora

Oltre che a Catelyn, però, questo episodio ci fa pensare anche a Lord Eddard. Per una simmetria strutturale che avrete notato: nella prima stagione, alla fine del settimo episodio La guerra alle porte avveniva l'arresto di Lord Stark, tradito da Ditocorto, e nell'ottavo rivedevamo Ned in una cella della Fortezza Rossa, visitato da Varys; in questa quinta stagione, alla fine del settimo episodio Il dono, abbiamo visto l'arresto dell'acerrima nemica di Ned, Cersei Lannister (tradita da... indovinate un po' chi) che in questo ottavo abbiamo visto ricevere la visita di Qyburn. Ricorderete quello che succedeva a Ned nel nono episodio della prima stagione, La confessione. Ora, cosa sarà di Cersei? E' un contrappasso magnificamente orchestrato, che però non dà gioia o sollievo (non è nella natura di questo show dare sollievo; ok, fatta eccezione per la morte di Joffrey); gli autori e l'interprete Lena Headey sono sempre stati molto bravi nel dare al personaggio più di una dimensione e, nella sua umiliazione, nella sua degradazione, nella sua vergogna, Cersei è un personaggio tragico, mai ridicolo.

.. e due terribili figli

Il trono di spade: Peter Dinklage ed Emilia Clarke in Aspra dimora

Dicevamo dell'importanza capitale dell'incontro tra Daenerys e Tyrion; se Dany non è pronta a veleggiare verso i Sette Regni per conquistare il trono, perché la Baia degli Schiavisti è il "campo di addestramento", perché i suoi draghi sono ancora adolescenti e ingestibili (posto che riesca mai a domarli), allora è necessario creare un legame forte tra la sua storyline e quelle che si svolgono a Westeros; l'alleanza con Tyrion, infatti, crea una nuova linea narrativa promettente, che potrà generare paralleli e richiami tra ciò che accade a Meereen tra i due terribili figli dei terribili Tywin Lannister e Aerys Targaryen, e ciò che avviene, su vari fronti, oltre il Mare Stretto: gli ultimi rantoli di un mondo sull'orlo della distruzione.

Lannister, Baratheon, Stark, Tyrell. Sono solo i raggi di una ruota.

Le due scene di Meereen in Hardhome sono eccellenti, astute e ben scritte - con Tyrion sempre fedele alla propria sfrontatezza, che non è l'arroganza dei suoi due fratelli; non è lui che deve convincere Dany a prenderlo al suo servizio, casomai il contrario - e anche splendidamente recitate: l'impareggiabile Peter Dinklage, infatti, sembra ispirare il meglio in Emilia Clarke, che qui è davvero maestosa. La loro intesa ci appare quindi sia come uno stadio necessario della crescita di Dany come donna e come regnante, sia come una nuova, incredibile chance per Tyrion per mettere la sua intelligenza al servizio di una forza benefica. In attesa che il fronte ultimo dell'umanità contro gli Estranei possa accogliere i suoi condottieri. Due sono a Meereen, ma un altro è ad Hardhome, impegnato nelle mostruose prove generali di quell'incombente battaglia finale.

Il trono di spade: Peter Dinklage ed Emilia Clarke nella puntata Aspra dimora

L'esercito immortale

Il trono di spade: Jon Snow (Kit Harington) alla guida un gruppo di guerrieri in Aspra dimora

Jon viaggia dunque verso il villaggio dove Mance Rayder aveva faticosamente radunato migliaia - forse decine di migliaia - di coloro che a sud della Barriera sono chiamati Bruti, selvaggi, con tanto di Giganti sfuggiti alla battaglia di Castello Nero e cannibali Thenn. Quando, con Jon e Tormund, vediamo per la prima volta il tratto di costa strategico e fortificato dove sorge Hardhome, una delle poche "città" della storia del Popolo Libero, quella schiera di figure umane, semicoperte della neve, stremate dal freddo e dagli stenti, ci appare significativa, bizzarra e inquietante, ma non abbiamo la minima idea del fatto che l'episodio si chiuderà quasi con la stessa immagine, quegli stessi disperati tramutati in qualcosa di incredibilmente più spaventoso e letale, con Jon e gli altri superstiti impegnati a remare nella direzione opposta, verso la (temporanea) salvezza.

Tra i due momenti, un penoso conciliabolo tra storici nemici, il tempo di dare un nome e un volto indimenticabile a queste genti coriacee e valorose, con una madre, Karsi, interpretata dall'ottima Birgitte Hjort Sørensen; la promessa di un'alleanza, una speranza di resistenza alla Lunga Notte in arrivo; e poi la Lunga Notte arriva.

Il trono di spade: una drammatica immagine tratta dall'episodio Aspra dimora
Il trono di spade: Kit Harington impegnato in una scena di battaglia in una scena dell'episodio Aspra dimora

Questa è la sequenza promessa, quella che abbiamo atteso per cinque stagioni, in cui gli sforzi produttivi si sono distesi all'inverosimile per realizzare scene complesse, corali, terrificanti; una carneficina inenarrabile, con il nostro eroe senza macchia che si salva per un pelo, grazie al dono di un vecchio che vide in lui l'onore che a suo figlio mancava. L'acciaio valyriano di Lungo artiglio salva Jon Snow, dà un pensiero al Re della Notte, il leader degli Estranei che sorveglia il massacro dall'alto di una collina, e a noi regala quella che non possiamo chiamare speranza; forse miraggio, illusione, ma è tutto ciò che abbiamo. Come ne Il coraggio di pochi, alla fine della quarta stagione, avevamo toccato con mano il valore della Guardia della Notte, lo scudo che veglia sui domini degli uomini, in Hardhome abbiamo visto ciò che deve affrontare.

Un nemico troppo potente e scaltro, enigmatico e antico come i ghiacci, un esercito immortale che puoi fare a pezzi ma non uccidere: uno dei momenti più orrendi ed efficaci è quel tuffo dei non-morti dalla scogliera, centinaia di corpi in vario stato di disfacimento che sono gli atroci burattini degli Estranei, che precipitano e si ammucchiano senza vita per poi tornare a levarsi, nessun dolore, nessuna paura e nessun ostacolo. Soltanto pura volontà di uccidere e distruggere. E poi i morti - i nuovi morti, Karsi e gli altri - si alzano a loro volta a un cenno del Re della Notte: un esercito immortale che si moltiplica a ogni assalto.

Il trono di spade: un temibile leader degli Estranei in una scena della puntata Aspra dimora

Questo è ciò che osserva Jon Snow, eroe costretto alla fuga precipitosa e umiliante, la costa immobile, immersa nella morte e nel silenzio dell'inverno, il cuore stretto nella certezza dell'annientamento. Una visione necessaria per lui, perché diventi il condottiero di cui i regni degli uomini hanno bisogno; una visione necessaria per noi, per capire in quali abissi di orrore e meraviglia indicibile può ancora condurci Il trono di spade.

Il trono di spade: Hardhome, dove muore la...
Alessia Starace
Redattore
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