Recensione Controra (2014)

Nel complesso un film interessante che riesce ad ammaliare lo spettatore con la bellezza dirompente delle immagini e lo stile pulito di una regista che dimostra di saper muovere e posizionare la macchina da presa.

Recensione Controra (2014)

Segreti di famiglia

Megan, un'artista di successo irlandese, vive a Dublino con il marito Leo, un italiano emigrato ormai da molti anni. Alla notizia della morte di Monsignor Domenico, zio di Leo e un potente monsignore della chiesa cattolica celebre per il suo potere di guaritore, la coppia torna in Puglia per sistemare le pratiche dell'eredità che li ha resi proprietari della casa di famiglia. Tornato nella sua città natale Leo ritrova i vecchi amici, il sole e il mare della sua infanzia, riscoprendo un mondo che aveva dimenticato. Incantata dalla bellezza del luogo e dall'antico palazzo di famiglia, Megan chiede al marito di restare per l'estate e di non vendere la casa al suo unico fratello, parroco della cittadina. Da sola, chiusa in casa a disegnare nelle ore più calde della giornata - la controra - Megan è disturbata da presenze misteriose e da una forza invisibile che sembra minacciarla. Cercando di dare un senso a ciò che le accade e insospettita dalla reticenza del marito, la donna raccoglie pian piano indizi di un oscuro passato legato alla famiglia di Leo, un passato che qualcuno o qualcosa sta tentando di tenere ben nascosto.

Horror al femminile

Controra: Fiona Glascott in una scena allo specchio tratta dal film

Esordio nel lungometraggio di Rossella De Venuto, Controra omaggia il cinema horror italiano degli anni Settanta mettendo in scena una storia che rinuncia al sangue e alla violenza per avvicinarsi più all'esoterismo e al paranormale, al cinema del mistero e delle ombre messo in scena in maniera convincente anche grazie al volto dell'eterea Fiona Glascott che somiglia alle eroine dei thriller di Francesco Barilli, di Lucio Fulci, di Dario Argento e Mario Bava. Nel cast anche Pietro Ragusa, Federico Castelluccio, Bianca Nappi ed una brevissima l'apparizione di Ray Lovelock che contribuisce a rafforzare il potere di un'opera marcatamente di genere e a evidenziare il coraggio della regista nel cimentarsi in un filone cinematografico del tutto inusuale, in cui le donne non sono rare bensì rarissime. Chiese, immagini sacre, botole, vecchie foto, una storia che attinge ad una serie di riferimenti delle tradizioni e del folklore popolare a partire dalla suggestione evocatrice della 'controra', l'unico momento della giornata individuabile con certezza grazie all'assenza di ombre e lasso di tempo in cui le anime dei defunti entrano misteriosamente in contatto con gli umani. Un'idea, quella su cui poggia tutto il film, nata nella mente della regista sin da quando era bambina e frequentava la Puglia d'estate con la sua famiglia; era infatti durante le ore assolate e calde dei pomeriggi estivi che per tenere buoni i bambini e impedire loro di uscire le zie e le nonne si inventavano storie di fantasmi e di morti che si aggiravano tra i muri delle case per spaventare i vivi, di demoni che arrivavano in quelle ore per terrorizzare tutti.

Il talento c'è

Controra: Fiona Glascott in una suggestiva scena

Narrativamente concitato, Controra si evolve in un continuo crescendo di pathos che non porta però a una risoluzione soddisfacente del mistero e stenta a decollare conducendoci ad un finale prevedibile e fin troppo sbrigativo. Altra nota stonata il doppiaggio devastante che affligge la copia italiana, essendo il film girato interamente in inglese tra la Puglia, l'Alto Adige e Dublino e realizzato attraverso una co-produzione tra Italia e Irlanda, due paesi accomunati da profondi retaggi cattolici. Il film intrattiene e si lascia guardare con piacere nonostante alcune scene non siano proprio riuscitissime (l'incidente stradale e la caduta della statua dal cornicione) e gli effetti speciali lascino un po' a desiderare. Nel complesso si tratta di un'opera interessante che riesce ad ammaliare lo spettatore con la bellezza dirompente delle immagini e lo stile pulito di una regista che dimostra di saper muovere e posizionare ad ho_c la macchina da presa, di saper riempire gli spazi e scrutare volti; il tutto confezionato in un impianto scenografico straordinario che sebbene riesca ad esaltare la bellezza delle location d'altro canto mette in secondo piano la storia di fondo e i personaggi tutti incentrandosi su un forte messaggio anticlericale e sui tanti simbolismi che entrano in gioco in questo tipo di narrazioni. Un'opera prima senz'altro valida, che fa ben sperare per il futuro e che parteciperà al _Marché du Film del Festival de Cannes 2014. Controra arriverà nelle sale a partire dal 5 giugno con una distribuzione indipendente messa in atto dalla produzione in accordo con The Space.

Luciana Morelli
Redattore
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