Recensione Chi è senza colpa (2014)

Arriverà in sala il prossimo marzo il thriller drammatico presentato a Torino 32 nella sezione Festa Mobile. Parliamo di Chi è senza colpa, il film che ci offre insieme l'ultima interpretazione di James Gandolfini e un Tom Hardy che non dimenticheremo facilmente.

Recensione Chi è senza colpa (2014)
Chi è senza colpa

2014 – Drammatico
3.6 3.6

Bob è orfano di entrambi i genitori, vive a Brooklyn e fa il barista nel locale di proprietà del cugino Marv. In realtà quello che sembra un bar accogliente e tranquillo è affiliato da qualche anno alla malavita cecena e usato per riciclare denaro sporco. Seppur consapevole dei traffici illeciti messi in atto dal cugino, Bob cerca di starne fuori il più possibile e per 'purificarsi' dai sensi di colpa ogni domenica va in chiesa ma senza fare la comunione. Tutto cambia nel giorno in cui, mentre passeggia per le vie del quartiere, salva la vita a un dolcissimo cucciolo di pitbull che è stato picchiato e poi gettato nel cassonetto dell'immondizia. Bob non se ne rende conto subito, ma questo salvataggio segnerà una svolta epocale nella sua vita.

Non sapendo assolutamente nulla su come si accudisce un cane, Bob chiede aiuto a Nadia, la ragazza che abita proprio lì di fronte che dopo un primo momento di diffidenza lo aiuta a prendersi cura del piccolo Rocco. Qualche giorno dopo Bob scoprirà che il cane in realtà appartiene all'ex-fidanzato della ragazza, un tipo molesto e violento che è disposto a 'vendergli' i documenti di proprietà della tenera bestiolina dietro pagamento di una lauta somma di denaro. Nel frattempo una rapina nel bar gli apre gli occhi su malaffari e persone che credeva di conoscere bene, incluso se stesso. Cruciale sarà la serata del Super Bowl, la notte in cui il Marv's Bar si trasformerà nel 'drop bar' di turno, una sorta di gigantesco deposito di contante proveniente dai traffici malavitosi della zona.

Basta saper attendere

Chi è senza colpa: Tom Hardy e James Gandolfini in un'immagine del film

Quello che più colpisce di Chi è senza colpa, opera seconda di Michael R. Roskam è la scelta narrativa di costruzione della tensione con cui il talentuoso sceneggiatore Dennis Lehane (anche produttore esecutivo) tesse l'intricata ragnatela di connessioni tra i personaggi e lo sviluppo complesso che il racconto stesso compie attorno ad ognuno di loro fino al momento clou, che arriva dopo un'ora abbondante a squarciare equilibri e certezze. La lenta evoluzione della storia e delle relazioni tra i protagonisti è a nostro avviso il punto di forza del film, il mezzo che permette allo spettatore di permeare lentamente la patina di ambiguità e mistero che aleggia sulla personalità e sul passato dei personaggi fino alla mezz'ora finale che vale tutta l'attesa. In un crescendo di suspense, Roskam ci conduce verso una resa dei conti che col passare dei minuti si fa sempre più incombente e che arriva in tutta la sua potenza a rimettere ogni cosa al suo posto.

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Le facce giuste

Chi è senza colpa: Tom Hardy e Noomi Rapace passeggiasno al parco

Bravi tutti gli attori, di protagonisti ai ruoli secondari, dall'accattivante e misurata interpretazione di Tom Hardy nel ruolo di un ragazzo calmo e solitario cui è meglio non dare fastidio, a James Gandolfini in quella che è stata purtroppo la sua ultima performance, passando per la convincente prova di Noomi Rapace nei panni di una ex-tossica tornata a vivere a quella di Matthias Schoenaerts, che torna a lavorare con Roskam dopo la fortunata esperienza di Bullhead, film d'esordio che ottenne la nomination agli Oscar nel 2011 come miglior film straniero.

Un narratore da Oscar

Chi è senza colpa: Tom Hardy faccia a faccia con Matthias Schoenaerts in una scena

Già autore di best-seller come Shutter Island, Gone Baby Gone e Mystic River - che hanno dato vita a tre thriller di grande successo - Dennis Lehane prende spunto dal suo racconto breve Animal Rescue confezionando una sceneggiatura solida e rocciosa che racconta di uomini e donne che sembrano voler salvare tutti tranne loro stessi e finiscono per salvarsi a vicenda. Fa eccezione solo il piccolo e dolce Rocco, il cucciolo di pitbull capace di dare amore a tutti indistintamente e di avvicinare due cuori solitari che solo insieme possono trovare la tranquillità che meritano. Quella che era iniziata come la storia di un uomo che salva un cane, si trasforma ben presto nella storia di un cane che salva un uomo dal suo destino.

Conclusione

Supportato da un cast straordinario e dalla magistrale sceneggiatura di Dennis Lehane, il regista Michaël R. Roskam conferma il suo talento dirigendo un thriller drammatico convincente e ben congegnato, che poggia su una solida scrittura e sull'eccezionale prova attoriale di Tom Hardy.

Luciana Morelli
Redattore
4.0 4.0
Torino 2014
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