A Good Old Fashioned Orgy

2011, Commedia

Recensione A Good Old Fashioned Orgy (2011)

Sulle orme de Il grande freddo, ma con un linguaggio assai meno sofisticato e molto più pop, A Good Old Fashioned Orgy non è una commedia prettamente maschile o femminile, ma un'opera leggera e poco impegnativa, dotata del giusto equilibrio tra i sessi e di una miriade di doppi sensi e siparietti a dir poco geniali. Un film in cui la risata è assolutamente incontenibile.

Travolti da un insolito festino

Si vede che c'è lo zampino di Vince Vaughn e quello più riconoscibile di Judd Apatow in questo film, quest'ultimo grande amico dei due registi e sceneggiatori Alex Gregory e Peter Huyck. Nato da una storia bizzarra narrata durante una cena da un loro amico newyorkese, ritrovatosi durante una festa nel mezzo di un festino a luci rosse, A Good Old Fashioned Orgy racconta in modo divertente l'amicizia, la paura di crescere e le insoddisfazioni di un gruppo di amici che si rendono conto che il tempo delle feste sta per scadere e soprattutto che non hanno mai osato troppo in materia di sesso come invece hanno fatto i loro genitori negli anni Settanta e Ottanta.

Una divertente scena tratta dal film A good old fashioned orgy
Eric è famoso tra gli amici sin dai tempi del liceo per le sue sfrenate superfeste nella casa al mare, e il fatto di aver passato i trenta non ha cambiato quasi nulla. Quando apprende dal padre che la casa è stata messa in vendita proprio a ridosso dell'estate, il gruppetto di nerd realizza che quella sarà forse la loro ultima vacanza tutti insieme nella casa dei 'giochi' e che probabilmente è finito per loro il tempo delle feste e del divertimento disinibito. Deciso a lasciare il segno con un ultimo memorabile party, Eric propone ai suoi amici più stretti di organizzare 'una bella orgia vecchio stile', una notte di libertà e condivisione che celebrerà e sancirà la loro eterna amicizia, un festino di sesso in stile etnico curato sin nei minimi particolari in cui liberare tutti i loro istinti ed abbandonarsi alla promiscuità. Un lusso cui la loro generazione ha dovuto rinunciare per tanti motivi. Il problema è che nessuno ha idea di come si organizzi un'orgia e tanto meno è sicuro di voler partecipare a questa bizzarra ultima rimpatriata di letto. A mettere i bastoni fra le ruote ad Eric contribuirà anche l'entrata in scena di un affascinante bionda con cui c'è molto feeling ma che è anche l'agente immobiliare che si sta occupando di vendere la casa. Riusciranno i nostri eroi ad affrontare insieme la notte più folle della loro vita? Ma soprattutto, riusciranno a farlo senza rovinare la loro amicizia?

Lake Bell, Michelle Borth, Tyler Labine e Jason Sudeikis in una scena di A good old fashioned orgy
Gli Stati Uniti sono un paese ancora molto conservatore, moralista e puritano. Sicuramente è questo il motivo per cui ci sono voluti ben dieci anni di gestazione per far vedere la luce a questo film che nel tempo ha coinvolto decine gli attori scelti nei vari ruoli e poi tutti puntualmente sostituiti. Ma Alex Gregory e Peter Huyck, due degli autori del David Letterman Show, non hanno mai mollato il loro progetto e sono riusciti, in occasione della loro prima volta dietro la macchina da presa, a tirare fuori una commedia spassosa, politicamente scorretta, che fa della goliardia e del linguaggio un po' sconcio il suo punto di forza, per non parlare della quantità industriale di battute e di situazioni assolutamente paradossali concepite dai due autori con il solo intento di far divertire e ridere dall'inizio alla fine. Era molto facile scivolare nella volgarità, ma la lunga e tortuosa scrittura del film e la brillantezza di due penne come Gregory e Huyck non hanno permesso alla storia di perdere la bussola, ma di rimanere costantemente focalizzata sul tema fondamentale: l'amicizia.

A Good Old Fashioned Orgy: una scena del film
Provocatoria, provocante e dissacrante A Good Old Fashioned Orgy è una commedia indipendente che vuole, e probabilmente riesce, ad esorcizzare il bigottismo e la cupezza sessuale di un'intera generazione di trentenni, gli adolescenti degli anni Novanta, che non hanno mai potuto godere di una libertà sessuale "per colpa dell'Aids e di Reagan". C'è da dire che l'organizzazione dell'orgia, e quindi il sesso, non sono però i veri protagonisti del film, ma piuttosto un pretesto divertente e deliziosamente frizzante per parlare di altro, di amicizia, di legami, di sentimenti. Sulle orme de Il grande freddo ma con un linguaggio assai meno sofisticato e molto più pop, A Good Old Fashioned Orgy non è una commedia prettamente maschile o femminile ma un'opera leggera e poco impegnativa, dotata del giusto equilibrio tra i sessi e di una miriade di doppi sensi e siparietti a dir poco geniali. Un film in cui la risata è assolutamente incontenibile.

Recensione A Good Old Fashioned Orgy (2011)
Luciana Morelli
Redattore
3.0 3.0
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