La famiglia cinematografica di Quentin Tarantino: I volti ricorrenti del suo universo pulp

Da Samuel L. Jackson a Kurt Russell, da Uma Thurman a Christoph Waltz, la nostra guida agli attori-feticcio del mondo cinematografico tarantiniano.

La famiglia cinematografica di Quentin Tarantino:...

Pochi registi possono vantare già nel primo film un cast di tutto rispetto. Uno di questi è Quentin Tarantino, che per Le iene, complice l'interesse di Harvey Keitel, riuscì a scritturare attori del calibro di Michael Madsen (allora reduce da Thelma & Louise), Steve Buscemi (già alla corte di Martin Scorsese, Abel Ferrara e dei fratelli Coen) e Tim Roth (che grazie a Tarantino mosse i primi veri passi nel cinema americano, dopo anni passati nella natia Inghilterra).

Kurt Russel, Michael Madsen e Quentin Tarantino sul red carpet di The Hateful Eight

Da allora il regista proveniente da Knoxville non ha mai avuto veri problemi a livello di casting, arrivando anche a costruirsi una bella famiglia fatta di attori fedeli al suo cinema. Una famiglia che vogliamo omaggiare con questo articolo, che aggiorneremo di volta in volta a seconda dei nuovi film realizzati dall'autore di Pulp Fiction.
I vari nomi sono elencati in ordine decrescente, per numero di apparizioni. Ci atteniamo alla numerazione dello stesso Tarantino, pertanto Kill Bill è considerato un film unico.

Quentin Tarantino (9)

Quentin Tarantino sul set di Pulp Fiction con Harvey Keitel, John Travolta e Samuel L. Jackson

Partiamo proprio dallo stesso QT, che sin dall'esordio si è sempre ritagliato uno spazio, più o meno grande, nei propri film. Ne Le iene era proprio uno dei rapinatori, Mr. Brown, con tanto di credit individuale nei titoli di testa, mentre successivamente i suoi ruoli sono andati riducendosi. La sua comparsata più celebre è in Pulp Fiction, dove inveisce nei confronti di Jules (Samuel L. Jackson) e Vincent (John Travolta) per via del cadavere che hanno in macchina. Si dà all'autoironia nel suo episodio del film collettivo Four Rooms, dove interpreta un regista, mentre in Jackie Brown sentiamo solo la sua voce (è la segreteria telefonica della protagonista). In Kill Bill la sua apparizione è quasi hitchcockiana, poiché è uno dei cadaveri degli 88 Folli, così come il suo cameo nei panni di un nazista scalpato in Bastardi senza gloria (dove è anche la voce del soldato americano nel film di propaganda Orgoglio della nazione).
Più sostanziosi invece i suoi ruoli in Grindhouse - A prova di morte (il barista Warren) e Django Unchained (uno dei minatori australiani). In The Hateful Eight è di nuovo solo una voce, per l'esattezza quella del narratore che commenta i capitoli 4 e 5.

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Quentin Tarantino è Mr. Brown in una scena de Le Iene

Samuel L. Jackson (6)

Samuel L. Jackson addenta un hamburger in Pulp Fiction

È difficile immaginare la filmografia di Tarantino senza Samuel L. Jackson, che dopo essere stato scartato per Le iene rubò la scena a tutti in Pulp Fiction, conquistando una nomination all'Oscar nei panni di Jules Winnfield, un sicario che ama citare la Bibbia e interrogarsi sul senso della vita. Tre anni dopo, in Jackie Brown, si riconfermò un grande cattivo nel ruolo del trafficante d'armi Ordell Robbie, mentre in Kill Bill: Volume 2 fa solo un'apparizione fugace prima di morire per mano della Squadra Assassina Vipere Mortali (alcuni sostengono che il suo personaggio, il pianista Rufus, sia in realtà un Jules pensionato). In Bastardi senza gloria si limita a narrare alcuni passaggi fondamentali, per poi tornare in grande stile in Django Unchained nei panni di Stephen, uno schiavo crudele e razzista. L'esatto opposto del maggiore Marquis Warren, uno degli otto protagonisti di The Hateful Eight (primo film di Tarantino dove il nome di Jackson appare per primo nei titoli di testa).

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Tim Roth (4)

The Hateful Eight: Tim Roth nel film di Tarantino è Oswaldo Mobray

Londinese di nascita, Roth si era fatto notare in film diretti da Peter Greenaway (Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante), Robert Altman (Vincent & Theo) e Tom Stoppard (Rosencrantz e Guildenstern sono morti) prima di debuttare sul serio nel cinema americano con la parte di Mr. Orange, il poliziotto infiltrato che passa praticamente tutta la durata de Le iene a morire dissanguato in un angolo. In tutte le collaborazioni successive con Tarantino, Roth ha potuto recitare con il suo vero accento britannico, prima in Pulp Fiction dove dà il via all'azione nei panni di Ringo, e poi in Four Rooms dove il suo esasperato Ted è il fil rouge che collega le quattro storie. Infine, in The Hateful Eight, lo ritroviamo nel ruolo di Oswaldo Mobray, il boia di Red Rock.

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Michael Madsen (3)

Michael Madsen in una scena del film Kill Bill: Volume 2

Protagonista della scena più memorabile de Le iene, quella in cui il suo Mr. Blonde taglia l'orecchio ad un ostaggio ballando sulle note di Stuck in the Middle with You, Madsen avrebbe dovuto interpretare anche Vincent Vega (fratello di Blonde) in Pulp Fiction, ma dovette rinunciare per via di altri impegni. Lo abbiamo quindi rivisto in Kill Bill (cameo nel primo volume, ruolo più sostanzioso nel secondo), dove interpreta Budd, fratello del famigerato Bill e l'unico a comprendere veramente le azioni della Sposa ("Quella donna merita la sua vendetta. E... noi meritiamo di morire."). Dopo un'altra pausa, è tornato in The Hateful Eight, dove presta il corpo a Joe Gage, uno degli otto malcapitati che si trovano rinchiusi nello stesso posto a causa di una bufera di neve.

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Zoe Bell (3)

Cannes 2007: Quentin Tarantino e Zoe Bell presentano Grindhouse - A prova di morte

Quello di Zoe Bell è un caso ibrido, ma se ci limitiamo alle apparizioni come attrice vera e propria le sue collaborazioni con Tarantino sono Grindhouse, Django Unchained e The Hateful Eight. Negli ultimi due i suoi ruoli sono piuttosto limitati (in Django è un cameo che si nota a malapena), ma in Death Proof ha una parte davvero notevole, nei panni di "se stessa", ossia una stuntwoman professionista che, insieme ad alcune amiche, finisce nel mirino dello psicopatico Stuntman Mike. Questa caratterizzazione allude al vero mestiere di Zoe, che ha conosciuto Tarantino proprio nelle vesti di controfigura, sostituendo Uma Thurman in alcune scene per Kill Bill (e successivamente Mélanie Laurent e Diane Kruger in Bastardi senza gloria).

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Michael Parks (3)

Michael Parks, James Parks e Marley Shelton una scena del film Death Proof, episodio del double feature Grind House

Veterano del grande e del piccolo schermo, Parks ha fatto il suo esordio tarantiniano in un film che in realtà è solo scritto da QT, ossia Dal tramonto all'alba, dove esce di scena alquanto velocemente nei panni del malcapitato sceriffo Earl McGraw. Questo personaggio è diventato una presenza ricorrente nell'universo di Tarantino, facendo capolino anche in Kill Bill: Volume 1 e Grindhouse. In Kill Bill: Volume 2, invece, interpreta il ruolo di Esteban, la prima figura paterna di Bill. Lo abbiamo visto ultimamente in Django Unchained, dove fa un'apparizione insieme a Tarantino.

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Harvey Keitel (3)

Harvey Keitel e Tim Roth in una scena di Le Iene.

L'attore lanciato da Martin Scorsese fu il primo a dimostrare un certo interesse per il copione de Le iene, e si ritrovò di conseguenza con uno dei ruoli più appetitosi, quello del temibile Mr. White. Due anni dopo, arrivò il mitico Mr. Wolf di Pulp Fiction ("Abbiamo esattamente quaranta minuti per toglierci dalle palle"). Dopo due parti così memorabili, sembrava che il pozzo tarantiniano si fosse prosciugato per quanto riguardava Keitel, e invece l'abbiamo ritrovato, ma solo vocalmente, nel 2009, alla fine di Bastardi senza gloria (interpreta uno dei superiori di Brad Pitt).

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Harvey Keitel in una scena di Pulp Fiction

Kurt Russell (2)

Kurt Russell in una scena di Death Proof, episodio del double feature Grind House

L'uomo che fu Snake Plissken per John Carpenter ha passato molti anni ad interpretare personaggi poco memorabili in film altrettanto trascurabili, fino al momento in cui Tarantino gli ha chiesto di divenire il folle e sadico Stuntman Mike, la cui presenza solitamente porta sfortuna alle donne di Death Proof. In The Hateful Eight è meno sanguinario, ma non per forza più simpatico, nei panni di John Ruth, il cacciatore di taglie il cui destino è (letteralmente) legato a quello di Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh).

Bruce Dern (2)

Il celebre protagonista di 2002: la seconda odissea è tra gli attori principali di The Hateful Eight, dove interpreta il generale sudista Sanford Smithers ed è coinvolto in un memorabile duello verbale con il maggiore Warren, interpretato da Samuel L. Jackson. A prima vista uno potrebbe pensare che si tratti della sua prima collaborazione con Tarantino, ma in realtà i due giganti del cinema avevano già lavorato insieme grazie a Django Unchained, ma è facile non accorgersene poiché la partecipazione di Dern è poco più di un cameo, in uno dei flashback, nei panni di Old Man Carrucan, proprietario della piantagione dove lavorava Django.

The Hateful Eight: Bruce Dern in una scena del teaser trailer del film di Tarantino

Christoph Waltz (2)

Christoph Waltz in una scena del film Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino

Ad oggi, è l'unico attore ad aver vinto un Oscar per la sua interpretazione in un film di Tarantino, e questo ben due volte, sempre nella categoria del miglior non protagonista. Parliamo di Christoph Waltz, l'attore austriaco che, dopo una lunga carriera in produzioni in lingua tedesca (qualcuno forse lo ricorderà in un episodio de Il commissario Rex, dove ovviamente interpretava l'assassino), ha conquistato tutti con la sua performance carismatica e poliglotta - inglese, tedesco, francese e italiano - in Bastardi senza gloria, nel ruolo del nazista Hans Landa. L'esatto opposto del dottor King Schultz, alleato del protagonista di Django Unchained e origine di una simpatica battuta sul contenuto del film ("Il tedesco è l'unico personaggio non razzista").

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Walton Goggins (2)

The Hateful Eight: Walton Goggins interpreta Chris Mannix

Per gli appassionati di serie televisive è stato prima Shane Vendrell in The Shield e poi Boyd Crowder in Justified. Quest'ultimo, effettivamente un Western ai giorni nostri, l'ha preparato al meglio per il suo ingresso nell'universo tarantiniano, con il ruolo dell'odioso Billy Crash in Django Unchained. A detta dello stesso Goggins, ciò che si vede sullo schermo è solo una parte di quello che è stato girato, ma in ogni caso è bastato per convincere Tarantino a convocarlo di nuovo per The Hateful Eight, sempre nei panni di un razzista convinto, ma questa volta dalla parte dei "buoni": Chris Mannix, sceriffo di Red Rock.

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Eli Roth (2)

The Hateful Eight: Quentin Tarantino alla premiere insieme all'amico Eli Roth

Lanciato da Cabin Fever e poi consacrato grazie a Hostel, che vantava la partecipazione di Tarantino in quanto produttore esecutivo, Eli Roth è noto in ambiente horror come regista e/o produttore (The Green Inferno, Hemlock Grove). Ma il pubblico più mainstream lo ricorda soprattutto per la sua esilarante partecipazione a Bastardi senza gloria nei panni del sergente Donnie Donowitz, alias l'Orso ebreo, alias Antonio Margheriti (o, come dice lui, "Margheriiiiiiti!"), armato di mazza da baseball e incubo di tutti i nazisti le cui strade si incrociano con quella dei "Bastardi". Due anni prima, invece, l'avevamo visto in un ruolo molto più piccolo in Death Proof, dove interpreta Dov, uno dei clienti del bar di Warren.

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Uma Thurman (2)

Bill, è arrivata la tua ora.

A lei e John Travolta dobbiamo una delle sequenze musicali più belle degli anni Novanta, e del cinema americano tout court: il celebre ballo sulle note di You Never Can Tell in Pulp Fiction, un momento iconico che rese ancora più indimenticabile la già strepitosa performance di Uma Thurman nei panni di Mia Wallace, moglie dello spietato Marsellus. L'attrice, che conquistò una nomination all'Oscar, propose sul set un altro film da girare insieme, e così nacque l'idea di Kill Bill, un progetto folle e parossistico che deve (quasi) tutto il suo successo all'impegno della sua protagonista, determinata e fragile in egual misura. Se alcuni di noi aspettano ancora, speranzosi, un terzo volume, è soprattutto per rivedere in azione la Sposa.

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Steve Buscemi (2)

Steve Buscemi nei panni di Mr. Pink in una scena de Le Iene

"Perché devo essere io Mr. Pink?" Sottomesso ed irascibile, ma anche l'unico dei rapinatori ad uscire vivo dal magazzino (se si alza il volume alla fine del film, è possibile udirlo mentre si consegna volontariamente ai poliziotti arrivati sul posto), questo personaggio deve il suo fascino alle doti recitative di Buscemi, già affermatosi all'epoca nel cinema indipendente americano. I fan lo ricordano soprattutto per la sequenza iniziale de Le iene, dove Mr. Pink spiega perché non crede nel principio della mancia nei ristoranti. Per la legge del contrappasso, Buscemi fu poi trasformato proprio in un cameriere per il suo cameo in Pulp Fiction.

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