I pinguini di Mister Popper

2011, Commedia

Recensione I pinguini di Mister Popper (2011)

Una storyline ancorata alla commedia classica in stile Disney con qualche prevedibilità e banalità di troppo, tutta giocata sui grandiosi tempi comici di Jim Carrey che insieme a qualche gag davvero geniale piazzata qui e là valgono da soli il prezzo del biglietto.

Quella sporca mezza dozzina

Ci sono padri distratti, altri premurosi e presenti, e poi ci sono quelli perennemente immersi nel lavoro come Thomas Popper, un affascinante immobiliarista talmente preso dai suoi obiettivi professionali da dimenticarsi di fare il papà. Dopo la separazione ce l'ha messa tutta per tentare di mantenere un buon rapporto con l'ex moglie Amanda e con i due figli, anche alla luce della sua esperienza personale da figlio trascurato da un padre sempre in giro per il mondo. Nonostante le incolmabili distanze che lo separano dai suoi ragazzi, sia dal punto di vista pratico che da quello caratteriale e squisitamente affettivo, gli sforzi del signor Popper non sembrano avere molto successo, almeno fino al giorno in cui fuori dalla porta del suo superattico di Park Avenue un corriere gli recapita un pacco regalo proveniente direttamente dall'Antartide. Il suo vecchio padre, di mestiere esploratore, è infatti passato a miglior vita e come eredità gli ha lasciato non un pinguino imbalsamato bensì sei pinguini pestiferi e pasticcioni in cerca d'affetto. Allucinato solo all'idea di mettere in secondo piano il suo obiettivo di diventare socio della compagnia per cui lavora per dedicarsi ai suoi nuovi amici a due zampe, Popper decide di rifiutare l'inconsueto dono naturalistico del defunto genitore e di sbarazzarsi in modo legale degli animaletti, rivolgendosi invano a tutte le associazioni di protezione degli animali. Poco male, perché quando i suoi due figli, che passano con lui solo qualche ora a weekend alterni, scopriranno i nuovi coinquilini di papà, tutto ad un tratto quella che all'inizio era sembrata una vera e propria sciagura si trasformerà nell'avventura più pazza e divertente che la famiglia Popper abbia mai vissuto...

Video-recensione I pinguini di Mister Popper


Un'improbabile convivenza/amicizia quella tra un uomo d'affari iperimpegnato e un gruppetto di pennuti arrivati a Manhattan direttamente dall'Antartide, un connubio messo in scena con estro e vivacità da Mark Waters che riesce nell'intento di amalgamare classico e novità anche grazie ad una realizzazione tecnica di ottima fattura, alternando scene con pinguini veri ad altre realizzate interamente in computer grafica senza che lo spettatore riesca ad accorgersi della differenza. Già noto per aver diretto Spiderwick - Le cronache, La rivolta delle ex e Quel pazzo venerdì, Waters congela (è proprio il caso di dirlo) la macchina da presa sui sette protagonisti, centrando l'obiettivo di far risaltare al massimo le qualità di showman di Jim Carrey e insieme la simpatica goffaggine dei sei pinguini, animaletti puzzolenti, amorevoli, simpatici, dispettosi e indisciplinati. Un film con alcune trovate davvero originali I pinguini di Mister Popper, capace di sfruttare al meglio le attitudini di questi cicciuti volatili che negli ultimi anni molto hanno dato al grande cinema per ragazzi, da quello più impegnato a quello di puro e semplice divertimento.

Una immagine del film i Pinguini di Mister Popper (2011)
I simpatici amici del Signor Popper ci regalano improbabili balli di gruppo, esilaranti passeggiate a Central Park e anche una rocambolesca visita al Museo Guggenheim che, per l'occasione, si trasformerà in un'enorme splendida piscina roteante da cui fare i tuffi... Una storia che affascina per il suo lato ingenuamente surreale in cui i tanti momenti di tenerezza vengono stemperati dalle acide incursioni dell'antipatica 'signora in giallo' Angela Lansbury, qui nei panni della ricca proprietaria dell'ultimo grande immobile di Manhattan, una donna inflessibile decisa a mettere i bastoni tra le ruote allo zelante manager.

Una sequenza del film i Pinguini di Mister Popper (2011) con Jim Carrey
Una storyline, quella de I pinguini di Mister Popper, ancorata alla commedia classica in stile Walt Disney con qualche prevedibilità e banalità di troppo e tutta giocata sui grandiosi tempi comici di Jim Carrey che insieme a qualche gag davvero geniale piazzata qui e là vale da sola il prezzo del biglietto. Una commedia per famiglie briosa e movimentata, sulla linea di quelle che hanno lanciato il talento slapstick di Carrey e che, a giudicare dalle reazioni divertite del pubblico in sala durante l'anteprima nazionale, va dritta al cuore del pubblico in target e strappa anche qualche risata ai più grandi.
Un film nel complesso grazioso, dedicato a tutti quelli che avevano nostalgia dell'acchiappanimali Ace Ventura, con tutti i dovuti paragoni del caso, una commedia frizzante e rinfrescante con cui la 20th Century Fox proverà a placare le temperature di questa torrida estate 2011, ottenendo però forse l'effetto contrario, quello di scaldare i cuori e di farci sciogliere di fronte al musetto adorabile di questi sei piccoli amici dondolanti.

Recensione I pinguini di Mister Popper (2011)
Luciana Morelli
Redattore
3.0 3.0
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