Prima di domani

2017, Drammatico

Prima di domani: tutt'altro che già visto

Un racconto tutto al femminile in cui il loop temporale si fa metafora dell'opprimente condizione adolescenziale. Niente nomi noti, ma tante sorprese.

Risvegliarsi ogni giorno lo stesso giorno. Rivivere pedissequamente ogni istante, ogni battuta, ogni minuto, sempre uguali, fino al tragico epilogo di un incidente d'auto mortale. È ciò che accade ogni giorno a Samantha Kingston, nel film di Ry Russo-Young tratto da un bel romanzo per adolescenti, E finalmente ti dirò addio (che in occasione dell'uscita del film è stato ripubblicato con il titolo Prima di domani) della prolifica Lauren Oliver. Sam ha una vita perfetta: vive in un posto immerso nella natura lussureggiante, che insieme inquieta e avvolge, stupisce e lascia che ci si perda. Ha una bella famiglia, unita, che la ama nonostante lei sia scostante. A scuola fa parte del gruppo di amiche più popolare e frequenta uno dei ragazzi più cool. Niente sembra poter scalfire questa perfezione. Ma una sera, dopo aver preso parte alla festa del suo amico d'infanzia un po' "sfigato", Sam e le sue amiche hanno un incidente d'auto che sembra essere mortale. Poi Sam si risveglia. Ancora e ancora. Per vivere da capo, in un loop eterno, l'ultimo giorno della sua vita.

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Prima di domani: Zoey Deutch e Halston Sage in una scena del film

Incastrata in un eterno presente

Prima di domani: Zoey Deutch in una scena del film

Impossibile non pensare immediatamente a Ricomincio da capo, ma anche a titoli più recenti, in cui al time loop si abbina la necessità di non morire, come in Edge of Tomorrow - Senza domani o in Source Code. O ancora, pensando anche a una scuola piena di ragazzi, a Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali. Quello del time loop è un tema che da sempre regala spunti narrativi al cinema come in letteratura. Abbinato a un racconto adolescenziale genera una commistione ancora più inquietante, come lo è il torbido mondo nel quale sempre più si vuole immergerli, tentando di descriverli senza capirli, senza avvicinarsi troppo a loro. Impossibile non pensare al più grande cantore dell'adolescenza John Hughes, e alle teen comedy degli anni Ottanta.

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Prima di domani: Zoey Deutch e Halston Sage in un momento del film

Anche perché Zoey Deutch, la bella e promettente attrice che interpreta Sam, è la figlia di Howard Deutch, il regista di Bella in rosa. Ma quei temi sono lontani, o meglio sono affrontati con meno empatia e più giudizio, gli intenti sono completamente diversi. Almeno nella narrazione delle prime due giornate. Il loop temporale di Sam è il fulcro della situazione e, andando avanti, si comprenderà come l'ambientazione adolescenziale non è affatto un pretesto per raccontare alle ragazzine una storia di fantascienza. Al contrario, è proprio il sentirsi incastrate in un qualcosa di fisso, di opprimente, la sensazione di non poter cambiare, di non capire che strada prendere, di non progredire e ripetere sempre gli stessi errori, nonostante ci si provi. E questo, per una giovane donna, per un adolescente in generale, è quel senso di claustrofobia che si prova costantemente. Ecco che allora il loop si fa metafora di un vivere, e che forse il racconto su questo gruppo di ragazze non prende così tanto le distanze da ciò che sentono e che vogliono essere.

Tutto al femminile

Prima di domani: Zoey Deutch, Halston Sage, Cynthy Wu e Medalion Rahimi in una scena del film

Il genere young adult che tanto ha riscosso successo nell'ultimo decennio è indirizzato per lo più a un pubblico femminile. Inutile negarlo: le ragazze leggono mediamente di più e amano queste storie. Solitamente però è l'amore al centro di tutto, e di eroi bellissimi che poi vengono interpretati sul grande schermo da coloro che saranno i prossimi teen idol ce ne sono a pacchi. Non è il caso di Prima di domani, in cui il cast principale è prevalentemente al femminile, compresa l'unica figura adulta di rilievo, quella della madre, interpretata da una sempre bellissima Jennifer Beals. La regia, la sceneggiatura, il romanzo da cui è tratto: tutta l'autoralità di questo film è al femminile. E probabilmente femminile sarà anche il pubblico a cui è indirizzato. Non ci sono nomi noti, anche se la cricca composta dalle amiche di Sam e la loro "nemica" da prendere in giro non possono non far pensare a quel gioiello rosa che è Mean Girls e a quella pietra preziosa di teen dark comedy che fu Schegge di follia. Chissà che a Zoey Deutch non tocchi la stessa fortuna.

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Porta il loop sul grande schermo

Prima di domani: Zoey Deutch in un momento del film

Intanto la regista Russo-Young ha avuto il suo bel daffare: non è semplice mettere in scena un loop così tante volte senza annoiare, ripresentare le stesse battute, gli stessi oggetti, le stesse chiavi di lettura. Ma ce l'ha fatta, a volte solo cambiando inquadratura, e anche qui interpretando il cambio di prospettiva con cui Sam guardava la cosa. Ogni giorno ha un mood diverso, perché se a volte si ha la sensazione che tutti vadano avanti, mentre noi ci troviamo sempre lì, bloccati nel meccanismo che è diventata la nostra vita, dall'altro a volte sembra che noi siamo quelli diversi, noi quelli che vogliono cambiare, mentre intorno tutto resta uguale e gli altri semplicemente non possono capire. E pensare che a Sam sarebbe bastato stare attenta in classe, al giovane professore che spiega una parte del mito di Sisifo, nella sua coazione a ripetere e nella sua unica possibile soluzione: il cambiamento. Prima di domani è un film tutt'altro che banale, tutt'altro che già visto. Applica a concetti odierni miti classici e ipotesi già percorse. Che è ciò che costantemente fa la ricerca.

Prima di domani: tutt'altro che già visto
Federica Aliano
Redattore
3.0 3.0
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