Brokers - Eroi per gioco

2008, Commedia

Presentata a Roma una favola italiana

"Il futuro del cinema è nel cercare sinergie con le comunità locali", dice Emiliano Cribari, regista di Brokers, che ha girato interamente nel piccolo borgo di Zuccarello

Pietro Salvatori

Emiliano Cribari sbarca per la prima volta in sala con un lungometraggio dopo tanti lavori fatti per l'homevideo. Si tratta di Brokers - Eroi per gioco, sceneggiato da Riccardo Leto, vero motore del film e protagonista della piccola conferenza con la quale il film è stato presentato alla stampa durante le giornate conclusive della terza edizione del Festival internazionale del cinema di Roma.

Se la conferenza è piccola, la passerella è stata di una certa importanza, essendo stati invitati sul red carpet molti dei 340 abitanti di Zuccarello, il piccolo borgo medioevale nel quale è stato girato il film, Sindaco in testa.
"Coinvolgere la popolazione locale è stato facilissimo - racconta Leto - Siamo andati a parlare con il sindaco che ci ha ricevuti con grande semplicità. E' stato facilissimo avvicinarci alle istituzioni. Tutto il paese era il set, dal bar, al meccanico, tutte le location sono di Zuccarello. La sera ci ritrovavamo tutti al bar, come una piccola grande comunità".

Nonostante la pace e la tranquillità del luogo di ambientazione, l'argomento è di quelli scottanti. La borsa, il gioco speculativo che conduce a perdere tutto in un a volta, essendo poi costretti a ricostruirsi una vita. "Non è stata una cosa voluta la coincidenza con la crisi mondiale che c'è oggi. Quando ho scritto non c'erano questi problemi. Il genere della favola manca in Italia, e io volevo semplicemente farne una finalmente. La borsa è solo una questione di cronaca, andrebbe vista in un altro modo, abbiamo cercato di dare un messaggio diverso da quello che i media stanno dando".

Comunque sia, la stesura della sceneggiatura ha richiesto una grande cura ed una grande attenzione, andando a scavare in un mondo nel quale dire una cosa inesatta è sempre molto facile.
"Abbiamo studiato moltissimo la borsa per evitare di dire stupidaggini - dice Leto - abbiamo studiato la borsa, le contrattazioni, tutto quanto, siamo stati attenti a non esagerare, abbiamo di raccontare una favola, con un piccolo messaggio, quello della fiducia negli altri e nel prossimo".
"L'idea della sceneggiatura è di Leto - ammette Cribari - E' il primo film che non scrivo, della quale non sono autore. Mi ha colpito l'idea e l'ho sposata. Zuccarello è un paese che ha in se una grande magia, si sposava perfettamente con il mio film. La borsa, il gioco in borsa è un pretesto per il film, si parte dalla borsa, ma si lancia un messaggio che in questi giorni avrebbe ascoltato: frenare il panico, il caos, l'avidità. Non abbiamo girato in maniera retorica, nonostante ciò l'attenzione è focalizzata sui valori".

Partendo da una sceneggiatura che aveva qualcosa di preciso da dire, l'unico altro ostacolo è diventato trovare la location."Sono un appassionato di medioevo - ha detto Leto - ho cercato appositamente un borgo così. Ce ne sono tantissime di realtà così in Italia e speriamo che il film sia un modo per invitare ad andarle a scoprire. C'è un senso di comunità che noi abbiamo perso in questi luoghi. La favola, a partire da questa comunità acquista un suo significato preciso".
"Andare a cercare e a valorizzare luoghi così lo reputo uno dei modi più intelligenti per il futuro del cinema - aggiunge il regista - Fra 5 anni il cinema si farà con 200.000 euro al massimo, e il cinema si farà con queste sinergie tra produttori e realtà locali, facendo cinema in provincia, proprio grazie a queste realtà".

Presentata a Roma una favola italiana
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