Inside No. 9

2014 - ....

Inside No. 9: Piccoli omicidi al Civico 9

Il duo Shearsmith & Pemberton di Psychoville torna al piccolo schermo con un'antologia grottesca e dark, Inside No. 9

L'antologia da brivido torna di moda. American Horror Story l'ha riesumata con successo di pubblico, ma con Inside No. 9 il genere lambisce vette di genio (tutto britannico) inarrivabili per Murphy & Falchuk. Reece Shearsmith e Steve Pemberton, già responsabili del gioiellino assurdo e macabro che fu Psychoville, sono tornati sul piccolo schermo (quello di BBC Two) con sei episodi autoconclusivi che conducono lo spettatore in residenze teatro di morti violente e accomunate, per l'appunto, dal numero civico 9. Sono il cottage di campagna dove si celebra un fidanzamento, la modernissima villa di un vecchio riccone e la sua fidanzata ventenne, l'appartamento di un insegnante delle scuole dell'obbligo, l'abitazione di una ragazzina ammalata, il camerino di un attore shakespeariano e la magione gotica proprietà di inquietanti fratelli che sembrano i cugini cattivi della famiglia Addams. Una mezza dozzina di storie che virano dalla dark comedy allo psicodramma, dal surreale al grottesco, dal thriller all'horror puro, e condividono un finale esiziale dove la morte, inevitabile, si manifesta nelle circostanze più strane e curiose.

Inside No. 9: Tim Key, Ophelia Lovibond, Anne Reid, Anna Chancellor e Katherine Parkinson nell'episodio Sardines
Danza macabra
Opprimente eppure esilarante, Inside No. 9 non è solo sceneggiato, ma anche interpretato dal duo artistico Shearsmith & Pemberton, che a volte si ritaglia una particina, altre si fa protagonista, altre ancora omette la propria presenza. Sardines e gli altri cinque episodi sono atti unici da mezz'ora ciascuno che comprendono un cast stellare - partecipano Katherine Parkinson, Denis Lawson, Luke Pasqualino, Anna Chancellor, Gemma Arterton e Helen McCrory -, l'ispirazione ad antologie surreali come Twilight Zone e Alfred Hitchcock presenta, e l'omaggio ai film muti di Charles Chaplin in Last Gasp (nel cui cast figura la nipote Oona) e alla Hammer nel caso di The Harrowing. The Understudy è addirittura un Macbeth nel Macbeth, con un protagonista impegnato nel ruolo del villain eponimo costretto a subire la detronizzazione che il suo personaggio infliggeva a Duncan.
Ogni racconto è strutturato per instillare dubbio, agitazione, paranoia e lo snervante senso di attesa di tragedia incombente, inevitabile dopo che il primo episodio ha spiegato al pubblico come ogni puntata, anche quella dall'incipit più pacato, si concluderà con una svolta fatale di morte.

Inside No. 9: Steve Pemberton e Reece Shearsmith nell'episodio A Quiet Night In
Dark comedy e non solo
Sardines gira attorno a una variante del gioco del nascondino: tutti vanno a caccia di tutti e chi trova il rifugio di un altro partecipante deve unirsi a lui e aspettare di venire scovato. La quantità di giocatori - eterogenei per sesso, età e indole - costretti a rinchiudersi in un armadio cresce sempre più velocemente: con il loro numero sale la tensione, la claustrofobia e la sensazione di disagio, fino a una rivelazione nefasta - i cui dettagli sono insinuati a varie riprese nel corso della puntata - che preannuncia il compimento di una vendetta programmata da tempo. A Quiet Night In è un breve film muto, algido e freddo come la casa dei protagonisti, nella quale echeggia il Concerto per pianoforte n. 2 di Rachmaninoff e dove gli screzi di una coppia mal appaiata si dividono la scena con i pasticci di due ladri imbranati, unici attori innocui di una pantomima buffa quanto sanguinaria. Tom & Gerri è una storia di ordinaria follia, che non fa affatto ridere: il protagonista è uno scrittore frustrato, ennesimo abitante anonimo di una città per la quale smetti di esistere quando l'ultimo conoscente si dimentica della tua esistenza. Solo il barbone che si stanzia a casa dell'alienato insegnante è più invisibile di lui, e tuttavia abbastanza astuto da dare il colpo di grazia alla psiche esaurita del professorino allucinato fino all'annichilimento di un gioco al massacro di fattura pinteriana.

Inside No. 9: Steve Pemberton, Adam Deacon, Tamsin Greig, David Bedella e Sophie Thompson nell'episodio Last Gasp
La natura della morte
 The Last Gasp è l'episodio più cinico della serie che nonostante ascolti poco soddisfacenti è stata rinnovata per una seconda annata: un cantante lagnoso e impomatato si procura un aneurisma gonfiando un palloncino per una bimba malata e con la sua repentina dipartita scatena la cupidigia degli adulti presenti desiderosi di monetizzarne la morte. The Understudy è, come anticipato, un Macbeth dentro il Macbeth: la pièce nota per portare sventura al solo nominarla ispira al sostituto dell'interprete principale visioni violente provocate dalla gelosia, che si trasformeranno in realtà per mano di un'insospettabile complice.
Si distacca dal format delle puntate precedenti The Harrowing, il cui titolo evoca la discesa agli inferi dantesca palesata dalle tavole di Gustave Doré che tappezzano la residenza gotica degli antagonisti, due fratelli squinternati agghindati come i vampiri di Anne Rice e persi in un microcosmo kitsch da film horror anni 50. Sull'atto finale cala subito un'ombra sinistra; è un po' diverso dagli altri, sia per questa sua atmosfera gotica sia per l'immediata evidenza del destino che attende la giovane babysitter (vittima abituale del genere). The Harrowing cita, forse volontariamente, anche l'unico capitolo veramente disturbante dell'antologia del terrore di Masters of Horror, Cigarette Burns. Da menzionare anche The Inventors, fiaba di fratelli coltelli ed episodio interattivo che cita Doctor Who e le macchine del tempo, reperibile online su www.insideno9extra.co.uk.

Inside No. 9: Helen McCrory e Reece Shearsmith nell'episodio The Harrowing
La dose indispensabile 
Inside No. 9 è un'antologia dove il tetro, il surreale, la dark comedy e la tragedia sono al servizio dello spettatore consapevole del grottesco e dell'assurdità dell'esistenza umana. La serie, che si rifà alla tradizione britannica della longeva Il brivido dell'imprevisto di Roald Dahl, ricorre a una spiazzante semplicità di dialoghi e situazioni per poi sbattere in faccia allo spettatore un epilogo sconcertante. I due creatori, geniali dispensatori di parabole senza morale e senza monito, selezionano protagonisti amorali, avidi, frustrati, vendicativi, ambiziosi e folli, peccatori che a volte puniscono e a volte vengono puniti per le rispettive miserie. Ignorano i segnali di una disfatta già scritta concepita quasi sempre da azioni infime, relazioni insalubri e segreti osceni portati in scena da un cast di guest star strepitose che fanno del macabro un gustoso divertissement in trenta minuti. La dose essenziale che meriteremmo di assaporare più spesso.

Inside No. 9: Piccoli omicidi al Civico 9
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