Perugia International Film Festival, da oggi la due giorni di preview

Gustoso antipasto per il pubblico della nuova manifestazione cinematografica in programma nel capoluogo umbro dal 22 al 25 marzo 2012: 'Il nostro sogno - spiega il presidente Emanuele Rossi - è arrivare ad essere come il Festival di Berlino'.

La sala dei Notari, a Palazzo dei Priori, ha ospitato oggi la conferenza di presentazione del Perugia International Film Festival, la nuova manifestazione non competitiva che si svolgerà nel capoluogo umbro dal 22 al 25 marzo prossimi; una kermesse cinematografica giovanissima ma già ambiziosa che da oggi fornirà al pubblico un'intensa due giorni di preview, ricca di proiezioni e appuntamenti importanti, nel segno di tre grandi personaggi del mondo cinematografico e artistico, D.A. Pennebaker, Chris Hegedus e Bruce Weber. Nelle intenzioni degli organizzatori il Perugia Film Festival vuole essere un evento di altro profilo che intende legarsi alla vita della città. Come ha tenuto a precisare il sindaco di Perugia, Vladimiro Boccali, l'intenzione è quella di "attrarre soggetti internazionali, utilizzando il cinema per proporre le ricchezze che siamo in grado di offrire". E, magari, per ritagliarsi un posto importante al fianco di altre manifestazioni di successo in programma sul suolo umbro come il Festival dell'architettura e il leggendario Umbria Jazz. La rassegna si sosterrà senza contributi statali, ma grazie all'intervento di privati, con un esborso stimato attorno al milione e settecento mila euro. "Quando ho proposto la mia idea alla Stratus Media Group - racconta il presidente del Festival, Emanuele Rossi -, mi hanno preso tutti per matto. Credo che il fatto di non sfruttare capitali pubblici sia un vero e proprio choc culturale alla rovescia, ma è anche l'unica via che si potrà percorrere da oggi, perché il vecchio modello finirà. Questo tipo di collaborazioni sono all'ordine del giorno in Francia, dove si lavora in tal senso da una decina d'anni. Il nostro calcolo deve portare dei risultati nel triennio". "Questo vuol dire - prosegue ancora Rossi - che mi aspetto dei risultati in continuo aumento, anche se non saprei quantificare delle cifre precise. Perugia ci porta le infrastrutture e le sue bellezze e noi portiamo capitali che vogliamo reinvestire sul territorio. Lo sottolineo solo per chiarire che non si tratta di un nuovo piano Marshall, né di colonialismo culturale". In un panorama, come quello dei festival, in continua evoluzione, il Perugia International Film Festival si propone degli obiettivi molto alti. "Mettiamola così - conclude Rossi - se tra dieci anni riusciremo ad avvicinarci a Berlino saremmo molto contenti".

Alida Valli e Farley Granger in una scena di Senso
Per arrivare ad un simile risultato, bisogna offrire un prodotto al di sopra della media, e lo sa benissimo la direttrice artistica del festival Karen Harikian, già direttrice dell'Hamptons International Film Festival. "Noi vogliamo avere una nostra identità ben precisa - spiega la Arikian -. Venezia, Roma e Torino, per citare i festival che si svolgono in Italia, ma anche Locarno, in Svizzera, sono manifestazioni di grande impatto, per non parlare delle rassegne che si svolgono in Nord America, dal New York Festival, al Tribeca, passando per il Sundance e Toronto, ma io preferisco collaborare con loro e non competere. I film che mostreremo saranno di qualità. Certro, avremo anche le nostre belle stelle hollywoodiane. Personalmente sono elettrizzata da questo progetto e dalla bellezza di Perugia, una città di giovani con una monumentale storia culturale che la rende unica e grande". La bellezza della location perugina è stata esaltata anche dagli altri protagonisti della conferenza stampa, a cominciare da Jennifer Ahn, direttrice della The Film Foundation, l'organizzazione di Martin Scorsese che si dedica al restauro e alla conservazione delle pellicole cinematografiche e che con il Perugia International Film Festival ha iniziato una collaborazione che si concretizzerà in una sezione del festival dedicata ai classici del cinema restaurati. "Come si può non amare Perugia? - esordisce la Ahn - E' una città abitata da gente carina e generosa e a nome di Martin vi dico che siamo onorati di legare il nostro nome ad un evento che condivide i nostri tre valori di riferimento, la promozione delle opere, il restauro e la formazione. Siamo orgogliosi di presentare copie restaurate in una location del genere. Sarà un successo assicurato. Non vedo l'ora che possiate vedere il frutto del nostro lavoro".

Tristan Halilaj in una sequenza di The Forgiveness of Blood
Un corposo assaggio ci sarà stasera alle 19:00 con la proiezione al teatro Pavone della copia restaurata del capolavoro di Luchino Visconti, Senso. Un modo per ribadire l'interesse da parte del comitato organizzativo non solo verso coloro che hanno fatto la storia del cinema, ma anche nei confronti di quei grandi artigiani che hanno legato il loro nome ad autori come Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini. Il riferimento è al costumista Piero Tosi (suoi proprio gli abiti di Senso), a cui verrà dedicata un'ampia retrospettiva che culminerà con l'assegnazione del Grifo d'oro alla carriera. A prendere la parola è stato uno dei membri del comitato d'onore del festival, James Acheson, vincitore di tre premi Oscar per i costumi di L'ultimo imperatore, Le relazioni pericolose e Restoration. "Trovo meraviglioso che un festival dedichi così grande attenzione a chi lavora dietro le quinte - dice - Spero di rendere omaggio ad uno come Piero Tosi, uno dei vostri più grandi designer. Il lavoro del costumista non si riduce a mettere degli stracci addosso ad una persona, ma supporta in pieno la performance dell'attore. Avete i più grandi costumisti del mondo, in grado di creare immagini più forti delle parole. Dovete celebrarle le qualità del vostro incredibile paese". Da oggi dunque si fa sul serio con un nutrito programma di anticipazioni, proiezioni e dibattiti, tutti previsti al teatro Pavone. Si parte con l'omaggio a due dei più grandi documentaristi contemporanei, Pennebaker e Hegedus, che incontreranno gli spettatori dopo la visione di due loro lavori, Kings of Pastry, opera del 2009 in cui si racconta di un famoso concorso francese di alta pasticceria, e Daybreak express, esordio cinematografico di Pennebaker, datato 1953. Dai pionieri del cinéma vérité a Bruce Weber, uno dei più celebri fotografi del mondo, da anni anche apprezzato documentarista. Domani, domenica 2 ottobre, la giornata a lui dedicata (Stars, Style and Sunshine, in collaborazione con Umbria Jazz) sarà scandita dalla proiezione di quattro suoi corti, tra cui Nice Girls Don't Stay for Breakfast, dedicato alla vita di Robert Mitchum, e Liberty City is like Paris to Me e dall'incontro aperto al pubblico. Ciliegina finale, la proiezione di La faida di Joshua Marston, vincitore dell'Orso d'Argento nell'ultima edizione del Festival di Berlino per la migliore sceneggiatura.

Perugia International Film Festival, da oggi la...
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